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Benaltrismo

be-nal-trì-smo

SignTendenza a sminuire una discussione dicendo che i problemi o le soluzioni sono ben altri

dall'espressione ben altro, rafforzativa del semplice "altro".

Questa tendenza retorica consiste nell'attaccare un'affermazione che esprime un problema o una soluzione affermando a propria volta che i problemi o le soluzioni sono "ben altri". L'atteggiamento del benaltrismo non è quindi di critica verso un'affermazione in sé, ma sull'ordine di importanza dell'affermazione stessa. Quelle sulla priorità di un problema o sull'opportunità di una soluzione sono considerazioni legittime ed intelligenti, ma il benaltrismo è il lato patologico di queste...

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Beneficio

be-ne-fì-cio

SignFavore, giovamento, vantaggio; terra concessa dal sovrano al vassallo; beni e redditi assegnati a un chierico in virtù della carica ecclesiastica che ricopre

dal latino beneficium, composto di bene e dal tema di fàcere 'fare'.

Oggi ‘beneficio’ indica sia l’azione compiuta al fine del bene altrui sia il frutto di questa azione (un dono, un favore, un servizio). Il suo significato ha a che fare con qualcosa che ci viene generosamente concesso – dalla volontà divina o dalla fortuna, dalla legge, da un contratto di lavoro o da un patto, dall’appartenenza a una determinata istituzione, dal clima, da una particolare congiuntura di fattori. questa accezione è in via generale legata all’uso che nell’Alto Medioevo si...

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Beniamino

be-nia-mì-no

SignPersona prediletta; in particolare, figlio prediletto

dal nome del personaggio biblico Beniamino, in ebraico Binyāmīn, composto da ben figlio e yāmīn della destra, cioè fortunato.

Questa parola ha certo un gusto antiquato, ma descrive un concetto aggraziato, di grande delicatezza. Si tratta di un'antonomasia che nasce dalla tradizione biblica: nella complessa narrazione delle vicende di Giacobbe e dei suoi figli - fra cui il profeta Giuseppe -, la figura di Beniamino, l'ultimogenito, emerge per la straordinaria intensità e limpidezza dell'amore che padre e fratelli hanno per lui (in effetti, emerge solo per questo). Per estensione il beniamino diventa quindi in...

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Bennato

ben-nà-to

SignChe è naturalmente buono; gentile

da ben nato. Presente già in latino: benenatus.

La gentilezza, la cortesia, la bontà d'animo - col loro valore - possono, è vero, essere tramandate e apprese attraverso una tradizione attenta di usi cavallereschi e solidali e civili. Ma tanto più potenti sono queste qualità quando innate: le persone bennate sono quelle che a una prima occhiata, a una prima parola, a un primo gesto ci disarmano, e conquistano schiettamente la nostra fiducia con una trasparenza posata, con modi buoni privi d'ogni sofisticazione, connaturati alla loro anima...

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Benpensante

ben-pen-sàn-te

SignChi adotta il modo di pensare ritenuto migliore, o quello preponderante; conservatore

composto di bene e pensante.

Questa parola significherebbe un attributo buono e auspicabile: il pensare bene, il modo di pensare più equilibrato. Ma non è così. Infatti, ironicamente, il benpensante è colui che adotta il modo di pensare più largamente condiviso, dominante - con un riflesso decisamente conservatore. Una parola che oggi suona un po' rétro, richiamando alla mente conflitti sociali dei decenni passati. Va sottolineato quanto sia necessario tenere presente il senso ironico di questa parola: quello che di...

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Beota

be-ò-ta

SignAbitante della Beozia, regione della Grecia centrale; stupido

dal latino: Boeotus, da greco: Boiotos abitante della Boiotia Beozia.

Presso gli Ateniesi, i Beoti non avevano fama di essere proprio delle cime - tanto che vennero presi come antonomasia per l'ottuso. Antonomasia che ebbe un successo clamoroso, arrivando ad essere di uso comune anche per gli autori latini, e figuriamoci, ha retto benissimo fino a oggi. Certo, non è una parola carina, anche perché la Beozia non si è spopolata né è sprofondata come Atlantide, e immagino che debba scocciare reggere un simile macigno sul proprio nome geografico fin nel duemila......

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Berlina

ber-lì-na

SignAntica pena che consisteva nell'esporre al pubblico il condannato illustrandone il reato con bando o con cartelli; pubblico ludibrio; carrozza da viaggio a quattro ruote; automobile con abitacolo chiuso

nei primi significati, forse connessa con berlengo asse, tavola, dall'antico tedesco bretling; nei secondi, derivata dal nome di Berlino.

Che cosa c'entra il pubblico ludibrio con un'automobile dall'abitacolo chiuso? Niente. Nella forma di questa parola confluiscono le sostanze di due. La berlina, nel senso punitivo del termine, era una sanzione che poteva essere inflitta ai delinquenti per accrescere lo stigma sociale nei loro confronti: sistemati su un palco rialzato (come ci suggerisce l'ipotesi etimologica), erano messi in vincoli ed esposti al pubblico - al quale era data contezza dei loro misfatti o da un banditore che...

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Berserk

bèrserk

SignAntico guerriero scandinavo; stato di furia incontrollabile

voce inglese, trasposizione del norreno berserkr.

Questa parola, semplificazione che storpia gli originali scandinavi, descrive un concetto molto importante e interessante. Nell'universo scandinavo, il berserkr era un guerriero terrificante, appartenente a un'indefinita setta religiosa: vestito di pelli di lupo o d'orso prima della battaglia entrava in una sorta di trance furioso, il cosiddetto berserksgangr. A quel punto non provava più dolore, e attaccava chiunque gli si parasse davanti con la forza e la ferocia di una bestia selvaggia...

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Bestia

bé-stia

SignAnimale bruto, feroce

dal latino: bestia bruto, belva; in particolare, termine specifico che indicava gli animali destinati ai combattimenti nel circo.

La bestia nera, il montare in bestia, l'essere una bestia: questa parola dà la dimensione concreta di una brutalità violenta e cieca, quasi connaturata, quasi strutturale, quasi fine a sé stessa. È una parola terribile, per quel che significa, e perciò va usata con cautela: la bestia è stata la prima agghiacciante paura dell'uomo.

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Biasimare

bia-si-mà-re (io bià-si-mo)

SignDisapprovare, giudicare negativamente, condannare

dal francese antico blasmer, con lo stesso etimo di bestemmiare.

Il biasimo è il fratello laico e azzimato della bestemmia: biasimare significa disapprovare, criticare duramente con un deciso giudizio negativo - specie di natura morale -, e quindi condannare. Esprime questi concetti in maniera elegante, e il suo essere rétro lo ammanta di una certa affettazione. In questa parola la blasfemia perde la religione e il sacro, e buona parte del suo straordinario peso: la censura che esprime il biasimo è una censura sociale, umana - facilmente percepita come...

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