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Pacchiano

pac-chià-no

SignAppariscente e volgare

Incerto. La voce è sicuramente propria dei dialetti meridionali; forse deriva dal greco: pachys grosso.

È una parola molto eloquente: parla di ciò che non si compra col denaro e della sfuggente qualità del gusto. Il pacchiano, al sud, conserva ancora un originario significato di persona del contado; si è però esteso con un significato figurato, e cioè quello del grossolano, del volgare e vistoso che vuole apparire raffinato. Il privo di gusto tende infatti a interpretare l'eleganza come sfoggio opulento, come ostentazione di ricchezza, riuscendo grottesco. Vediamo anche che il pacchiano può...

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Pacciame

pac-cià-me

SignInsieme di foglie secche e ramoscelli che si accumula spontaneamente sotto agli alberi e sulle acque stagnanti

voce settentrionale di probabile origine onomatopeica.

Questa parola, comune ma appena ricercata, è profondamente ambivalente. Il pacciame non è certo roba di pregio, questo è evidente. Parliamo di uno strato di foglie e rametti che si accumula sotto agli alberi, o che trova pace galleggiando sulle acque stagnanti. Roba che non è nemmeno buona per fare il fuoco - si brucia in una vampata, se non è fradicia. Tant'è che uno dei significati che ha preso il termine 'pacciame' è quello di spazzatura, senza giri di parole. E però è un residuo molto...

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Pacifico

pa-cì-fi-co

SignChe ama la pace, che rifugge la violenza; che è in pace; che ama la vita tranquilla, priva di turbamenti; di ciò su cui su c'è accordo, non controversia; relativo all'Oceano Pacifico; persona pacifica

dal latino pacìficus, composto di pax 'pace' e dal suffisso -ficus, da fàcere, fare.

Una parola bellissima, comune, versatile, e più complessa di quanto paia di primo acchito. L'etimologia latina ci disegna il pacifico quale chi o ciò che attua la pace. In italiano questo nucleo originario si declina grossomodo in tre ramificazioni. Innanzitutto, è chiaramente pacifico chi o ciò che ama la pace, che ha uno spirito di pace, che evita o ripudia ogni atto violento, ogni tipo di sopraffazione; inoltre, diventa anche chi o ciò che è in una condizione di pace. Uno Stato...

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Pacioso

pa-ció-so

SignChe ha un temperamento pacifico, tranquillo, bonario

derivato di pace.

Quella che doveva essere una parola piana diventa un po' più complessa. Pacioso è un derivato di 'pace': si dovrebbe trattare di un sinonimo di 'pacifico', che nella semplicità della sua composizione si mostra colloquiale, diretta, alla mano - descrivendo un modo di essere, un'indole, ma anche il modo e volentieri l'aspetto che l'accompagnano. Ci stupisce che girino certe voci su un tipo così pacioso, la nostra collega è una tipa paciosa che non abbiamo mai sentito alzar la voce, e a...

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Padrino

pa-drì-no

SignUomo adulto che presenta il giovane durante il rito; testimone del duello cavalleresco; capo mafioso

dal latino tardo: patrinus, derivato di pater padre.

Siamo culturalmente abituati ad associare la figura del padrino all'impartizione dei sacramenti cattolici di battesimo e cresima: durante le relative liturgie, il neonato e il ragazzo vengono accompagnati e presentati nel momento sacro da una persona adulta - il padrino o la madrina. Questi sono però casi speciali di un fenomeno ampio, comune a gran parte delle culture umane: il patrocinio prestato dall'adulto al giovane nell'affrontare il rito. In altre parole, chi ha già trovato il proprio...

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Paffuto

paf-fù-to

SignGrassoccio, florido

voce di origine fonosimbolica.

Fra le parole della nostra lingua, questa è una delle più graziose. È una parola datata, visto che è attestata in italiano durante il XIV secolo, e curiosamente la sua origine è fonosimbolica. Questo significa che scaturisce da quel fronte della lingua da cui le parole emergono per imitazione. Ora, imitazione non è solo imitazione di suoni della natura (come accade con le onomatopee, tipo 'belato' o 'bomba'), ma può essere tanto più sottile: a partire da ciò che precise combinazioni di...

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Pagano

pa-gà-no

SignChi o che segue il paganesimo, specie rifacendosi a costumi e valori del mondo classico, e in contrasto col cristianesimo

Dal latino paganus propriamente 'abitante del villaggio', da pagus, 'villaggio'.

Non ci sono dubbi che questa parola derivi dal latino paganus. E la ragione di questa derivazione ha una spiegazione classica piuttosto nota, che però probabilmente deve essere rivista. Come sostantivo e come aggettivo, il pagano significa chi o che segue il paganesimo - e per paganesimo si intende tutto quell'insieme di costumi, credenze, valori propri del mondo precristiano, e anzi in diretto contrasto col cristianesimo. Pagani i culti della romanità classica, pagane le feste celtiche che...

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Paladino

pa-la-dì-no

SignCavaliere della corte di Carlo Magno; difensore, sostenitore

dall'aggettivo latino palatìnus 'del palazzo', derivato di palatium 'palazzo, corte imperiale'. In particolare, dalla figura del comes palatinus 'conte di palazzo'.

Andiamo con ordine per evitare di perderci la più piccola occasione di meraviglia. Il termine 'palazzo', così squisitamente generico nell'indicare una costruzione importante, e che risuona in tutto il mondo (dall'inglese palace al palacio spagnolo), è l'evoluzione di un toponimo molto specifico. Durante il I secolo d.C. gli imperatori romani, da Augusto a Domiziano, eressero le loro residenze e gli edifici del loro potere sul colle Palatino - in latino, Palatium. Tale colossale complesso,...

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Palese

pa-lé-se

SignEvidente, chiaro

dal latino palam manifestamente.

Ecco una bella parola che, con poco sforzo, riesce a nobilitare un'attribuzione facile e comune. Si dice palese ciò che è manifesto, chiaro agli occhi di tutti. Può essere palese una contraddizione, si possono rendere palesi delle intenzioni, possono essere palesi degli indizi di colpevolezza. Se come termine appartiene a un registro letterario, è però sufficientemente diffuso da poter essere usato senza timore di non essere capiti - anzi, dà un piacevole tono elevato al discorso, buono per...

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Palilalia

pa-li-la-lì-a

SignDisturbo del linguaggio che consiste nella ripetizione continua di sillabe, parole o frasi

dal greco: palin di nuovo e lalia discorso, chiacchiera.

In certi casi delle lesioni cerebrali possono causare il disturbo della palilalia; a differenza di altri disturbi del linguaggio, la palilalia è la ripetizione in un discorso di sillabe, parole o frasi contestuali - senza quindi che siano completamente astratte dal contesto come accade in altri disturbi. Il concetto di questa malattia è molto suggestivo, e fuori dal gergo tecnico può permettere un uso molto versatile di questa parola - per chi creda nell'importanza della fantasia e della...

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