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Fastidio

fas-tì-dio

SignMalessere, seccatura

dal latino: composto di fastus orgoglio e taedium noia.

L'etimologia ci parla chiaramente di una ripugnanza superba. Eppure si tratta di una parola estremamente comune e innocente. Quindi bisogna pensarci un attimo di più. Il fastidio è un disagio, un impiccio che si reputa tanto sgradevole quanto sostanzialmente, ontologicamente inferiore a noi: il fastidio di un calabrone, il fastidio di un taglietto in bocca, il fastidio di una pratica che tarda ad essere sbrigata, il fastidio di un tizio che fischietta o canta per strada. Non si parlerebbe...

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Fastigio

fa-stì-gio

SignCulmine, vertice; punto più alto di un edificio

dal latino: fastigium sommità, da avvicinare a fastus orgoglio, superbia.

Una vetta che è vetta orgogliosa, vigorosa, quasi sprezzante, è un fastigio. Architettonicamente è l'aquila bicipite o il drago scolpito al sommo d'una porta, il leone rampante di bronzo in cima alla torre, il gruppo statuario posto a sovrastare la facciata: roba sobria insomma, segno di umiltà; per completezza segnaliamo che anche in anatomia - che è l'architettura del corpo - esistono i fastigi, e si tratta degli incontri di due strutture a formare un angolo, una guglia. Scendendo dalla...

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Fatalista

fa-ta-lì-sta

SignChi si sottomette agli eventi senza contrastarli, considerandoli ineluttabili

da fatalismo, giunto attraverso il francese fatalisme dal latino fatus 'fato, destino', ma originariamente 'oracolo'. Infatti deriva da fari 'pronunciare, parlare'.

Una parola affascinante, utile, su cui possiamo dardeggiare qualche interessante riflessione. Si dice fatalista chi accolga gli eventi, positivi e negativi, come effetto di un'ineluttabile volontà superiore, come immodificabilmente posti dal destino. In altri termini, è chi si adegua a ciò che gli accade come si farebbe con un fato già scritto - o, etimologicamente, pronunciato da un oracolo. Insomma, se il vaticinio ha detto qualcosa, inutile la disperazione, immeritata la gioia. Notiamo...

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Fatidico

fa-tì-di-co

SignDecisivo; profetico

dal latino: fatidicus, composto di fatum fato e dicere dire. Che predice il futuro.

Il fatidico è comunemente il decisivo, il risolutivo: lo è in quanto il fatidico è ciò che predice il @futuro, che svela il fato. Ed è proprio il connotato profetico a distinguere questa parola. Infatti non tutto ciò che è decisivo è fatidico. Una vittoria alle elezioni amministrative potrà essere fatidica, come annuncio e preludio di una vittoria alle elezioni politiche; potrà essere fatidico il giorno di un concorso, il cui esito cruciale spiegherà vie diverse per il futuro; potrà essere...

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Fatiscente

fa-ti-scèn-te

SignIn rovina

dal latino: fatiscens, participio presente del verbo fatisci fendersi.

Niente come le crepe, le fenditure, trasmettono la cifra della rovina rappresentata dal fatiscente - che col participio presente diventa una rovina in corso, attuale, un disfacimento via via sempre più grave. Da notare è anche notare come la connotazione che normalmente diamo a questa parola sia quella di una rovina che avviene in un lungo lasso di tempo: non diremmo che le case sono fatiscenti dopo (o durante) un terremoto o dopo una burrasca, non diremmo che l'amministrazione pubblica è...

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Fatuo

fà-tuo

SignVuoto, frivolo, inconsistente

dal latino fatuus stupido, insipido.

Questa parola è molto curiosa; infatti il suo significato in origine era attribuito soltanto alle persone, e solo estensivamente si è riferito alle cose. Basti pensare che il fatuus, nel mondo latino, era il giullare. Il fatuo è quindi il frivolo, il superficiale, il vano: può essere fatuo il riso sciocco, può essere fatuo il discorso di circostanza, e può essere fatua un'ambizione effimera. Quella del fatuo è una leggerezza che non ha nulla di aggraziato; è la leggerezza del vuoto. Questa...

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Faunesco

fau-né-sco

SignDi fauno, che ha i caratteri del fauno

dal latino Faunus.

Prendiamo una divinità primigenia delle selve, ma anche delle campagne coltivate, di armenti e greggi; cingiamola con una corona regale o di fronde, vestiamola con la pelle di una capra o attribuiamole zampe e fattezze di caprone, corni per bere e clave. Diciamo pure che storicamente è esistita come sovrano italico, semidio, figlio di Saturno o di una ninfa. Aggiungiamo anche l'ispirazione di sogni e incubi, gli oracoli alla fonte di Albuna e il tempio sull'isola Tiberina. Facciamole...

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Fautore

fau-tó-re

SignSostenitore

dal latino: fautor da favère favorire.

Un comune errore - indotto da assonanze fallaci - porta a considerare "fautore" come sinonimo di "autore, fattore". In realtà è uno splendido sinonimo, che risalta per altezza di registro ed eleganza, di sponsor, sostenitore, promotore, simpatizzante - di ogni soggetto, insomma, che favorisce e propugna una certa posizione. Nell'ambito dei diritti civili ci saranno quindi comitati fautori del riconoscimento del matrimonio fra persone dello stesso sesso, oppure, associandomi a Legambiente,...

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Favella

fa-vèl-la

SignParola, facoltà di parlare; discorso, frase; lingua, idioma

dal latino fabella piccolo racconto, diminutivo di fabula discorso, racconto.

Questa bella parola, appartenente a un registro aulico e decisamente antiquato, ha avuto in sorte una fortuna ironica: diventare uno dei primi elementi caratterizzanti usati per scimmiottare tale registro, in particolare su un versante medievaleggiante. Quando qualcuno imita Andreotti simula la gobba, quando qualcuno mima un contadino finge di usare una zappa, quando qualcuno vuole parodiare un italiano medievale dice parole come "messere" e "favella". Ma a tutt'oggi questa parola non si...

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Favoriti

fa-vo-rì-ti

SignBasettoni lunghi che arrivano fino al mento - lasciandolo però libero

ricalcato dal francese: favoris, neologismo della fine del '700 indicante quel tipo di basette.

Quando si dice che Cavour aveva un bel paio di favoriti non significa che ammiccava a due giovanotti. O quantomeno, può significare anche altro.

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