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Cafone

ca-fó-ne

SignMaleducato, rozzo

secondo un etimo suggestivo, dal nome di Cafo, centurione che combatté al servizio di Cesare e che ebbe, da veterano, delle terre in Campania; più probabilmente affine a cavare, in riferimento al contadino che zappa e solca la terra.

A metà fra storia e leggenda, si vuole che Marco Antonio si fosse impegnato per fare avere delle terre nell'agro campano ai veterani di guerra di Cesare, dopo la morte di questo. L'operazione non fu proprio cristallina in quanto a legittimità, ma fatto sta che vicino a Capua ci finirono il centurione Cafo coi suoi. Come si può indovinare, questo Cafo non era propriamente un gentleman, anzi. Aduso a battagliare con Galli e Bretoni, come ebbe la terra si distinse subito dai locali per i suoi...

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Cagionevole

ca-gio-né-vo-le

SignChe si ammala facilmente, di salute delicata

derivato di cagione cioè 'causa', nel senso di 'causa della malattia', a sua volta dal latino occasio, seguito dal suffisso -evole che in questo caso indica inclinazione.

Una parola di rara grazia. Si dice cagionevole chi ha una salute fragile, ed è soggetto a continui malanni. Questo attributo - che solitamente si trova riferito a persone o alla salute - scaturisce dal termine desueto 'cagione', che significa 'causa': il cagionevole ha una costituzione vulnerabile ai colpi di diverse cause di malattia. Quella del cagionevole è una situazione delicata: non è un malato immaginario come l'ipocondriaco, e la sua complessione gli è di disagio. Descriverla con...

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Cairologico

cai-ro-lò-gi-co

SignDel tempo inteso come occasione, momento opportuno

dal greco kairos momento opportuno.

Una parola per niente facile e decisamente poco nota e tanto ricca. Il concetto di tempo cairologico si contrappone a quello cronologico, che ci è più consueto: mentre questo considera il tempo nel suo sviluppo lineare e misurabile, quello ci racconta il tempo come momento opportuno, istante delle occasioni, il tempo maturo per compiere un'azione, adatto a cogliere la palla al balzo. Per meglio comprendere questo concetto ci si può rifare alle raffigurazioni antiche di Crono e di Kairos...

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Calamaio

ca-la-mà-io

SignBoccetta che contiene inchiostro per scrivere

dal latino tardo calamarius, derivato di calamus 'penna'.

Non sarà proprio quel termine che, compreso meglio, rivoluziona la capacità espressiva, ma un paio di carte interessanti ce le ha anche lui. Come sappiamo, il calamaio è una boccetta, un vasetto: contiene sciolto l'inchiostro che di solito vediamo intrappolato nelle anime delle penne (che paura), e si usa intingendovi continuamente la punta di un semplice pennino - perché in pochi tratti l'inchiostro finisce e il segno s'interrompe. Il nome è desueto perché è desueto l'oggetto: al massimo...

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Calamità

ca-la-mi-tà

SignDisgrazia, sciagura di grande portata

dal latino calamitas 'disgrazia, rovina', di origine non latina.

Questa parola viene usata perlopiù in espressioni come 'calamità naturale', o 'stato di calamità': espressioni che troviamo sui quotidiani, tanto ripetute da far perdere la vivida, esatta dimensione di questa parola. Siamo davanti a una parola grossa, grave: descrive non una semplice disgrazia o sciagura, che può avere anche una dimensione intima, e nemmeno una catastrofe vasta di sapore apocalittico. La calamità è un evento funesto e preciso che colpisce un gran numero di persone,...

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Calcolo

càl-co-lo

SignSuccessione di operazioni matematiche; insieme di teorie e metodi impiegati in certi campi della matematica; considerazione, congettura, previsione; in medicina, concrezione patologica di sali minerali o acidi organici nell'organismo

dal latino: calculus sassolino, derivato di calx calce.

Si tratta di una parola antica, di enorme successo e umili origini. Il calcolo altro non è che il sassolino. Un significato che ci suona normale e prevedibile nel caso del calcolo inteso come patologia: in ambito medico, il calcolo è una (dolorosa) concrezione - che del sassolino ha tutto l'aspetto. Ma come nascono i variegati concetti matematici di calcolo? In tempi antichi, per fare i conti, ci si aiutava con i sassi. Potevano essere pietruzze sciolte impiegate intuitivamente per tenere...

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Caldeggiare

cal-deg-già-re (io cal-dég-gio)

SignAppoggiare, sostenere qualcosa con calore

derivato di caldo, che viene dal latino caldus, forma sincopata di calidus, a sua volta derivato di calere esser caldo.

Di rado capita di imbattersi in parole tanto graziose come questa. La sua base è l'archetipico collegamento fra il sentimento e il calore - dato semplice, ma non banale. Nel medioevo questa parola ha avuto il significato di difendere, proteggere, che sono azioni mai fredde; ma col tempo - le prime attestazioni sono ottocentesche - il calore significato da questa parola si è volto all'appoggio e al sostegno. Vero, la differenza non è poi grande (fra il difendere qualcosa e il sostenerla il...

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Caleidoscopio

ca-lei-do-scò-pio

SignGioco ottico, che consiste in un tubo al cui interno sono posti longitudinalmente due o più specchi, che riflettono frammenti di vetro colorato generando piacevoli immagini geometriche, che cambiano continuamente ruotando il tubo; susseguirsi di immagini

dall'inglese kaleidoscope, nome coniato dal suo inventore, sir David Brewster, nel 1817. È composto dal greco kalós bello, eidos immagine e -scopio elemento che indica apparecchi atti all'osservazione di qualcosa - dal greco skopéo osservare.

Il caleidoscopio è un oggetto tanto affascinante quanto inutile. Grazie alle simmetrie generate dagli specchi che contiene, ponendo l'occhio a un'estremità del caleidoscopio si osservano visioni geometriche cangianti, più o meno complesse a seconda della raffinatezza dell'oggetto, del numero di specchi e dell'accortezza con cui i frammenti di vetro colorato vi sono posti dentro. Girandolo, l'immagine ottenuta cambia sempre. Possiamo intendere che fosse uno stimolante passatempo nell'Europa...

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Calepino

ca-le-pì-no

SignGrosso vocabolario, specie di latino; taccuino

dal nome di Ambrosius Calepinus, cioè Ambrogio dei conti di Caleppo, umanista bergamasco che visse a cavallo fra il XV e il XVI secolo.

Ad Ambrogio Calepino si deve la pubblicazione, nel 1502, di un fortunatissimo dizionario di latino, che negli anni successivi fu arricchito tanto da diventare un'opera imprescindibile per tutti gli intellettuali d'Europa. Purtroppo, il vecchio Calepino non vide compiuto il suo lavoro, che nelle edizioni successive fu articolato in molte lingue. Ma il suo nome sopravvive come antonomasia per indicare vocabolari voluminosi - e non solo. Attraverso un uso maturato in Francia (molto censurato...

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Calere

ca-lé-re

SignImportare, interessare, stare a cuore

dal latino calere 'essere caldo', ma anche 'essere eccitato, essere allarmato, fervere'.

Verbo di registro letterario, che non pochi potrebbero avere difficoltà a usare. Ma è stupendo, e ha delle sfumature che tornano tanto utili anche nel quotidiano - e usarlo è più facile di quanto paia. Innanzitutto il suo significato di importare, interessare, stare a cuore, è veicolato da una sensazione fisica: se mi cale di qualcosa, propriamente significa che mi scalda. Al contrario, se non me ne cale nulla, resto freddo. In secondo luogo va notato che si tratta di un verbo impersonale -...

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