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Basilare

ba-si-là-re

SignChe ha funzione di base; essenziale

dal latino basilaris, derivato di basis base, allo stesso modo in cui similaris deriva da similis.

Questa parola denota in generale ciò che ha la funzione di base. E dato che viene usata quasi esclusivamente in senso figurato, con rare resistenze di uso concreto nel lessico anatomico, al fine di poterla usare fertilmente ciò che bisogna domandarsi è: quali sono i caratteri che il concetto di "base" comunica? La base è qualcosa di essenziale - sia nel senso di semplice, sia nel senso di importante. Ed è proprio questo secondo carattere a spiccare nella parola basilare. Quando si parla di...

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Basilica

ba-sì-li-ca

SignEdificio pubblico romano in cui si svolgevano adunanze, commerci, e si amministrava la giustizia; chiesa cristiana

dal latino basilica, edificio sostenuto da una doppia fila di colonne, che è dal greco (stoà) basiliké (portico) regio - da basileus re.

Questo nome, nel corso dei secoli, è stato attribuito a edifici diversi propri di diverse culture: nasce con la Stoà Basiliké, il portico regio dell'Agorà di Atene, sede dell'Arconte Re, dove erano affisse le leggi ed era amministrata la giustizia. Si trattava quindi di un edificio pubblico; e i Romani impiegarono questo nome proprio per indicare un grande edificio pubblico in cui si svolgevano parti importanti della vita civile - prendendo quindi le funzioni di mercato, sede per adunanze,...

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Basito

ba-sì-to

SignAtterrito, sconvolto e impietrito

voce gallica, la cui forma ipotetica è: basire, con una radice ba- che significa "morire".

Quando veniamo sorpresi da uno stupore tremendo che ci lascia attoniti, privi della capacità di qualunque reazione, allora siamo basiti. Colpiti da una folgore mortale che ci lascia lì, immobili, minerali - come morti. Anche se il basito sembra un'onesta via di mezzo fra lo stupore e lo svenimento. Scoprirne l'etimo mi ha lasciato basito.

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Basta

bà-sta

SignEsclamazione, il cui intento è chiedere o porre fine a qualcosa. È forma impersonale del verbo bastare.

Sconosciuto. Forse dal greco: bastàzein sopportare.

È un'esclamazione forte, quasi performativa: la sua pronuncia vorrebbe segnare la fine di qualcosa - anche se quel che fa effettivamente è imporla, richiederla o proporla, tracciando il limite dell'opportunità o della sopportazione. Così verranno ad esistere tante diverse sfumature di "basta", che variano a seconda della posizione di chi parla rispetto a ciò che dovrebbe finire: basta, devo proprio andare; basta violenza, non te lo permetto più; basta pioggia, ti prego. La bellezza e la...

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Bastardo

ba-stàr-do

SignIbrido; figlio illegittimo; diverso; cattivo

dal francese antico: bastard, di etimo incerto.

Questa parola ha un vero arsenale di significati, ma possiamo notare come tutti discendano dall'immagine della corruzione della linea di sangue pura: così come il figlio bastardo è quello nato fuori del matrimonio, il cane bastardo sarà quello nato fuori dal lignaggio di razza, un'arma bastarda avrà dimensioni o calibri non canonici - come pure un carattere tipografico, o uno strumento musicale. Il tono principale resta però quello dispregiativo, infatti è di per sé una generica offesa: la...

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Batteria

bat-te-rì-a

SignUnità di artiglieria; insieme di elementi preordinati a un certo scopo; apparecchio che accumula e trasferisce energia elettrica; insieme di percussioni

dal francese: batterie, da battre battere.

L'insieme di più mortifere bocche di fuoco percuote la terra, schianta il bersaglio. Il loro rude ordinamento ci disegna bene una batteria come gruppo di elementi vòlto ad un'azione precisa: la più pacata batteria di pentole, gli strati complessi nelle batterie elettriche, l'ensemble di pelli e piatti da cui strappare un ritmo fisico. Largamente emancipata dai suoi natali bellici ma solitamente usata con poca fantasia per indicare sempre le solite cose, sarebbe una parola estremamente...

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Battibaleno

bat-ti-ba-lé-no

SignNella locuzione 'in un battibaleno' in un istante, in un attimo

composto di battere e baleno.

Uno di quei piatti di cui capisci gli ingredienti ma non capisci bene come siano stati cucinati - oh, comunque buono, bravi. È una parola che per la sua carica simpatica ed espressiva impariamo a conoscere fin dalla più tenera età: quindi nessuno cadrà dalla sedia per la sorpresa se diciamo che si trova usato prevalentemente nella locuzione 'in un battibaleno', che significa 'in un istante'. Ma ci sono un paio di cose curiose da notare. Innanzitutto si tratta di una parola non solo...

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Battibecco

bat-ti-béc-co

SignDiverbio, bisticcio

composto di battere e becco.

La semplicità è un carattere che può dare grande forza, a una parola; ed è il caso del battibecco. Il litigio dappoco viene disegnato come una zuffa da pollaio, in un composto asciutto e pulito. Non è una parola aulica, non è una parola ricercata, ma è versatile, e non sfigura nel discorso elevato così come non stona in quello basso: si può parlare dei battibecchi che sempre si ripetono fra dotti di scuole diverse; si può parlare dei battibecchi che vanno in scena dal parrucchiere, o nel...

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Battologia

bat-to-lo-gì-a

SignRipetizione di parole o frasi inutile e fastidiosa

dal greco battología, composto di batt-, simbolo onomatopeico della balbuzie, e del tema di légo ‘parlo’.

Parola non comune, ma ciò che descrive è tanto consueto. La battologia, nella sua dimensione retorica, consiste in una ripetizione di parole o frasi; una ripetizione inutile, e spesso sgradevole, che può celare l'incapacità di articolare lo sviluppo di un discorso - magari anche solo per urgenza o agitazione. Facendo qualche esempio, un articolo che espone un'intuizione brillante può patire un'inclinazione un po' vezzosa alla battologia; quando ti chiedo «Chi ti ha dato quei soldi?», se mi...

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Bazzicare

baz-zi-cà-re (io bàz-zi-co)

SignFrequentare persone o luoghi

etimo incerto, forse ha un'origine onomatopeica.

Purtroppo non c'è un'etimologia certa che ci rischiari questo termine: pare abbia un'origine onomatopeica (tutt'altro che immediata), ed è forse da avvicinare a termini simili di altre lingue romanze, come il bazucar spagnolo, che significa 'agitare', in particolare un liquido in un recipiente. Ad ogni modo, per quanto sia un verbo comune, ha delle sfumature che non sono banali da cogliere. È chiaramente un frequentare persone o luoghi, ma questa frequentazione non è nettamente assidua...

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