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Rabberciare

rab-ber-cià-re (io rab-bèr-cio)

SignAggiustare, accomodare alla meglio; sistemare, correggere

etimo incerto. L'ipotesi più plausibile lo vuole derivato dal latino imbreces 'embrici', nella variante ambrices, attraverso la voce emiliana lamberciar 'coprire con embrici'.

In questo verbo c'è un bel significato corposo: denota un aggiustare, ma non descrive la più perfetta e attenta delle azioni. Si tratta di un accomodare alla meglio, in maniera arrangiata - e non necessariamente provvisoria. Sembra che questo verbo, così colorito, scaturisca dall'edilizia, con particolare riferimento al lavoro del rimettere le tegole. Come molti lavori manuali è ricco di suggestioni figurate: di rado capita di dover rifare un intero tetto, più comunemente capita di dover...

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Rabbuffare

rab-buf-fà-re (io rab-bùf-fo)

SignSconvolgere, scompigliare; rimproverare; accapigliarsi

derivato di buffo 'soffio', di origine onomatopeica.

Da un'immagine semplice quale è quella del buffo, del soffio di vento, nella nostra lingua è scaturita una bella ramificazione di significati. Rabbuffare ha il primo significato di scompigliare, di sconvolgere: la tempesta rabbuffa le verande dei ristoranti, la zia scherzosamente ti rabbuffa i capelli, il ventilatore rabbuffa le carte sul tavolo. Secondo un progresso figurativo lineare noto e condiviso, il rabbuffare passa a significare anche il rimproverare (pensiamo alla brontolata che...

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Rabdomante

rab-do-màn-te

SignChi esercita l'arte divinatoria con una verga magica, in particolare nella ricerca di acque sotterranee o giacimenti minerari

da rabdomanzia, derivato dal greco tardo rabdomantéia, composto di rhàbdos 'verga' e mantéia 'divinazione'.

Vista l'origine di questo termine, ci si aspetterebbe che la rabdomanzia fosse una forma di divinazione ben documentata nelle fonti greche classiche, ma non è così. Addirittura sembra che il termine rabdomantéia compaia solo nel greco patristico, cioè già in epoca cristiana. Notiamo che si tratta di una parola piuttosto generica: il rabdomante è colui che esercita la divinazione con lo strumento di una verga magica. Ora, questa definizione abbraccia un vasto novero di specie di arti...

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Raccapezzare

rac-ca-pez-zà-re (io rac-ca-péz-zo)

SignMettere insieme con difficoltà; trovare, riuscire a capire; come intransitivo pronominale, orientarsi

da accapezzare, derivato dal latino caput 'capo, estremità'.

Saltiamo tutti i passaggi e diciamolo subito: l'immagine fondamentale del raccapezzare è quella del fare un puzzle. Cioè, non proprio fare un puzzle, ma afferrare elementi diversi e distanti accostandoli a capo a capo, raffrontandoli. Questo è proprio il significato del verbo 'accapezzare' (per cui posso accapezzare le piastrelle in modo che combacino), di cui 'raccapezzare' è un rafforzativo - per quanto poi prenda dei significati molto più estesi. C'è un certo sforzo, nel raccapezzare, lo...

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Raccapriccio

rac-ca-prìc-cio

SignOrrore, ripugnanza

composto da ri- rafforzativo e capriccio, da caporiccio cioè capo coi capelli ritti dalla paura.

Il raccapriccio è un senso profondo di orrore; non è esplosivo come lo spavento, è più sottile: è quel turbamento che ti fa formicolare il cuoio capelluto, che paralizza l'espressione del volto e i muscoli del corpo. Si può dire che non sia quella paura di quando si teme per la propria incolumità, non ha quella scarica di adrenalina che ti prepara a batterti o a battertela, ma ha il senso di quando si rabbrividisce davanti a qualcosa di ripugnante, di abominevole, di grottesco, disumano. E...

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Racimolare

ra-ci-mo-là-re (io ra-cì-mo-lo)

SignRaccogliere, mettere insieme

dal latino: diminutivo di racemus grappolo d'uva. I racimoli sono quindi i piccoli grappoli che rimangono per ultimi sulle viti durante la vendemmia.

Immagine delicata, che rievoca un passato dimesso e meticoloso nel non lasciar sprecato un solo acino d'uva - nemmeno il più minuto sul grappolo più piccolo. Così racimolare, rispetto a raccogliere e ad altri sinonimi, ha in sé la connotazione della povertà, del dignitoso e onorevole sforzo del risparmiare e del mettere insieme con modestia e silenziosa tribolazione - nobiltà dell'umiltà.

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Radiazione

ra-dia-zió-ne

SignEmissione o propagazione di onde o particelle secondo una traiettoria rettilinea - e ciò che viene così irradiato; esplulsione, cancellazione da un ruolo

nel primo significato, derivato del latino radiare, da radius raggio; nel secondo, dal francese radier, adattamento dell'antico rayer tirare una riga,

Che hanno in comune la radiazione solare e la radiazione dall'albo? La risposta non è lineare. Secondo il primo significato, la radiazione indica un'emissione di energia che segue una traiettoria retta - un raggio. Naturalmente è un termine proprio del lessico della fisica, ma non si esaurisce qui; infatti può anche indicare il fatto di "radiare", cioè di allargarsi a raggiera a partire da un centro: si può pensare alla radiazione di fibre nervose, di cavi, di radici. Tutt'altro è il...

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Radioso

ra-dió-so

SignSplendente, raggiante

dal latino: radiosus, da radius raggio.

È una parola tanto aggraziata. Il concetto che esprime è denotato da molti sinonimi: splendente, brillante, raggiante; ma il radioso ha dei connotati meno abbacinanti, meno rumorosi. Se pensiamo ad un futuro radioso, questo avrà delle sfumature di calda serenità e di luce discreta che staccano molto rispetto ad un futuro brillante o un futuro splendente, che invece trasmettono delle sensazioni di ardore dirompente, e quasi faticoso. Se pensiamo ad un'espressione radiosa dipinta su un viso...

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Raffazzonare

raf-faz-zo-nà-re (io raf-faz-zó-no)

SignMettere insieme qualcosa in fretta, alla meglio

composta da r- rafforzativo e affazzonare accomodare, acconciare, da fazzone atto di fare, dal latino: factione, da facere fare.

Il percorso fatto dal significato di questa parola è molto curioso; infatti anticamente raffazzonare significava abbellire, aggiustare qualcosa che era malfatto o non era venuto bene. Oggi ha il significato contrario: raffazzonare vuol dire accomodare in fretta e tirando via qualcosa che invece meritava d'essere fatto con cura e impegno. Ad ogni modo non è difficile immaginare come è che questo passaggio sia avvenuto: l'acconciamento affrettato che abbia l'intento di migliorare qualcosa è...

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Ragazzo

ra-gàz-zo

dall'arabo: raqqas portalettere.

Parola comune e semplice, che nella sua etimologia trova però una freschezza ancora superiore, rispetto al suo significato assoluto. L'umile lavoro dell'antico portalettere, del messaggero, per cui è necessario correre molto e di buona lena, con entusiasmo e senza esser poi strapagati, pare la cifra e il paradigma del ragazzo, del lavoro del giovinetto - di grande grazia, sebbene oggi paia un poco avvilente.

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