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Ultimatum

ul-ti-mà-tum

SignIngiunzione perentoria, che chiude ogni discussione; nel diritto internazionale, atto con cui uno Stato fa conoscere le sue ultime proposte, con la minaccia di chiudere i negoziati o usare la forza

voce del latino moderno, coniata nel linguaggio diplomatico; dal latino ultimus estremo, ultimo.

Questa parola descrive un concetto molto suggestivo; maturata in ambito diplomatico, significa in primis l'ultima proposta che uno Stato fa durante un negoziato: nel caso in cui non venga accolta, la reazione che segue all'ultimatum è seria, e oltre a una definitiva rottura dei negoziati, può arrivare all'uso della forza militare. Gli esempi d'uso, in questo senso, purtroppo affollano - e hanno sempre affollato - le pagine di cronaca. Interessante è anche il significato esteso che questa...

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Ultimo

ùl-ti-mo

SignChe è alla fine di una sequenza di elementi o di una progressione; definitivo; il più remoto; sommo, estremo; fondamentale

voce dotta recuperata dal latino ultimus 'estremo, ultimo', con valore superlativo, secondo alcuni dall'aggettivo ulter 'che si trova al di là', secondo altri derivato dell'avverbio ultra 'oltre, al di là'.

Chiusi nel pacchetto della parola più comune ci possiamo portare in testa concetti tutt'altro che lineari. Ora, l'aggettivo 'ultimo' è stato recuperato e adattato dal latino alla lingua italiana agli inizi del Trecento. E anche se non lo percepiamo più come tale, aveva un grado superlativo: con un'approssimazione che pare esagerata ma che non si scosta molto dal vero, l'ultimo sarebbe insomma un 'oltrissimo'. Il che è strano, perché fra il nostro 'ultimo' di oggi e quel superlativo che,...

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Ultroneo

ul-trò-ne-o

SignSpontaneo; nel linguaggio giuridico, superfluo

dal latino: ultro volontariamente, spontaneamente.

Parola di registro elevato - quasi gonfia, rispetto alla semplicità salda ed estroversa della volontà e della spontaneità, e quindi maggiormente adatta all'ironia. Il conoscente taccagno che con le spalle al muro si senta in dovere di offrire qualcosa, presterà l'ultroneo dono di un caffè - scostandoti dalla cassa come l'eroe che vada a morire al posto tuo; lo studente, dinanzi al professore che si accinge a interrogare, si presenterà ultroneo al sacrificio - unica volta che abbia preparato...

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Umanità

u-ma-ni-tà

SignL'essere umano; l'insieme di tutti gli esseri umani; l'insieme dei sentimenti positivi degli umani

dal latino: humanitas umanità.

Tralasciando l'umanità come l'essere umano e l'insieme degli esseri umani, concentriamoci sull'umanità come atteggiamento, come sentimento. Le parole negative sono un sacco, più di quelle positive. E tante volte dispiace vedere come una parola neutra, col tempo, possa volgersi verso significati scuri: ma non è questo il caso. Di rado capita di imbattersi in parole così cruciali, dai cui sensi dipende il modo di concepire noi stessi. Dai significati che attribuiamo all'umanità, intesa come...

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Umbonato

um-bo-nà-to

SignProvvisto di umbone

dal latini umbo 'umbone, parte prominente, gomito'.

Bene, spiegazione pulita, ma che diavolo è questo umbone che caratterizzerebbe l'umbonato? Ebbene, ancora una volta siamo davanti a una parola poco nota che descrive elementi del reale del tutto consueti. Li conosciamo benissimo, ma senza 'umbone' ci manca il nome per chiamarli. Gli scudi antichi potevano avere al centro una placca metallica, una borchia tondeggiante, che con la sua sporgenza si prestava a deflettere i colpi dal punto delicato dietro cui stava la mano del soldato, e a...

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Umbratile

um-brà-ti-le

SignOmbroso; solitario, schivo; riposto, sfuggente

dal latino: umbra ombra, col suffisso -atile che indica attitudine, inclinazione.

L'ombra è un regno di minacce innominabili, di terrore ancestrale - ma non sempre, e questo diventa evidente specie nella canicola delle settimane estive. Rispetto all'abbacinante e al rumoroso, l'umbratile si versa nella pace del silenzio e della solitudine, nel fresco che solleva e sveglia e nello scuro che molce e allenta la contrazione dell'iride: l'umbratile è il riservato e vigile come una inafferrabile creatura del sottobosco, che fugge - forse anche scostante e scontroso - dalle...

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Umile

ù-mi-le

dal latino: humi a terra, derivante da humus terra.

E' una parola più difficile e sfaccettata di quanto sembri. L'umiltà può non essere quella descritta da Nietsche, il raggomitolarsi del verme pestato per evitare d'essere pestato di nuovo. C'è un nesso con la terra, una potenza primitiva che non si può trattare con arroganza e superiorità. Non l'ho messo nell'etimo perché non troppo accreditato, ma in sanscrito [bhumi] significa terra, e la creatura della terra è [bhuman]. Da cui [umano]. La superbia (super-bios, crescere sopra) è qualcosa...

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Umorismo

u-mo-rì-smo

SignFacoltà e inclinazione a cogliere gli aspetti più divertenti o paradossali della realtà

da umore, che viene dal latino umor liquido.

Non è facile imporre una categorizzazione al riso. Certamente esistono tipi di riso diversi, ma hanno dei contorni impalpabili, che mettono a dura prova le maglie della più esatta delle definizioni. Inoltre, un uso generico o controverso dei nomi delle diverse disposizioni al riso non aiuta ad avere un quadro più chiaro. Caso esemplare, l'umorismo. Questa parola nasce nell'uso inglese (da humor) con riferimento alla medicina ippocratica: le passioni sono frutto degli squilibri fra i quattro...

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Unicorno

u-ni-còr-no

SignAnimale favoloso, solitamente figurato come un cavallo munito di un corno

dal latino tardo unicornus, per un precedente unicornuus o unicornis, composto di uni- 'uno' e cornu 'corno'.

Una parola costruita con una semplicità disarmante, ma su cui convergono da millenni i più scatenati immaginarii, e a cui sono stati ricollegati differenti significati simbolici. La troviamo già in latino, aggettivo e sostantivo, ora normale riferimento ad animali muniti d'un solo corno (per conformazione o accidente), ora nome di una creatura leggendaria, composta (a seconda del racconto) dai profili d'animale più disparati ma essenzialmente munita di un corno singolo. Com'è che proluda...

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Unisono

u-nì-so-no

SignDi suono, simultaneo ad altri e della stessa altezza; concorde

voce dotta, recuperata dal latino tardo unìsonus, composto di uni- e sonus 'suono'.

Una parola che si prende il suo spazio, nell'ampiezza di un accento sdrucciolo di bel sapore latino: l'accento sulla 'i' è molto incisivo. E il suo significato rivela una complessità più tornita di quanto la mera somma di 'uno' e 'suono' ci suggerirebbe. Si dicono unisoni quei suoni che vibrano simultaneamente ad altri e con la stessa altezza. Attenzione: il loro timbro può essere anche totalmente diverso. Voci dai caratteri differenti vibrano insieme con la stessa frequenza - dicono la...

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