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Ordito

or-dì-to

SignInsieme di fili verticali attraverso cui la spola fa passare i fili della trama, costituendo il tessuto; architettato, tramato

dal latino: ordiri cominciare a tessere, e in generale iniziare qualcosa. Stesso etimo di "esordio".

L'ordito rappresenta il primo passo nella creazione del tessuto, essendo l'insieme ordinato di fili verticali su cui la spola intreccerà la trama. Oggi il telaio non è una presenza così pesante da riuscire a scavare la lingua con le sue parole, ma in passato lo è stato. L'ordito, in generale, riesce allora come la prima bozza, il tratteggio di un piano, uno schema o un assetto iniziale. Si potrà ordire un progetto da definire in un secondo momento; si potrà ordire il canovaccio di...

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Orfico

òr-fi-co

SignRelativo a Orfeo; esoterico, iniziatico; di espressione artistica, che esprime un'ispirazione lirica poderosa, istintiva e creativa; artistico

dal nome di Orfeo, sommo poeta e musicista del mito greco.

Allora, questa è una parola davvero difficile, perché ci richiede di fare i conti con una tradizione religiosa tanto antica quanto nebulosa. Ma anche per questo è straordianaria. Conosciamo tutti Orfeo. Figlio del sovrano tracio Eagro e della stessa musa Calliope, il potere del suo canto non aveva eguali: sapeva placare le fiere più selvagge e animava gli inanimati elementi della natura. Sappiamo anche delle sue imprese clamorose durante il viaggio degli Argonauti, e della sua tragica...

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Orgasmo

or-gàs-mo

SignCorrentemente, il culmine dell'eccitazione e del piacere sessuale. Altrimenti, agitazione, sforzo intenso.

dal greco: orgao sono intimamente agitato, collegabile al sanscrito urg'as esuberanza di forze, d'energia. Deriva dalla radice fondamentale varg- che indica movimento, azione - radice in comune, ad esempio, con "urgenza".

Capita di trovare scritta, in certi autori, la parola orgasmo con un senso che non tocca la sfera sessuale. Ed è una parola potentissima. È un'eccezionale, impetuosa mossa dell'intero animacorpo, lo sforzo massimo, al picco, la suprema tensione. Può essere quello del centometrista in corsa, del poeta che scrive, di una città nel fronteggiare una calamità, di uno Stato intero nel risollevare la propria sorte. Qualunque sia, nella vita, la frequenza e varietà di orgasmi sembra proprio essere...

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Orientamento

o-rien-ta-mén-to

SignFacoltà di riconoscere dove ci si trova e la direzione in cui andare; modo di essere posto in un sistema di riferimento; indirizzo, guida

da oriente, dal latino: oriens dal verbo oriri sorgere.

I templi dei Greci e dei Romani erano orientati, cioè costruiti con la facciata volta ad oriente, verso il sole che sorge. Questo modo di intendere l'orientamento, anche se ormai è obsoleto, ci dà una buona misura del suo significato. Oggi non ci si orienta nel senso di volgersi a oriente: l'orientamento è una posizione all'interno di un sistema di riferimento. Ci dice che il proprio verso, la propria direzione, la propria situazione è comprensibile solo avendo presente ciò che abbiamo...

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Oriundo

o-riùn-do

SignOriginario di un luogo; che ha origini italiane

dal latino: oriundus, da oriri nascere, trarre origine.

Quello denotato dall'oriundo è un concetto generico: risalendo la linea dei propri ascendenti, si possono trovare le proprie origini in luoghi diversi da quello in cui si vive. I nipoti degli emigrati italiani negli Stati uniti, ad esempio, sono oriundi italiani; in Italia le seconde (e fra poco le terze) generazioni di oriundi del Maghreb o dell'est Europa ci propongono un urgente problema identitario che nasce dal percorso di armonizzazione di culture diverse; e celebre fu il fenomeno...

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Orizzonte

o-riz-zón-te

SignLinea che separa il cielo dalla terra e dal mare

dal latino: horizon, a sua volta dal greco: horizon che limita, sottinteso kyklos cerchio. Il cerchio di confine.

Non si tratta che di una linea immaginaria, che sta solo negli occhi di chi guarda - limite ultimo verso cui si può spingere la vista, il senso umano che giunge più lontano, segnato con forza dalle vette dei monti o dai dorsi delle colline, o sfumato nella pianura o nel mare dalla rotondità della sfera terrestre. Nel suo cerchio più o meno spezzato suggerisce al senso dell'osservatore di esserne il centro, tracciandogli intorno un ambiente circolare, riecheggiando la sua centralità nella...

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Ornamento

or-na-mén-to

SignL'ornare; ciò che ha funzione decorativa, accessorio

voce dotta recuperata dal latino ornamentum, derivato di ornare, che stava per ordinare.

Questa parola ce la immaginiamo tutta volta alla superficialità, e invece è intrecciata con alcuni dei fili più profondi della lingua. Dell'ornamento si possono dire molte cose, ma non che abbia una funzione strutturale. È un accessorio, un'aggiunta tutta estetica, niente di più - si direbbe. Eppure scaturisce dal concetto di ordine, che invece riesce a comprendere alcuni tagli della realtà che non solo sono strutturali, ma fondamentali. Un po' perché il concetto di ordine va dal modo in...

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Orpello

or-pèl-lo

SignOrnamento vano ed esagerato; lega di nessun valore simile a oro

dall'antico francese: oripel pelle dorata, dal latino: aurea pellis. Questa lega veniva usata per rivestire oggetti di una "pelle" d'oro.

Si tratta di una parola piuttosto rara e difficile, di registro alto, ma di grande forza descrittiva e che può essere largamente usata: l'orpello è la decorazione vistosa ed inutile, per giunta di scarso valore. L'immagine fondamentale è semplice: rivestire chincaglierie di similoro - immagine che ci dà la dimensione della vanità dell'ostentazione, pretendendo l'appariscenza della ricchezza. Lo scarso valore dell'orpello può ovviamente anche essere uno scarso valore morale, un'opulenza che...

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Orrido

òr-ri-do

SignChe suscita orrore, pieno d'orrore; gola rocciosa, cascata

dal latino hòrridus, derivato di horrère 'rizzarsi' riferito ai peli del corpo.

Torniamo all'orrore, ameno crinale fra la valle della paura e quella del disgusto. Questo sentimento variegato di raccapriccio - che accarezza il fondo del terrificante ma arriva fino al brutto, al pessimo - trae il suo signficato dall'immagine ancestrale, sintetica ed eloquente del rizzarsi dei peli: insomma, per significare l'orrendo ricorriamo alla reazione fisica che induce. Fin qui tutto bello, tutto chiaro. Il problema è che questo orrore dà i natali a un mazzo di aggettivi che sono...

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Orripilante

or-ri-pi-làn-te

SignOrribile, sgradevole, che fa drizzare i peli

dal latino: horripilare, composto di horrere diventare irto e pilus pelo.

Questa parola - che in origine descrive il fenomeno fisico per cui i muscoli erettori dei peli si contraggono, normalmente noto come pelle d'oca - si attesta a significare lo spaventoso e il repellente. In realtà paura e disgusto non sono le sole emozioni che suscitano una simile reazione, anzi la pelle d'oca è spesso collegata a sensazioni positive. Ma l'uso linguistico è sovrano, quindi si deve accettare che non può esistere un orripilante gradevole. Ovviamente questa parola viene...

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