Le parole intraducibili

Pubblicato il 04 Aprile 2016 in Collaborazioni

Alcune domande e curiosità sui fenomeni linguistici sono particolarmente frequenti - e questo ci ha persuaso a farvi una proposta insolita.
L'abbiamo ideata con l'aiuto di Carlotta Lancia, giovane laureata in Glottologia e Linguistica a "La Sapienza", a cui si devono i testi che leggerete. La veste esterna sarà quella di uno dei consueti cicli di parole, tramite cui vi proporremo ogni due settimane una parola straniera o di una lingua classica. Non saranno parole consuete, ma saranno tutte estremamente interessanti e simpatiche per i significati che hanno: molte di queste le trovate facilmente online in scarne compilazioni popolari di "parole intraducibili".

Perché? Be', innanzitutto sarà l'occasione per fare un po' di comparazione linguistica, tema che ci avete mostrato starvi a cuore: sapere di più sull'altro apre nuovi mondi; inoltre, ci aiuta a comprendere meglio la trasversalità di certi fenomeni linguistici che ci coinvolgono. In secondo luogo, grazie alla professionalità di Carlotta, potremo vagliare la consistenza di queste parole: l'idea di "parola intraducibile" è eccezionalmente accattivante, ma per la scarsità delle fonti è facile che miti e bufale si autoalimentino.
E anche se difficilmente useremo queste parole (specie nel quotidiano), troverete che le riflessioni linguistiche associate sono invece una ricchezza, e ben spendibile.
Nelle prossime settimane, non mancate di farci sapere che cosa ne pensate!


La capacità creativa è una caratteristica indiscussa e comune a tutte le lingue del mondo. De Mauro l’ha chiamata Non-non-creatività, ovvero quell’equilibrio che si instaura tra la spinta conservatrice, che permette la comprensione tra i parlanti, e quella creatrice della lingua stessa, responsabile delle diversità tra gli idiomi.
Il mutamento è una caratteristica insita in ogni lingua del mondo e può avvenire per fattori interni alla lingua o per ragioni esterne, provocando mutamenti morfologici, sintattici, lessicali o semantici; tuttavia, questa spinta creatrice non può estendersi all’infinito: abbiamo bisogno di una grande cornice, la grammatica, che contempli tutti questi cambiamenti, pur permettendo a tutti i parlanti di una lingua di continuare a comprendersi l’un l’altro, altrimenti cesserebbe la comunicazione!
Sembra, dunque, naturale che al mondo esistano così tante lingue e così tante famiglie linguistiche che, con l’annullamento delle distanze dovuto al continuo progresso telematico, entrano sempre più spesso in contatto tra loro, provocando stupore in chi legge o sente parole che non riconosce come appartenenti alla propria lingua. Ecco allora che non ci stupiamo più di sentir parlare del computer, quando ne vediamo uno sulla nostra scrivania tutti i giorni. Ma tutta questa familiarità con tali parole nuove non era certo diffusa nel momento in cui queste si propagarono, ma, anzi, saranno suonate stravaganti alle orecchie di chi non fosse abituato al loro suono. Certo lo stupore è la reazione iniziale, ma immediatamente dopo andiamo a cercare di capire cosa mai vorrà dire quell’accozzaglia strana di vocali e consonanti, scoprendo con piacere il loro significato a volte bizzarro, a volte poetico ed emozionante, altre buffo o, altre ancora, profondo e doloroso.
È meraviglioso ampliare il proprio dizionario, aumentare la propria conoscenza con parole e concetti nuovi, rendendosi conto che non tutte le lingue sono come la nostra, non tutte le culture si articolano allo stesso modo.
Cominciamo allora con le parole. Vi proponiamo le più stravaganti e meravigliose che siamo riusciti a reperire, senza esagerare con la fantasia, ma sempre con la stessa metodicità e rigore che utilizziamo per le parole italiane, andando a ricercare la verità dei dati che proponiamo.
A questo punto la cosa migliore da fare è partire subito alla scoperta della prima parola!

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