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Lancinante

lan-ci-nàn-te

SignLacerante, che causa un intenso dolore

dal latino: lancinans, participio presente di lancinare lacerare, dilaniare.

È una parola di intensità straordinaria: il lancinante ha origine in un verbo latino non comune che non è passato nell'italiano, [lancinare], il cui significato è lacerare. Il lancinante quindi, in senso proprio o figurato, è ciò che provoca un dolore intenso, una sofferenza acuta, straziante, come il taglio di una lama. Il suo uso, tragicamente, si è assestato su un paio di espressioni @stereotipate: l'urlo lancinante e il dolore lancinante. Mantiene il suo forte significato, ma è sempre...

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Languire

lan-guì-re (io lan-guì-sco)

SignEssere in uno stato di prostrazione; struggersi, indebolirsi, venir meno

voce dotta, recuperata dal latino languére.

Questa è una parola di una complessità elevata - non perché suoni astrusa, ma perché ha dei significati molto fini. Tant'è che non si sente usare molto spesso. L'etimologia non aiuta, non ci dà lo straccio di un addentellato: sappiamo solo di un languere latino, di origine indoeuropea, recuperato agli albori dell'italiano coi significati classici. Il languire è un verbo che ci parla di abbattimento, di inerzia, di indebolimento, volentieri di malattia, e arriva perfino a una malinconia...

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Lapalissiano

la-pa-lis-sià-no

SignEvidente, ovvio, scontato, palese.

deriva dal nome di Jacques de la Palice, Maresciallo di Francia vissuto intorno al 1500.

Una volta morto i suoi soldati composero per lui un canto celebrativo. Ma sfortunatamente fu storpiato, e il "se non fosse morto farebbe ancora invidia" diventò "se non fosse morto sarebbe ancora in vita". Da lì un'affermazione lapalissiana è diventata un'affermazione di un'evidenza talmente ovvia da essere ridicola. Usatela spesso e molto, questa parola, perché è uno splendore - e le occasioni per usarla non mancano.

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Lapidario

la-pi-dà-rio

SignChe riguarda iscrizioni su lapidi; incisivo, conciso, sentenzioso; incisore di pietre dure o preziose; museo che raccoglie lapidi; libro di epoca medievale che descrive le pietre e le loro proprietà

dal latino lapidarius, derivato di lapis 'pietra'.

Scrivere sulla pietra è una pratica decisamente poco usuale. Va detto, non è mai stata una pratica quotidiana: alla scrittura lapidaria si ricorreva per incisioni importanti, magari pubbliche, solenni, che dovevano durare. Insomma, per la contabilità e le ingiurie si poteva trovare un mezzo più agile: dopotutto è un lavoro lento, faticoso, che richiede abilità e attenzione - per quanto il risultato, come sappiamo bene dalle migliaia di lapidi antiche che affollano le nostre città e i nostri...

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Lapsus

làp-sus

SignErrore involontario

participio passato del latino labi scivolare.

Con questa parola si significa in maniera piuttosto ricercata l'errore involontario: l'immagine su cui si fonda è banalmente quella dello scivolone. È il caso del lapsus linguae di quando si sbaglia a dire qualcosa, o del lapsus calami di quando si commette un errore scrivendo - locuzioni dotte che certo non esauriscono l'uso di questa parola, che è sì ricercata ma di successo popolare. Infatti si può parare di lapsus quando metti le verdure nel surgelatore; con un lapsus l'intervistato si...

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Larva

làr-va

SignFantasma; maschera; forma transitoria degli animali soggetti a metamorfosi

dal latino: larva spettro.

Comune il significato scientifico del termine, meno comuni gli altri - pur essendo di bellezza rara. La larva era lo spettro dei morti, in particolare di morte violenta o rimasti privi di degna sepoltura. Per estensione ha iniziato ad indicare una maschera terrifica. E da qui avviene il passaggio al lessico entomologico: la larva è la spettrale maschera che l'insetto indossa. Oggi nel suo senso originale sopravvive in espressioni come "ridursi ad una larva" nel senso di stremarsi,...

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Latebra

la-tè-bra

SignNascondiglio, luogo oscuro; recesso, profondità

dal latino làtebra 'nascondiglio, tana', derivato di latère 'stare nascosto'.

Siamo davanti a una parola alta, letteraria, un latinismo puro, capace di ammantare di grazia e ricercatezza il suo referente (cioè l'elemento della realtà che descrive). In realtà, è piuttosto semplice. La latebra è il nascondiglio, la tana, il luogo oscuro - in cui, l'etimologia ci suggerisce, qualcosa usa stare nascosto. Va detto che è spesso usato al plurale, quasi a indicare un insieme di recessi. Si può parlare della latebra dove vive il collega - un appartamento a cui è affezionato,...

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Latente

la-tèn-te

SignNascosto, che non si manifesta

dal latino: latens, participio presente di latere stare nascosto.

Questa parola ha un significato semplice ma dalle sfumature sottili. È fine e vagamente inquietante, il latente, in quanto nascosto, non ancora manifestato: può suscitare il turbamento o le speranze che si provano davanti all'ignoto, davanti da un'incognita dormiente. Può declinarsi come una promessa attesa o un'indefinita minaccia: e questi sono i colori con cui si dipinge, quando si parla di energie latenti, di malattie latenti, di sentimenti latenti. Ad arricchire questo quadro si sono...

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Latitante

la-ti-tàn-te

SignChe sta nascosto; in particolare, che sfugge all'arresto da parte delle forze dell'ordine

dal latino: latitans participio presente di latitare, frequentativo di latere celarsi, stare nascosto.

Come frequentativo di [latere], il latitante ci dà l'idea di uno stare nascosto ripetuto, continuato. Non è come il latente, che giace indefinitamente nell'ombra: il latitante ha un connotato di attività, al modo dello scorpione del deserto che si mostra un attimo per poi rinascondersi di sasso in sasso. E tali sono i latitanti di cui sentiamo parlare nella cronaca. Il latitante non è qualcuno che si nasconde definitivamente - sparito una volta per tutte. È qualcuno di inafferrabile, che...

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Latore

la-tò-re

SignColui che porta.

dal latino: latum, supino del verbo fero, portare. Questo nome verbale deriva dall'inutilizzato verbo ausiliario tlao io porto.

È una parola di registro elevato normalmente usata per indicare in maniera sostenuta chi porti una lettera, una notizia - o similmente all'alfiere, uno stendardo (ma è più brutto usarla così). A livello simbolico si può parlare del latore con particolare efficacia: ad esempio latore di malattia, di fortuna, di speranza. In generale si può usare in ogni caso, metaforico e non, in cui qualcuno porti con sé qualcosa - ma personalmente trovo che il senso metaforico, simbolico o ideale sia...

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