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Nababbo

na-bàb-bo

SignAlto funzionario dell'Impero Moghul indiano, poi principe; persona eccezionalmente ricca

attraverso l'inglese nabob o il francese nabab o il portoghese nabâb, dall'urdu nawwāb, prestito dall'arabo nuwwāb, plurale di nā'ib 'reggente, vicario'.

Per descrivere persone di superba ricchezza si ricorre spesso a nomi lontani di dignitari esotici, che hanno solleticato l'immaginario collettivo. E anche se il termine nababbo è consueto e ricorrente, ed è chiaro che sia di questa risma, chi fosse di preciso il nababbo se lo domandano in pochi. Il nababbo giunge a noi nientemeno che dall'India, dove nasce come titolo di alti funzionari dell'Impero Moghul, che dominò l'India fra il XVI secolo e la metà del XIX. Era un Impero islamico, e...

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Naïf

na-ìf

SignIngenuo, primitivo, istintivo, specie detto di un'arte non scolastica né legata alla tradizione

voce francese, dal latino nativus innato, naturale.

Spesso questa parola viene grossolanamente inquadrata come sinonimo di ingenuo. Ma racconta tanto, tanto di più. Naïf viene dal latino nativus. Ciò che è nativo, cioè innato e naturale, è sì ingenuo in quanto istintivo e non affinato, ma è anche possente, come tutto ciò che è primitivamente iscritto dentro di noi. L'arte naïf, allora, non è semplicemente un'arte che viene fatta così, de core, ingenuamente, ma un'arte che scaturisce da un senso estetico profondo e innato, che prescinde da ...

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Natale

na-tà-le

SignRelativo alla nascita; giorno della nascita; se plurale (natali) nascita, origine; se maiuscolo, ricorrenza cristiana della nascita di Gesù Cristo

dal latino: natus nato, più il suffisso -alem che indica appartenenza.

Natale è giorno di nascita. È origine, festeggiamento, calore, compartecipazione. Il natale di qualcuno dice chi è, da dove viene. E sia che si consideri il Natale cristiano, o il Dies Sol Invictus, o chissà quale altro natale, per questo è bello farsi gli auguri. Perché ogni nascita è un augurio. A noi scegliere che cosa debba nascere.

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Naturale

na-tu-rà-le

SignDella natura, relativo alla natura, che si desume dalle leggi di natura; prevedibile, ovvio; genuino, non artificiale, privo di alterazioni

dal latino naturalis, derivato di natura, a sua volta da natus, participio passato di nasci 'nascere'.

Parola cristallina e scivolosa come una lastra di ghiaccio. E davanti alle lastre di ghiaccio si deve fare enorme attenzione. Di per sé, questa parola ha un significato vastissimo, quasi universale: la natura è l'insieme di tutto ciò che esiste di animato e inanimato, regolato da leggi precise e ineludibili - usualmente ma non necessariamente delimitato al contesto del nostro pianeta. Il naturale, quindi, è innanzitutto ciò che è della natura, o relativo ad essa: la gravità è una legge...

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Nausea

nàu-se-a

SignMalessere, senso di ripugnanza che si sente fra la bocca dello stomaco e la gola; fastidio, disgusto, avversione

voce dotta, recuperata dal latino nausea, che è dal greco nausìa 'mal di mare', derivato di nàus 'nave'.

Ancora una volta tocchiamo con meraviglia uno dei meccanismi di base della lingua, e della formazione delle parole. Se sentiamo parlare di nausea ci vengono subito in mente quelle situazioni di malessere in cui la sola idea di mangiare qualcosa ci ripugna fino al vomito, in cui proviamo un disagio fisico fra la bocca dello stomaco e la gola, magari accompagnato da sudore, salivazione. Situazioni non dolorose madavvero pessime, che ci colgono nei momenti più diversi: dall'influenza alla...

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Nefando

ne-fàn-do

SignEmpio, scellerato, malvagio

dal latino: nefandus indicibile, composto da ne- negativo e fari parlare.

È una parola di registro elevato, ma sorprendentemente semplice: il nefando è l'empio, il malvagio di tale entità da non poter essere pronunciato, da essere indicibile. Si tratta comunque di un significato a maglie larghe ed elastiche, che, oltre allo scellerato e all'esiziale, si presta tranquillamente anche ad esprimere qualcosa di genericamente sgradito o disapprovato. Potrà quindi essere nefando il crimine compiuto dal delinquente; saranno nefande le decisioni di un'amministrazione volta...

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Neghittoso

ne-ghit-tó-so

SignPigro, negligente

dal latino: neglectus, participio passato di negligere trascurare.

È una parola dal suono buffo, simpatico, e mette in luce i nessi che il concetto di negligenza ha con la pigrizia; infatti trascuratezza e indolenza sono spesso accoppiate - ma non sempre, e il neghittoso non è il trascurato per fretta o incapacità. Il neghittoso è colui che manca ai propri doveri per accidia: si parlerà di studenti neghittosi che raramente disturbano la polvere posata sui libri; la prima settimana di vacanza ci si potrà crogiolare nella totale neghittosità - senza nemmeno...

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Nemesi

nè-me-si

SignOriginariamente, vendetta riparatrice di torti. Ultimamente, acerrimo nemico (significato mutuato dalla cultura anglosassone).

dal greco: nemo distribuisco. Nel caso, inflizione secondo giustizia divina di una punizione vendicatrice a chi la meriti.

Pur essendo una parola nobilissima, la nemesi come vendetta riparatrice di torti è un concetto che non deve esistere. E' un torto anch'essa, una contraddizione in termini, ed è giusto che non venga più usata in questo senso - sostituita, magari dal concetto di Karma negativo. Paradossalmente la versione anglosassone del termine, che le affibbia il significato di nemico, versione meno elegante e senza un retroterra storico, sembra migliore.

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Neofito

ne-ò-fi-to

SignChi di recente ha abbracciato un gruppo, un'organizzazione, una fede nuova

dal greco: neo nuovo phytòs nato.

Così venivano chiamati i Cristiani appena battezzati. Adesso è perlopiù usata nella variante "neòfita", ma da un punto di vista etimologico pare più corretto "neòfito". Può essere una parola estremamente bella da usare ironicamente; per quel che posso notare viene usata tanto in occasioni poco adeguate e mescolata a registri decisamente più bassi rispetto alla sua tanto nobile origine - provocando un certo stridore decisamente provinciale.

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Nepente

ne-pèn-te

SignNell'antica Grecia, mitica bevanda che leniva il dolore fisico e spirituale; rimedio che dà sollievo dalle pene; genere di pianta carnivora

dal greco nepenthés che toglie il dolore, composto di ne non e pénthos dolore, affine a páschein soffrire.

Questa parola di registro aulico descrive una bevanda prodigiosa di cui parlano i miti greci; il nepente era una pozione, originaria dell'Egitto, capace di lenire ogni dolore fisico, e di far obliare quelli dello spirito. In pratica, un oppio ante litteram, scevro da tutte quelle pessime implicazioni di dipendenza e degrado che sono proprie delle droghe. In tempi più recenti il nepente ha visto ampliarsi di molto il suo significato, diventando ogni tipo di rimedio capace di lenire un male -...

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