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Giulivo

giu-lì-vo

SignLieto, festante, allegro

dal francese antico jolif 'lieto', da cui poi joli 'grazioso'.

C'è da essere chiari: questo aggettivo, così brillante, è smaccatamente positivo. L'ombra di frivolezza inconsistente e antipatica che vi grava sopra è del tutto arbitraria - o meglio, è frutto dell'influsso nefasto dell'immagine (un po' frusta) dell'oca giuliva, che indica la persona, specie la donna, sciocca, leziosa, superficiale e compiaciuta. Ma si tratta di un'immagine particolare, da cui non possiamo farci dettare il colore del giulivo intero. Questo aggettivo ci offre la qualità di...

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Giumella

giu-mèl-la

SignCavità formata dalle due mani accostate

dal latino: gemella (manus) mano doppia.

È una possibilità del proprio corpo tanto naturale quanto scordato: la giumella è quella cavità che si forma quando le due mani, a dita strette e lievemente incurvate, si uniscono. I bambini fanno giumella per portare l'acqua del mare a bagnare il castello di sabbia, o per portare quella della fontana alla bocca, magari per tenere tante more o mirtilli insieme, o per reggere un animaletto, come un topolino o una lucertola. È vero, non è qualcosa di particolarmente funzionale: si regge poca...

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Giungla

giùn-gla

SignForesta pluviale tropicale, fitta e intricata; luogo ostile regolato dalla violenza e dalla sopraffazione

attraverso l'inglese jungle, dall'hindi jangal 'deserto'.

L'etimologia qui lascia interdetti. L'esotismo ci fa intuire subito che si tratta di una di quelle parole che sono arrivate dall'India per via inglese, ma com'è che in origine indica il deserto? Se c'è un ambiente che è l'esatto contrario del deserto, questo ci pare proprio la giungla, che è una foresta pluviale tropicale inestricabilmente ricca di vegetazione, umidissima, popolata promiscuamente da una quantità impressionante di forme di vita. Ebbene, diciamo che non si può dare una ...

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Giustapporre

giu-stap-pór-re (io giu-stap-pón-go)

SignPorre accanto più cose lasciandole distinte, senza fonderle

dal francese justaposer, probabilmente derivato dell'espressione latina iuxta pònere 'porre accanto'.

Questo verbo descrive qualcosa di davvero interessante. Infatti l'azione del porre più cose accanto è molto comune, e questa parola ne mette in luce un esito particolare - cioè quello di una non-fusione, della mancanza di un'unione stretta. Questo carattere implica spesso, ma non necessariamente, un giudizio negativo. Si può parlare delle tegole malamente giustapposte sul tetto che lasciano filtrare l'acqua, e il riparo di fortuna può essere costruito giustapponendo onduline. Se nel tema ci...

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Giustificare

gius-ti-fi-cà-re (io gius-tì-fi-co)

SignRendere giusto; discolpare, provare la giustezza di un'azione

dal latino: iustificare rendere giusto, composto di iustum giusto facere fare, rendere.

Parola molto viva e delicata; il rendere giusto qualcosa ha un che di strano: o qualcosa è giusto o non lo è, e a poco valgono le sofisticazioni per trasformare il nero in bianco. Ma la giustificazione non è tanto grossolana. Infatti è tramite un'integrazione di informazioni che qualcosa viene giustificato - un'aggiunta di dati che mostra una realtà diversa da quella percepita a prima vista. Così il giustificare propone un nuovo vaglio del fatto, richiede un appello, un nuovo giudizio. Così...

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Glamour

glàma

SignFascino; fascinoso

voce scozzese, variante di gramarye 'magia, incantesimo', che è alterazione dell'inglese grammar 'grammatica'.

Da un lato l'evoluzione storica di questa parola è delle più affascinanti, dall'altra il suo uso comune è di una vuotezza disarmante. Ma andiamo con ordine. Siamo in Scozia, verso l'inizio del XVIII secolo: emerge la parola glamour, o glamor, col significato di 'magia, incantesimo'. Con tutta probabilità si tratta di un'alterazione dell'inglese grammar: ma che c'entra la grammatica con la magia? È presto detto. Le complesse sottigliezze della grammatica hanno suggerito un'estensione del...

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Glissare

glis-sà-re

SignSorvolare su qualcosa, omettere approfondimenti evitando di dire tutto

dal francese glisser 'scivolare'.

È una parola elegante, con una punta di ironia, che non ha la negatività di un'omissione né la reticenza dell'essere evasivi né la brutalità del tacere qualcosa. È - appunto - uno scivolare con nonchalance, da veri signori. Qualitativamente appare molto simile al sorvolare.

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Glossolalia

glos-so-la-lì-a

SignEspressione verbale di sillabe insensate; nel cristianesimo delle origini, capacità di lodare Dio in una lingua comprensibile solo a lui o a chi abbia un dono analogo, o capacità di parlare facendosi capire dai parlanti di ogni lingua

composto dal greco glóssa lingua e laléo parlare. Parlare le lingue.

Si tratta di una parola che ha degli interessanti risvolti negli ambiti della religione e della psicologia. Secondo il cristianesimo primitivo, ai profeti lo Spirito Santo conferiva lo speciale carisma della glossolalia: con questo, il profeta era in grado di parlare una lingua divina, che poteva essere compresa solo da Dio, dagli angeli e da altri che condividessero il medesimo dono; un'altra specie di glossolalia consisteva nel parlare riuscendo miracolosamente a farsi intendere anche da...

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Gnorri

gnòr-ri

SignNella locuzione "fare lo gnorri", fingere di non capire o di ignorare qualcosa

derivato di ignorare, in particolare dalla forma desueta gnoro, seguita da una -i propria dei cognomi.

Una parola gustosa, ricca di curiosità, che vive nella sola espressione "fare lo gnorri". 'Gnorri' è una personificazione dell'ignorante - da cui etimologicamente deriva: in pratica, 'ignorante' diventa un cognome, quasi che 'Gnorri' sia un tizio. Ma lo gnorri non è un ignorante generico: è colui che finge di non sapere o di non capire qualcosa. A esempio, fa lo gnorri il debitore che fa le viste di non ricordarsi di ciò che deve nonostante le allusioni, fa la gnorri la ragazza che finge di...

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Golem

gò-lem

SignFigura mitica della tradizione ebraica, consistente in un essere di argilla a cui viene data la vita tramite la magia cabalistica

dall'ebraico: gōlem embrione, massa grezza.

Quello di golem è un concetto ricorrente, nei testi sacri ebraici e della Cabala. Secondo la tradizione il golem è un possente essere antropomorfo di materia inerte a cui i rabbini fra i più capaci sono in grado di dare una forma di vita attraverso la magia cabalistica: come un robot, il golem esegue gli ordini del suo creatore - ma è privo di ogni pensiero e di emozione, poiché privo di anima. La magia cabalistica è tutta imperniata sulla parola e sulle lettere dell'alfabeto: per animarlo,...

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