La grande invasione

Pubblicato il 17 Maggio 2017 in Collaborazioni

Ci rivolgiamo a tutti i piemontesi, valdostani, lombardi, liguri, francesi, svizzeri e a coloro che si troveranno comunque o comunque si vorranno trovare da quelle parti in quei giorni: accorrete.

A Ivrea, dal 1 al 4 giugno si terrà un festival della lettura: "La grande invasione".
È un'occasione diversa dai festival-sfilata, dai festival-vetrina: qui si scopre il versante temerario dell'invito alla lettura (di una temerarietà però esperta, guidata anche quest'anno da Marco Cassini e Gianmario Pilo, giunta alla V edizione).

Tenendo simbolicamente l'occhio sui passi alpini, l'invasione annunciata è quella di ingegni multiformi e scelti, attesi e no, coloro che costruiscono il vasto corpo di ciò che può essere letto, pronti a occupare con le loro proposte imbattute i programmi culturali che avevamo per l'anno. E stavolta, un fuoco particolare convergerà sul genere letterario del racconto.

Saremo virtualmente presenti anche noi, con una selezione di 4 parole pubblicate sul sito dal 9 al 30 maggio, e fisicamente al festival con le stesse parole in formato cartolina, così belle che (pare) scalzeranno l'oro come bene-rifugio.

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Grande
La pietra su cui si fonda il nostro pensare è salda ma scivolosa di muschio. Si fa presto a dire grande, grande rispetto a che cosa, e quanto? E che differenza c'è fra un quadro grande e un grande quadro?
Poi, grande. Ma i latini non dicevano magnus? Ebbene, se il tuo concorrente è più forte di te, trova alleati: è così che grandis ha prevalso.

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Invasione
Una parola che sai usare. Ma sai descrivere i colori distintivi dell'invasione come fosse una stoffa davanti ai tuoi occhi?
E, vista questa cifra, ci si domanderà in che cosa si distingua dalla conquista, dalla penetrazione, dalla calata, dall'occupazione. Le risposte ci faranno bene.

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Festival
Una parola cresciuta: dalle feste religiose che parlavano dei cicli della natura e di sante commemorazioni, ai festoni popolari turbinanti di canti e di balli, alla vastità compassata di oggi che abbraccia libri, vino, sport.
Emerge in latino, passa in inglese, torna in italiano. E dopo questa valanga di secoli la facciamo specchiare nell'acqua ferma per non farle scordare quale sia il suo vero profilo.

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Lettura
Lègere, in latino. Uno dei verbi più complessi e stupefacenti. Ma che cosa vuol dire veramente, qual è l'immagine cardinale di questa lettura, e nella lettura, poi, che c'è di così complesso?
Lettura può anche significare conferenza, dice qualcuno; ha ragione, è un anglismo, e pochi sanno a quando risale.

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Qui potete leggere il ricchissimo programma; informazioni ulteriori le trovate sul sito ufficiale del festival, e potete farvi vellicare dalla pagina Facebook.

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