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Lesina

lè-si-na

SignAttrezzo da calzolaio costituito da un punteruolo ricurvo atto a forare il cuoio per passarvi le cuciture; taccagneria; persona avara

da un'ipotetica forma germanica: alisna, derivato di âla lesina.

La lesina è uno strumento molto antico - antico quanto la lavorazione del cuoio. Per cucire il cuoio, infatti, è necessario forarlo con un utensile adatto, e la lesina è quell'utensile: costituita da un punteruolo di metallo ricurvo e da un manico, permette di aprire un foro in cui far passare il filo della cucitura. Il significato figurato di questa parola, che la lega alla spilorceria, è da ricercarsi probabilmente in un libro burlesco scritto nel XVI secolo da Francesco Maria Vialardi,...

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Lesto

lè-sto

SignAgile, svelto

etimo incerto. Forse dall'antico gergo marinaresco lestare inzavorrare, e quindi essere pronto, dal francese antico lest carico; forse dal longobardo list astuzia; ma non sono ipotesi confermate.

Una parola da riscoprire. Non è molto usata, ma i suoi significati sono estremamente comuni - ed è tanto piacevole. Il lesto è lo svelto, l'agile, chi agisce con prontezza: può essere lesta una reazione, il ragazzo corre lesto, lesto lesto torno a casa. Può avere dei connotati di destrezza e abilità, e arriva anche a indicare un'inclinazione facile: Tizio è stato lesto a spengere le fiamme sul nascere, e purtroppo l'amico è lesto ad alzare le mani. Letterariamente, questo aggettivo può pure...

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Lestofante

le-sto-fàn-te

SignImbroglione, truffatore

composto di lesto abile e fante, con l'antico significato di servo, garzone.

È una parola che prende il suo significato da un'immagine ormai lontana: il servo furbetto che con destrezze e sotterfugi riesce a mettere in piedi mille imbrogli per mettersi in tasca qualcosa. Una figura centrale del teatro d'ogni tempo. Anche se non è difficile immaginare contesti in cui dare del lestofante a qualcuno, certamente il tono rétro di questa parola ne invita l'uso ironico, colorato di ridicolo: il lestofante, più che essere il ladro destro che sfila il portafoglio dalla...

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Letargo

le-tàr-go

SignCondizione biologica di quiescenza; sonno lungo e torpido

dal greco: lethargos sonnolenza, composto da lethe oblio e argos inerte, lento.

La meravigliosa azione dell'evoluzione ha portato molti organismi animali e vegetali ad opporre a situazioni di vita difficili - in particolare per le condizioni climatiche stagionali più sfavorevoli, sia calde sia fredde - la tattica di un lungo sonno in cui le funzioni vitali restano sospese od estremamente rallentate. Dall'osservazione di questo fenomeno naturale è stata estrapolata la fortissima figura del letargo, applicabile ad ogni forma di lunga inerzia. Così la grande città d'arte...

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Lettura

let-tù-ra

SignAtto del leggere, interpretazione; opera scritta; conferenza, lezione

dal latino tardo lectura, derivato di lectus, participio passato di lègere 'leggere'.

Buffo scrivere di un'azione che si sta compiendo qui e ora, parola per parola. Il verbo latino 'lègere' è magnificamente vasto: il suo significato va dal raccogliere allo scegliere, passando per il 'leggere' che conosciamo noi - che alla fine è un raccogliere dei segni. E il primo significato che si dà al termine 'lettura' - piacevolmente scandito, e che per essere pronunciato richiede il suo tempo - è proprio l'atto del leggere. Ma non si può fare un passo senza che le cose si complichino,...

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Levantino

le-van-tì-no

Signdel Levante; scaltro, furbo, truffaldino

da Levante ossia oriente, derivato dal latino: levare alzare, da levis leggero.

Il bacino mediterraneo è per lungo tempo stato solcato da mercanti astuti e spregiudicati, sempre pronti a spingersi oltre ogni limite geografico e culturale - in particolare, mercanti dell'est, fenici prima e mori poi. Ma questa parola non connota in maniera sterile il solo commerciante imbroglione: quella di levantino è una connotazione culturale ampia e sfaccettata. Il levantino è istrionico, di modi espansivi, caldi ed accomodanti, simpatico e fascinoso, affarista esperto, serpentino e...

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Leviatano

le-via-tà-no

SignMostro biblico; nome che il filosofo Thomas Hobbes dà al sovrano che esercita un potere assoluto sui cittadini; struttura gigantesca e complessa

dall'ebraico Liwyātān, nome di un mostro biblico, che propriamente significa 'tortuoso, attorcigliato', dal verbo liwjah circondare.

Quella del leviatano è una figura che esercita il suo fascino sull'immaginario collettivo da secoli. È nell'Antico Testamento che incontriamo questo mostro marino; nonostante manchi una descrizione puntuale, l'etimologia del suo nome ce lo fa immaginare con le fattezze di un colossale serpente - re di tutte le bestie, segno vivente del potere di Dio. Alcune interpretazioni bibliche lo affiancano al behemoth e allo ziz, che sarebbero i favolosi omologhi di terra e di aria; ma senza dubbio è...

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Lezioso

le-zió-so

SignVezzoso, sdolcinato, ricercato

semiduzione dal latino: deliciosus da cui delizioso, a sua volta composto di lacere attirare, attrarre, allacciare.

E' una parola che non capita spesso di usare, ma che descrive un'immagine immensamente efficace. Dei modi svenevoli, affettati, di dolcezza stucchevole e quasi infantile eppure carini e ricercati - praticamente, da damina settecentesca -, sono leziosi. Capita di rado di dover descrivere attributi del genere, ma nel caso è importante non farsi sfuggire l'occasione per usare questa parola - di cui l'uso ironico può comunque essere una risorsa favolosa. "Il lezioso vichingo".

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Libagione

li-ba-gió-ne

SignOfferta sacrificale di una sostanza liquida; gran bevuta

dal latino libatio, derivato di libare.

La libagione è una delle offerte sacrificali più archetipiche, consuete e importanti conosciute dalle religioni del bacino mediterraneo, e in particolare da quelle dell'antichità classica. L'idea era estremamente semplice: sul luogo sacro dedicato alla divinità o al defunto a cui si voleva volgere il sacrificio - un altare, una lapide - si versava un liquido prezioso. Vino, latte, olio, sangue: quale che fosse, una volta versato si intendeva offerto. Inoltre, spesso, il recipiente che lo...

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Liberazione

li-be-ra-zió-ne

SignIl liberare; sollievo; sprigionamento

dal latino liberatio, da liber libero.

Oggi questa parola viene spesso usata con un significato morale: la liberazione è il sollievo, l'eliminazione di un'oppressione che affligge. Si può pensare a un nuovo farmaco, che è una vera liberazione per chi soffriva di un dolore cronico; si può parlare della liberazione da timori e pensieri scuri grazie a un evento atteso; e si prova un senso di liberazione dopo aver detto qualcosa che da troppo tempo tenevamo per noi. I casi in cui questa parola concretamente significhi la liberazione...

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