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Vacanza

va-càn-za

SignPeriodo di riposo; essere vacante, privo di titolare

dal latino: vacantia neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero.

La vacanza ci racconta all'orecchio un vuoto piacevolissimo, un vuoto che è libertà. Giorni vuoti dal lavoro, dallo studio, dai vari impegni quotidiani - in cui i ritmi possono rallentare, in cui si può dormire di più, fare quello che ci pare. Purtroppo resta evidente la sua natura eccezionale, e anzi forse è un buon suggerimento: sarebbe meglio lavorare su tutti gli altri giorni ordinari affinché abbiano lo spazio per permetterci ciò che vogliamo, piuttosto che esiliarci ora nello svago...

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Vademecum

va-de-mè-cum

SignPiccolo prontuario con informazioni di base su un'attività pratica

dalla locuzione latina vade mecum va' con me.

Questa graziosa parola descrive un manualetto di base che contiene le prime informazioni utili su una certa attività, su una certa tecnica, su un certo argomento. L'origine latina dipinge in maniera colorita la funzione di guida; questo nome è un invito, una raccomandazione rivolta al neofito, o a chi si approcci a una situazione nuova: va' con me, vieni con me. Il turista visita la città col vademecum di una guida appuntata da un amico; il farmaco da banco è corredato di un vademecum...

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Vagheggiare

va-gheg-già-re (io va-ghég-gio)

SignContemplare con ammirazione, diletto, desiderio; accarezzare con la mente, sognare

derivato di vago.

Questo verbo, così fine e delicato, ci mette davanti alla complessità del significato dell'aggettivo 'vago'. Oggi gli ricolleghiamo quasi sempre i significati di incerto, indefinito, ma nasconde ben di più. Infatti il vago è in primis chi o ciò che erra, che si muove vagando, instabile: ad esempio può essere vago il vento, vaga la fantasticheria. E proprio il movimento sfuggente del vago ha suggerito una delle estensioni semantiche più aggraziate della nostra lingua: il vago diventa il...

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Vaglia

và-glia

SignValore, pregio, merito; titolo di credito

derivato di valere.

Nei secoli certi verbi hanno mutato la loro forma. E se oggi la prima persona singolare dell'indicativo presente di 'valere' è 'valgo', anticamente era 'vaglio' ( così come quella di 'volere' è 'voglio'). Da quel 'vaglio' scaturisce il significato di valore, pregio, che ha la parola vaglia. L'articolista acuto scrive un pezzo di vaglia sull'evento del giorno prima; il sostegno di un intellettuale di vaglia dà forza alla manifestazione; però Una parola al giorno è un servizio di Vaglia nel...

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Valchiria

val-chì-ria

SignNella mitologia germanica, nome di divinità minori femminili che accompagnavano nel Walhalla gli spiriti dei più valorosi fra i guerrieri caduti in battaglia; ragazza nordica alta e forte

dal tedesco: Walküre, derivato dall'antico nordico: walkyrja, composto dal nome valr, che indica il morto sul campo, e dal verbo kjósa scegliere.

Questa parola viene comunemente usata per indicare le donne nordeuropee alte, bionde, con gli occhi azzurri e fisicamente vigorose. Insomma, lo stereotipo della donna forzuta del bacino baltico. Questa immagine viene mutuata dalla mitologia germanica, probabilmente anche grazie alla diffusione data a questa figura dalla Tetralogia "L'anello del Nibelungo" di Wagner: secondo il mito, le Valchirie sono divinità guerriere di leggendaria bellezza appartenenti alla schiera di Odino. In...

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Valetudinario

va-le-tu-di-nà-rio

SignCagionevole di salute, spesso malato, malandato

voce dotta, recuperata dal latino valetudinarius, derivato di valetudo 'stato di salute', ma anche 'infermità, malattia'.

Questa parola ha il pregio di una grazia notevole, utilissima nel delicato ambito della salute. Si dice valetudinario chi soffre di una salute malferma, chi è cagionevole e si ammala spesso, o chi ha una malattia cronica. Vediamo subito che non ha quelle sfumature affettate - se non pietose o paternali - che può avere il cagionevole o l'infermo, non è ruvidamente schietto (e vagamente sprezzante) come il malandato o il malmesso, o ancor di più il malaticcio. Evoca la condizione di una...

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Valicare

va-li-cà-re (io và-li-co)

SignAttraversare, passare oltre un ostacolo, specie geografico, per poi trovarsi dall'altra parte

come varcare, viene dal latino varicare 'allargare le gambe, scavalcare', da varicus 'che ha le gambe larghe', a sua volta da varus 'storto, dalle gambe arcuate'.

Complice il mutamento della erre in elle attraverso la forma antica 'valcare', questa parola ci si presenta con un suono particolarmente fluido e dolce. Il suo significato è dei più precisi: l'attraversare qualcosa che è di ostacolo per raggiungerne l'altra parte. La sfera in cui questa parola trova il più comune impiego è quella geografica: si valicano monti (tant'è che i passi sono anche detti 'valichi'), si valicano fiumi, o bracci di mare, come anche i confini di uno Stato. In questo...

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Valutazione

va-lu-ta-zió-ne

SignStima di un valore economico; giudizio

da valuta valore economico, dal latino: valere essere forte, esser capace, significare.

Un quadro d'autore è stato valutato sei milioni di dollari; un tema in classe è stato valutato insufficiente; il progetto è stato valutato idoneo per il finanziamento; il chirurgo valuta la situazione troppo pericolosa per intervenire. Quello della valutazione è un giudizio tanto comune, nel nostro orecchio, quanto difficile. Con un occhio al 'valere' latino ed emancipandosi dall'economia, si tratta del giudicare se e quanto qualcosa sia forte, sia capace, e ancora più nel profondo, che...

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Vampiro

vam-pì-ro

SignDemone notturno, dotato di poteri sovrannaturali, che si nutre di sangue umano; pipistrello del genere Desmodus

dalla voce serbocroata vampir, forse di origine tartara, giunto a noi attraverso il francese vampire.

Quella del vampiro è una delle figure demoniache più suggestive del nostro pantheon magico, e delle più archetipiche: per quanto il canone odierno sia mutuato dalle leggende del cuore della vecchia Europa (e dalla loro fortunata, massiccia rielaborazione letteraria e cinematografica), figure del genere le troviamo anche a Babilonia e nell'antico Egitto, e fino in Cina. I caratteri essenziali del vampiro sono netti e articolati: è un demone d'origine umana con poteri sovrannaturali, sospeso...

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Vanagloria

va-na-glò-ria

SignSuperbia, orgoglio vanitoso per meriti sopravvalutati

dalla locuzione latina vana gloria vanto inconsistente, vuoto.

Una parola di tono aulico, che ne scoraggia l'uso. Ma la vanagloria è un carattere estremamente comune - e difficilmente esprimibile con una precisione paragonabile. La vanagloria, infatti, rappresenta un tipo di superbia circa cui è fugato ogni dubbio di fondatezza: spesso il superbo può aver donde di esserlo; ma nel caso della vanagloria, è certo che ci si trovi dinanzi a una vanità completamente inconsistente, una millanteria superbia e orgogliosa che scaturisce da un ingigantimento di...

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