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Rampognare

ram-po-gnà-re (io ram-pó-gno)

SignRimproverare duramente

dall'antico francese: ramposner, da prosne divisorio che in chiesa separa coro e navata.

È il tipo di rimprovero più aspro che si possa immaginare. Infatti la figura fondamentale della rampogna è semplice: si tratta del grido del chierico che ti ricaccia fuori dal coro, via dall'altare, oltre i plutei, nel posto dei laici. Si tratta di una parola aulica e letteraria, certo, ma si tratta anche di un tipo di sgridata il cui fondamento è radicato fra i timori reverenziali comuni delle nostre società, così profondamente influenzate dalle religioni e dalle istituzioni ...

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Rampollo

ram-pól-lo

SignGermoglio; sorgente; discendente

dal latino rami pullus pollone del ramo.

Sembra una parola altisonante - e in effetti viene usata per lo più in riferimento a eredi di sangue blu, di capitani d'industria, di magnati della finanza, oppure in senso ironico, ma sempre richiamando figure del genere. Però l'immagine da cui nasce è umile: infatti il rampollo, in origine, altro non è che il pollone del ramo, cioè il nuovo germoglio. In seguito questo significato è stato esteso anche alle piccole vene d'acqua che sgorgano in superficie - quasi sbocciando; non a caso si...

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Rancore

ran-cò-re

dal latino: rancor rancido.

Il rancore, questo sentimento d'astio covato a lungo e tenacemente nel cuore, per la propria origine mette in luce una caratteristica dei sentimenti come lui inespressi: vanno a male, inacidiscono, marciscono; diventano rancidi, appunto. Va scelto con attenzione che cosa ospitare nel nostro cuore. La parola ci dice che tenersi dentro un rancore è come tenere in frigo qulcosa di marcito.

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Range

rendg

SignNel linguaggio scientifico e tecnico, raggio d'azione, portata, intervallo di valori di una grandezza. In fisica, estensione del percorso compiuto in una determinata sostanza da una particella.

voce inglese, dal francese antico renge, derivato di reng, renc ‘linea, posto, riga, fila’.

La curiosità che salta all’occhio spulciando tra le definizioni di questo prestito è la sua circoscrizione al campo tecnico e scientifico, presente anche nei dizionari più aggiornati. Se infatti vogliamo spingerci oltre l’altamente specialistico, relativo ai meandri della fisica (senz’altro qualcosa di pienamente significativo solo per non molti eletti), ci ritroviamo comunque a districarci tra particelle, onde e altri elementi non esattamente protagonisti nel linguaggio quotidiano. Eppure...

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Rantolare

ran-to-là-re (io ràn-to-lo)

SignMandare rantoli, respirare affannosamente, agonizzare

etimo incerto; probabilmente è una voce onomatopeica.

L'incertezza dell'etimo, solo spiegato da alcuni con un'origine onomatopeica, ci lascia campo aperto sulla sostanza di questa parola - splendidamente espressiva e sottilmente angosciante. In medicina il rantolo è un rumore, spesso umido, che scaturisce col respiro dai polmoni o dalla gola. Ora, questo crepitìo ansante non è buon segno, e anzi è spesso associato all'agonia: rantolando il moribondo esprime le sue ultime volontà, il marito con la bronchite rantola a letto. Il rantolare è...

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Rappattumare

rap-pat-tu-mà-re (io rap-pat-tù-mo)

SignRiconciliare, spesso in maniera provvisoria; come riflessivo reciproco, riconciliarsi

composto parasintetico di patto.

Questa parola è una risorsa formidabile, e ci mette sul tavolo contemporaneamente una quantità sorprendente di sfumature. Guardandola senza conoscerla qualcuno ci potrebbe vedere dentro il 'pattume', e non sarebbe proprio un errore, anche se non si sta parlando di quel pattume. Infatti il centro del rappattumare è il patto, voce dotta recuperata in italiano nel XIII secolo dal pactum latino: a questo nome si aggiungono degli affissi - un vagone in testa e due in coda - con una complessità...

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Rapsodico

ra-psò-di-co

SignProprio dei rapsodi; episodico, frammentario, discontinuo

dal greco rhapsodikós, derivato di rhapsoidós 'colui che cuce il canto', composto da rhàptein 'cucire' e oidé 'canto'.

Nell'antica Grecia il rapsòdo era un cantore che recitava poesie accompagnandole con la musica - in particolare poemi epici, specie quelli omerici. È una figura che compare nel V secolo a.C., che si affianca al più antico e noto aedo, da cui non è sempre agevole distinguerlo. Una differenza spesso riportata è che, mentre l'aedo oltre a cantare componeva egli stesso poemi originali, il rapsodo si limitava a ripetere i canti che aveva appreso. Per quanto comune, non è un discrimine così...

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Raptus

ràp-tus

SignAtto improvviso, incontrollabile e spesso violento; ispirazione travolgente

dal latino raptus 'rapimento', derivato di ràpere 'rapire'.

Latinismo moderno (attestato nel 1900 nelle Lezioni di medicina legale di Lombroso) e termine piuttosto delicato. Siamo abituati a trovarlo e sentirlo in analisi diffuse dai media sulla psicologia di ceti atti, specie di sangue. Ci si profila come un empito di violenza rivolto verso altri o verso di sé, acceso improvvisamente da una ragione non immediata: etimologicamente un rapimento, quasi che il corpo di chi è preda del raptus fosse invasato e strappato alla sua mente, per essere mosso...

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Rassegnare

ras-se-gnà-re (io ras-sé-gno)

SignCome transitivo rimettere, rinunciare, consegnare; come intransitivo pronominale rimettersi alla volontà altrui o al fato

forse dal latino resignare 'rompere un sigillo, rivelare'; forse da assegnare, con un prefisso intensivo.

Questa parola è fra le più complesse. Infatti ricostruirne il percorso semantico ci mette davanti a una certa frammentazione di significati, a delle soluzioni di continuità che mettono in discussione l'unità dell'etimo. Ma la sua raffinatezza e la sua diffusione meritano lo sforzo. Partendo da ciò che possiamo osservare nel nostro quotidiano, troviamo nella locuzione 'rassegnare le dimissioni' il campione più noto del rassegnare transitivo. Si tratta di un esito del primo significato che...

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Rastrello

ra-strèl-lo

SignAttrezzo agricolo formato da un elemento trasversale munito di denti e da un lungo manico di legno

dal latino rastellus, diminutivo di rastrum o raster, derivato di radere radere, ma anche raschiare.

Questo attrezzo, universalmente diffuso, è uno dei più versatili dell'arsenale agricolo. Con il rastrello si raccoglie, si pulisce, si pareggia: che tu voglia riempire un sacco di castagne, ammucchiare le foglie di un piazzale per buttarle via meglio o sistemare l'armonia di un ghiaioso giardino zen, è ciò di cui avrai bisogno. Il rastrello si rivela molto suggestivo anche nei suoi usi figurati: rastrellare vuol dire ricercare accuratamente, perlustrare - al fine di fare incetta di oggetti...

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