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Pacchiano

pac-chià-no

SignAppariscente e volgare

Incerto. La voce è sicuramente propria dei dialetti meridionali; forse deriva dal greco: pachys grosso.

È una parola molto eloquente: parla di ciò che non si compra col denaro e della sfuggente qualità del gusto. Il pacchiano, al sud, conserva ancora un originario significato di persona del contado; si è però esteso con un significato figurato, e cioè quello del grossolano, del volgare e vistoso che vuole apparire raffinato. Il privo di gusto tende infatti a interpretare l'eleganza come sfoggio opulento, come ostentazione di ricchezza, riuscendo grottesco. Vediamo anche che il pacchiano può...

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Pacifico

pa-cì-fi-co

SignChe ama la pace, che rifugge la violenza; che è in pace; che ama la vita tranquilla, priva di turbamenti; di ciò su cui su c'è accordo, non controversia; relativo all'Oceano Pacifico; persona pacifica

dal latino pacìficus, composto di pax 'pace' e dal suffisso -ficus, da fàcere, fare.

Una parola bellissima, comune, versatile, e più complessa di quanto paia di primo acchito. L'etimologia latina ci disegna il pacifico quale chi o ciò che attua la pace. In italiano questo nucleo originario si declina grossomodo in tre ramificazioni. Innanzitutto, è chiaramente pacifico chi o ciò che ama la pace, che ha uno spirito di pace, che evita o ripudia ogni atto violento, ogni tipo di sopraffazione; inoltre, diventa anche chi o ciò che è in una condizione di pace. Uno Stato...

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Padrino

pa-drì-no

SignUomo adulto che presenta il giovane durante il rito; testimone del duello cavalleresco; capo mafioso

dal latino tardo: patrinus, derivato di pater padre.

Siamo culturalmente abituati ad associare la figura del padrino all'impartizione dei sacramenti cattolici di battesimo e cresima: durante le relative liturgie, il neonato e il ragazzo vengono accompagnati e presentati nel momento sacro da una persona adulta - il padrino o la madrina. Questi sono però casi speciali di un fenomeno ampio, comune a gran parte delle culture umane: il patrocinio prestato dall'adulto al giovane nell'affrontare il rito. In altre parole, chi ha già trovato il proprio...

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Paladino

pa-la-dì-no

SignCavaliere della corte di Carlo Magno; difensore, sostenitore

dall'aggettivo latino palatìnus 'del palazzo', derivato di palatium 'palazzo, corte imperiale'. In particolare, dalla figura del comes palatinus 'conte di palazzo'.

Andiamo con ordine per evitare di perderci la più piccola occasione di meraviglia. Il termine 'palazzo', così squisitamente generico nell'indicare una costruzione importante, e che risuona in tutto il mondo (dall'inglese palace al palacio spagnolo), è l'evoluzione di un toponimo molto specifico. Durante il I secolo d.C. gli imperatori romani, da Augusto a Domiziano, eressero le loro residenze e gli edifici del loro potere sul colle Palatino - in latino, Palatium. Tale colossale complesso,...

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Palese

pa-lé-se

SignEvidente, chiaro

dal latino palam manifestamente.

Ecco una bella parola che, con poco sforzo, riesce a nobilitare un'attribuzione facile e comune. Si dice palese ciò che è manifesto, chiaro agli occhi di tutti. Può essere palese una contraddizione, si possono rendere palesi delle intenzioni, possono essere palesi degli indizi di colpevolezza. Se come termine appartiene a un registro letterario, è però sufficientemente diffuso da poter essere usato senza timore di non essere capiti - anzi, dà un piacevole tono elevato al discorso, buono per...

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Palilalia

pa-li-la-lì-a

SignDisturbo del linguaggio che consiste nella ripetizione continua di sillabe, parole o frasi

dal greco: palin di nuovo e lalia discorso, chiacchiera.

In certi casi delle lesioni cerebrali possono causare il disturbo della palilalia; a differenza di altri disturbi del linguaggio, la palilalia è la ripetizione in un discorso di sillabe, parole o frasi contestuali - senza quindi che siano completamente astratte dal contesto come accade in altri disturbi. Il concetto di questa malattia è molto suggestivo, e fuori dal gergo tecnico può permettere un uso molto versatile di questa parola - per chi creda nell'importanza della fantasia e della...

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Palindromo

pa-lìn-dro-mo

SignDi sequenza di lettere o cifre che può essere letta indifferentemente da sinistra a destra o da destra a sinistra

dal greco: palindromos che corre all'indietro, composto di palin di nuovo, all'indietro, e dal tema di dramein correre.

Questa parola rappresenta una delle caratteristiche più immediate e curiose che può stuzzicare chi si trovi davanti a una sequenza di lettere - parole, frasi, versi - o di cifre. Palindroma è la sequenza che, letta in un verso e nel verso contrario, mantiene lo stesso significato. Esempi classici, in italiano, sono la frase i topi non avevano nipoti, e l'espressione ai lati d'Italia; ma ce ne sono a bizzeffe, e anche in altre lingue - pensiamo all'iscrizione latina nel Battistero di Firenze...

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Palingenesi

pa-lin-gè-ne-si

SignRinascita, rigenerazione, nuova creazione.

dal greco: palin di nuovo genesi creazione, nascita.

Usata normalmente in molti campi filosofici e scientifici, è una parola di grandissima nobiltà, splendido sinonimo per parole ormai inflazionate. Sentite come è da prendere più sul serio, il desiderio di rinascita, se è il desiderio di una palingenesi?

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Palinodia

pa-li-no-dì-a

SignTradizionalmente, componimento che ritratta un componimento precedente; per estensione ritrattazione, sconfessione

dal greco: palin di nuovo ode canto.

Ritrattare una posizione può non essere piacevole. Ma può essere saggio, frutto di maturazione, e perciò può essere altrettanto saggio creare un salvacondotto che esalti il gesto e ripari dalla berlina di una sconfessione. Come? Semplicemente chiamando questa ritrattazione una palinodia. Non è goffa e disdicevole come una cancellatura con freghi e bianchetto. La palinodia è il foglio nuovo - il nuovo canto. Un gioiello di parola. "A tal riguardo la palinodia di quest'uomo politico apre le...

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Palinsesto

pa-lin-sè-sto

SignDocumento scritto raschiando via la scrittura precedente; programmazione delle trasmissioni televisive o radiofoniche

dal greco: palimpsestos, composto da palin di nuovo e psan raschiare.

In tempi antichi non era raro, vista la scarsità e il costo del materiale su cui scrivere, che testi vecchi venissero raschiati via per poter scrivere nuovamente sullo stesso papiro o pergamena: fortunatamente col progredire della scienza è diventato più semplice recuperare il testo originale - alle volte rivelatosi di importanza storica capitale, come accadde al cardinale e filologo Angelo Mai, che nel 1820 fra i palinsesti della Biblioteca Vaticana ritrovò il "De re publica" di Cicerone,...

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