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Balìa

ba-lì-a

SignPotere, signoria; nel medioevo, magistratura straordinaria con poteri dittatoriali

dal francese: baillie, da bail governatore, a sua volta dal latino: bajulus portatore, funzionario.

Chiariamo subito che è lo stesso etimo di "bàlia", cioè nutrice, donna che allatta e ha cura di un bambino non suo. Come la bàlia tiene in braccio il lattante, così la balìa è un potere capace di reggere le sorti di un luogo o di un popolo. Ma se la prima ha connotati di umiltà e struggente tenerezza, la seconda ci arriva come un potere spietato, autocratico - che ben si attaglia all'immagine del potere di un consiglio di guerra medievale. Si dice di essere in balìa degli eventi, delle...

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Ballottaggio

bal-lot-tàg-gio

SignSeconda votazione limitata ai candidati che hanno ricevuto più voti alla prima

dal francese: ballotage, dalla radice francone balla palla, passata prima per l'italiano attraverso ballotta castagna.

L'impressione è quella di un sistema raffinato all'interno di un contesto elevatissimo: sporcizia a parte, che cosa c'è di più alto e decisivo, per una democrazia, dell'ultima votazione, dell'entrare nella cabina con l'appuntatissima matita e tracciare un segno su uno dei due candidati finali? Ma l'origine è antica e umile. Si usavano le castagne - qui a Firenze si chiamano ancora ballotte - per contare i voti. Come anche a Venezia. E l'usanza pare sia stata molto comune, in Europa - che...

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Baluardo

ba-lu-àr-do

SignTerrapieno fortificato; protezione, difesa, riparo

dal provenzale baloart, passato attraverso il francese medio balouart e varianti, probabilmente dall'olandese medievale bolwerc ‘fortificazione’, letteralmente 'opera di travi'.

I baluardi li conosciamo bene: sono l'ossatura delle fortificazioni rinascimentali 'alla moderna' che ammiriamo nelle nostre città, oggi perfetti per mostre d'arte e passeggiate panoramiche. Si dice baluardo sia un genere di terrapieni fortificati ideato per resistere agli assalti delle prime artiglierie, sia gli elementi angolari della cinta di questi terrapieni (anche detti bastioni). Le mura alte e turrite di concezione medievale erano ottime per tenere fuori degli assedianti muniti solo...

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Baluginio

ba-lu-gi-nì-o

SignChiarore fioco e discontinuo

etimo incerto; forse, derivato di luce.

A dispetto della debolezza dell'oggetto del suo significato, questa parola ha una carica espressiva potente - veicolata anche dal suo suono, così basso e sommesso. Il baluginio è un lucore fioco, sfuggente e intermittente, sia in senso concreto, sia in senso figurato: si può parlare dei baluginii delle candele nel vento, del baluginio notturno delle case perse nella campagna, o delle stelle, come si può anche parlare del baluginio di un sentimento sopito da lungo tempo, o di un'idea appena...

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Balzano

bal-zà-no

SignStravagante, bizzarro; cavallo che ha le balzane

dal latino: baltea cintura, fascia.

La balzana è una striscia o una macchia bianca che i cavalli possono avere sopra lo zoccolo - e i cavalli che hanno questa striscia sono chiamati, appunto, balzani. A questa caratteristica fisica, che può riguardare una o più zampe (balzana da uno, balzana da due, e via dicendo), è tradizionalmente associato anche un profilo psicologico dell'animale: il cavallo balzano sarebbe particolarmente lunatico, imprevedibile, incostante. Da questa credenza - forse incrociata con il colore variegato...

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Banale

ba-nà-le

SignNon originale, scontato

dal francese: ban proclama del signore feudale (affine a 'bando'), da cui banal appartenente al feudatario prima, e comune a tutto il villaggio poi.

Nell'antichità feudale qualcosa di banale, come un luogo, un edificio, un apparecchio, era qualcosa il cui uso era concesso all'intera comunità. Così la banalità di un acquedotto, di un mulino, aveva un'accezione ben diversa da quella odierna; ciononostante si intende bene come il significato si sia poi esteso al non originale, al triviale, all'ovvio: il banale è il comune. È vero, la difesa e la valorizzazione delle cifre originali, del pensiero proprio personale, delle idee estrose e...

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Banausico

ba-nàu-si-co

SignDi arte meccanica o manuale; che punta all'utile

dal greco: bànausos artigiano.

Parola praticamente inutilizzata: eppure individua il proprio specialissimo significato in maniera splendida, insostituibile. Quindi esploriamo un po' come è che si può usare. La discussa espressione artistica dei graffiti eseguiti sui muri spruzzando attraverso degli stencil è eminentemente banausica - essendo questi graffiti riprodotti in pratica con un normografo; sarà purtroppo perlopiù banausica anche l'arte del vestire, compressa nelle condotte forzate delle mode e degli stili tipici;...

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Bandire

ban-dì-re (io ban-dì-sco)

SignAnnunciare con avviso ufficiale; mettere al bando, esiliare, allontanare

dal gotico bandwjan 'fare un segnale'.

Bando alle ciance, due cose sono particolarmente interessanti, in questa parola. La prima è l'origine. Si può pensare che l'emersione di una parola in una lingua sia un fenomeno che avviene in maniera unitaria e omogenea - come se ne prendesse la cittadinanza; o meglio, anche se non lo pensiamo, di rado pensiamo che non è così, di rado ci soffermiamo a concepire la frammentarietà variegata e desultoria di un fenomeno del genere. E questa parola ce lo fa intendere bene. Infatti non ci sono...

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Bannare

ban-nà-re (io bàn-no)

SignNel gergo informatico, escludere un utente da una comunità virtuale

dall'inglese to ban bandire.

Si tratta di una parola che nell'universo del web è diventata molto importante: il ban è un'azione sanzionatoria riservata agli amministratori di una comunità virtuale, con cui, temporaneamente o permanentemente, ne viene interdetto l'accesso o la possibilità di pubblicarvi contenuti a utenti che abbiano compiuto un'infrazione delle regole della comunità stessa. Si tratta di un'azione di importanza elementare, imprescindibile per evitare apporti distruttivi o illeciti. Ovviamente ha anche...

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Banzai

banzai

SignIn giapponese, esclamazione di gioia; in Occidente, grido di guerra

voce giapponese che significa "diecimila anni" - composta di ban (万) diecimila e zai (歳) anni. In kanji si scrive 万歳. Sottintende l'augurio di vivere diecimila anni, e deriva dall'omologo cinese: wànsuì

Trovo strano che la parola "banzai" sia nota in Italia. So che per esempio "samurai" e "harakiri" sono note in Occidente, tuttavia "banzai"… no. È un'esclamazione pronunciata quando si è felici, contenti, o lieti. Oppure si riferisce all'azione di gioia: alzare tutte le due braccia esclamando "banzai!". È la parola simile a "Viva!" in italiano. L'origine etimologica risale ad antica Cina: era usata per augurare lunga vita dell'imperatore, e anche in Giappone fu usata per questo. Si dice...

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