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Defraudare

de-frau-dà-re (io de-fràu-do)

SignDerubare, sottrarre con frode

dal latino defraudare ingannare completamente, composto da un de intensivo e fraus frode.

Si tratta di una parola intensa: defraudare significa sottrarre qualcosa a qualcuno con la frode, privarlo di ciò che è suo di diritto. Ed è proprio l'ingiustizia a colorare questa parola, un'ingiustizia sottile, ritorta, che non passa per la violenza diretta. E c'è un altro carattere che si può provare a notare: il diritto oggetto del sopruso non è semplicemente venale, ma ha un valore personale, sentimentale. Per intendersi, il ladro non ti defrauda del portafogli; ma se nel portafogli...

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Degente

de-gèn-te

SignChe trascorre i giorni in un certo luogo, specie per malattia

dal latino degens, participio presente di dègere 'trascorrere, passare la vita', derivato di àgere 'agire, condurre, trascorrere'.

Anche questa parola è molto più di quel che pare. È un termine che ci chiama alla mente la corsia luminosa e ingombra dell'ospedale, la suola di gomma che squittisce sul vinile del pavimento mentre la attraversiamo e sentiamo nelle camere i degenti che fanno le parole crociate ad alta voce. Il degente che ci rappresentiamo è infermo, e ricoverato. Ora, questa parola è stata recuperata dal latino nell'Ottocento in ambito burocratico, e se guardiamo all'origine latina troviamo un verbo...

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Degnazione

de-gna-zió-ne

SignIl degnarsi, atteggiamento dell'acconsentire con benevolenza a compiere un atto inferiore alla propria dignità

dal latino dignatio stima, favore, rispettabilità

Questa parola si colloca in un punto cieco del nostro vocabolario quotidiano. Il degno, lo sdegnato, il degnare, figuriamoci la dignità, li frequentiamo assiduamente, la degnazione invece resta in disparte, poco battuta. È una parola fine e problematica, per la sua inconsuetudine sembra un po' difficile da usare, e va vista bene. Sarebbe l'atto del degnarsi, o meglio l'atteggiamento del degnarsi. Quindi prima si deve capire che cosa sia il degnarsi. Sui dizionari si trova riportato in...

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Deiscenza

de-i-scèn-za

SignIn botanica, proprietà di certi apparati vegetali di aprirsi spontaneamente; in medicina, riapertura di una ferita suturata

da deiscente, voce dotta recuperata dal latino dehiscens, participio presente di dehischere 'spaccarsi, aprirsi'.

Ancora una volta siamo davanti a una parola poco nota che significa qualcosa di ben noto, quotidiano, e tanto suggestivo. (Scoprire questo genere di parole dà un gran letizia.) Pensiamo al fico maturo, che sensualmente si fessura e ci invita a coglierlo prima che vi entrino le vespe; pensiamo al baccello che si squarcia appena, lasciando intravedere le fave al suo interno. Questa è la deiscenza. La proprietà che hanno certi apparati vegetali chiusi di aprirsi spontaneamente: se il verbo...

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Delatore

de-la-tó-re

SignSpia; chi denuncia qualcuno all'autorità tradendone la fiducia

dal latino: delator, derivato di deferre riportare, composto di fero portare.

Il delatore è lo spione, ma significato in una parola raffinata. Per i motivi dei più disparati - dal tornaconto alla pura piaggeria - il delatore denuncia qualcuno all'autorità, qualcuno che magari in lui riponeva fiducia o che comunque, da parte sua, non si aspettava un'azione del genere. Va notato che questa parola viene usata più per indicare chi abbia la tendenza abituale a questo tipo di tradimento, piuttosto che chi lo faccia una tantum. Inoltre per autorità non si intende...

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Deleterio

de-le-tè-rio

SignDannoso, nocivo

dal greco deletérios, derivato di delèomai 'distruggere, danneggiare, uccidere'.

L'origine greca di questa parola ci presenta un significato quantomai ampio, riconducibile al distruggere e a ciò che distrugge. Ma già fonti latine medievali impiegano il derivato deleterium in un senso più specifico, attribuendogli il significato di dannoso per la salute, velenoso. Tale specificazione resta in italiano. Il deleterio è quindi ciò che è nocivo, sia concretamente, sia figuratamente. Così si dice che il fumo è deleterio per la salute, che gli stravizi sono deleteri, ma anche...

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Delibare

de-li-bà-re (io de-lì-bo)

SignAssaggiare, degustare; trattare una questione con superficialità; riconoscere un provvedimento giudiziario pronunciato da un tribunale straniero

dal latino: delibare prendere una piccola parte (per offrirla alla divinità), composta di de- separazione libare assaggiare.

Degustare piccoli assaggi di cibi e di bevande, con modi aggraziati e raffinati: questo è delibare. Per estensione, può esserlo gustare qualsiasi piacere con compostezza - che per radice suggerisce quasi una ieraticità. Se mi trovo ad un'esposizione di alta arte enogastronomica, deliberò le tartine e le scaglie di formaggio stagionato, e i sottili (e quasi vuoti) calici di costoso vino che mi vengono offerti; se mi accorgo che il meraviglioso libro che sto leggendo, ormai, vòlge alla fine,...

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Deliquio

de-lì-quio

SignSvenimento

dal latino deliquium, derivato di delìnquere 'venir meno, mancare'

Una parola straordinaria non solo per il suo meraviglioso colore, ma anche per l'inattesa etimologia. Il deliquio è propriamente lo svenimento, la momentanea perdita di sensi. Come sappiamo, le cause di uno svenimento possono essere le più varie, ma il deliquio descrive più comunemente il mancamento causato da un'emozione soverchiante. Infatti sì, si potrebbe anche parlare clinicamente del deliquio provocato dal caldo, ma è più consueto parlare della folla in deliquio davanti alla...

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Delirare

de-li-rà-re (io de-lì-ro)

SignFarneticare; esaltarsi; deviare

dal latino: delirare uscire dal solco, composto da de fuori e lira solco.

Dall'etimo vediamo subito che si tratta di una parola molto versatile. Il delirare per una gran febbre, o il pubblico in delirio durante lo spettacolo del grande attore non sono che declinazioni diverse dello stesso uscire dal solco: nel primo caso, e in generale nel comune senso di delirio come farneticazione, si delira dal consueto modo di esprimersi, dalla progressione logica dei pensieri, dalla razionalità; nel secondo caso si delira dalla compostezza di un normale apprezzamento...

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Delubro

de-lù-bro

SignSantuario, tempio

dal latino delubrum 'tempio, luogo di purificazione', probabilmente derivato di delùere 'lavare'.

Parola alta, altissima. Si potrebbe dire in due parole che il delubro è il tempio profano (e in effetti in letteratura è usato come sinonimo di 'tempio'), ma sarebbe un'affermazione molto vaga - e ci lascerebbe insoddisfatti. Ciò che possiamo dire di più preciso, facendo qualche inferenza fra le fonti, è invece questo. Innanzitutto va connotato come luogo di purificazione: infatti l'etimologia lo accosta potentemente al lavare. Ovviamente si tratta di un lavare soprattutto simbolico, di una...

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