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Bionico

bi-ò-ni-co

SignRelativo alla bionica; di tecnologia, costruita o ideata su ispirazione di strutture biologiche; sovrumano

dall'inglese bionics, voce coniata dal colonnello statunitense Jack E. Steele nel 1958, composta rispettivamente dalla parte iniziale e finale di biology ed electonics.

Si sente spesso parlare di occhio bionico, mano bionica, perfino di interi uomini bionici. Ma spesso il significato di questa parola sfugge, rimanendo usualmente sospeso in un'indefinita nebulosa tecnologica. In sintesi, è bionico ciò che è creato su ispirazione di strutture e meccanismi biologici. A esempio, il celebre occhio bionico è un fantasma che la ricerca insegue da decenni, che consiste in un apparecchio dotato di un omologo artificiale della retina che possa sostituire un occhio...

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Bipartisan

bi-pàr-ti-san

SignAccettato o sostenuto da due parti politiche contrapposte, o che le accetta e sostiene entrambe

voce inglese: bipartisan, composto da bi due partisan partigiano. Partigiano di entrambe le parti.

È una parola non priva di una certa ironia: infatti è in pratica un ossimoro. Il "partigiano" porta il significato dello schierato in maniera netta; il "bi-" gli sostituisce il significato di una acconciatura fra opposti. Si tratta di una parola strettamente legata al vocabolario della politica e del giornalismo, mutuata e adattata da un assetto politico storicamente bipolare come quello inglese. Viene riferita a candidati, proposte, idee che sono accolti da entrambi i poli - o che magari...

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Birba

bìr-ba

SignMonello; vagabondo, truffatore

dal francese bribe tozzo di pane, e per estensione, accattone e delinquente.

Attualmente è una parola tanto più bonaria di quanto non fosse all'origine: dal poveraccio male in arnese che diventa delinquente o brigante è passata ad indicare un più blando bricconcello - legandosi molto al lessico infantile: è frequente che sia un bimbo discolo o semplicemente vivace ad esser chiamato birba, birbante, birbaccione, e sono termini che compaiono spesso nei racconti per bambini.

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Birichino

bi-ri-chì-no

SignBambino vivace e discolo; malizioso

etimo discusso. Forse da collegare a briccone; forse da Barachin, nome di un diavolo.

Come spesso accade, il termine con cui in passato furono indicati dei malviventi passa ad indicare il bambino discolo (basti pensare alla birba ). Infatti, a partire dal XVIII secolo, a Bologna 'birichino' fu il nome dato agli affiliati di vere e proprie gang che funestavano la città. Quale sia l'origine di questo termine è molto discusso: classicamente viene ricondotto a un'alterazione di 'briccone' o 'bricco'; ma Nocentini propone una derivazione curiosa, a partire da "Barachin", nome...

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Birignao

bi-ri-gnà-o

SignDizione leziosa e artificiosa, con pronuncia nasale e vocali finali allungate

voce onomatopeica, con probabile allusione al miagolio.

È sempre difficile descrivere i suoni astraendoli per iscritto, e se poi si parla di pronunce particolari la via si fa aspra. Infatti questo caso stupisce perché la semplice descrizione dizionaristica, invece, è in grado di renderci un quadro d'immediatezza solare: di che suoni si parla si capisce subito. Il birignao è una dizione leziosa fino al ridicolo, affettata, malamente teatrale, resa con una pronuncia nasale e vocali finali allungate. Basta provare. Peraltro la sua origine ...

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Bisbetico

bi-sbè-ti-co

SignChe ha carattere stravagante, brontolone, litigioso

dal greco amphisbetikós 'litigioso', da amphis- 'separatamente, da due parti' e bàinein 'andare'.

Qui c'è qualcosa di strano. Siamo davanti a una parola che, secondo la ricostruzione più accreditata, deriva dal greco; e se da un lato pare difficile che la sua introduzione in italiano (parliamo solo dei primi decenni del Seicento, un momento relativamente recente) non sia frutto della lingua letteraria, dall'altro pare strano che in una lingua sorvegliata abbia subito un'alterazione così pesante, con l'influenza di un bis- peggiorativo: l'odore di una bella storpiatura popolare è netto....

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Bisboccia

bi-sbòc-cia

SignBaldoria, gran mangiata e bevuta in compagnia

derivato dal francese: débauche dissolutezza, gozzoviglia.

Nonostante questa parola, col suo suono pieno, evochi in maniera immediata e semplicetta il bis di una boccia di qualcosa da bere, la sua etimologia ce la rivela come sorella del debosciato, con cui condivide la medesima origine: la dissolutezza, la gozzoviglia, Però la bisboccia ha avuto una sorte migliore rispetto al fratello: è passata ad indicare la baldoria, il festeggiamento, l'abbuffata. La bisboccia non è comunque un evento molto produttivo, ma la gioia e la spensieratezza che...

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Biscazziere

bi-scaz-ziè-re

SignChi gestisce una bisca; chi tiene il banco nei giochi d'azzardo; nel biliardo, chi segna i punti

derivato di bisca, retroformazione da biscazza, di etimo incerto, che qualcuno ricollega al gotico skatt 'denaro', o buska 'ciocco di legno', e poi 'tavola'

Va detto che questa parola ha un colore rétro. Oggi non si sente quasi più parlare di luoghi privati in cui si gioca d'azzardo, specie illecitamente - quali le bische o biscazze erano. È un malaffare antiquato. Restano luoghi da romanzi d'appendice ottocenteschi, o da bucanieri, e lì sono relegate le figure dei biscazzieri, i tenutari delle bische, tipi grassi e loschi. Il biscazziere unico è ora lo Stato, che ha il monopolio sui giochi d'azzardo, e che si pasce della stupidità o della...

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Bischero

bì-sche-ro

SignSpina che regola la tensione di una corda in uno strumento musicale; nell'uso toscano, membro maschile, ma soprattutto sciocco

etimo incerto.

Il mio banale orgoglio fiorentino freme nel trattare una parola che, mentre sul panorama nazionale ha così poco rilievo, in Toscana diventa un elemento identitario - tanto da essere la prima parola che si usa quando si vuole imitare un toscano. Universalmente, il bischero è la spina che, posta in cima al manico degli strumenti a corde, permette di regolare la tensione della singola corda. Elemento che pare umile, ma che nasconde le più raffinate accortezze del'arte dei liutai, basandosi su...

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Bisestile

bi-se-stì-le

SignAnno di 366 giorni, che ricorre ogni quattro

dal latino bisextus 'due volte sesto'.

Dato che il 2016 è un anno bisestile, vediamo un po' qual è la storia di questo aggettivo. La necessità di organizzare l'anno civile secondo un calendario è stata una premura comune a tutte le civiltà umane organizzate. Ma alla fine osservazione degli astronomi si è presentato un problema: l'anno civile e l'anno solare non hanno la stessa lunghezza. Precisamente, l'anno solare risulta essere circa sei ore più lungo rispetto a quello civile. Un nulla: ma col passare dei decenni e dei secoli,...

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