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Veruno

ve-rù-no

SignAlcuno, nessuno

dal latino vere unus 'in verità uno'.

Questa parola ha certo un gusto rétro, ed è quasi impossibile da usare fuor di ironia. Però c'è un però: si tratta di un bellissimo esempio di quanto la lingua italiana sia incline alla confusione circa le negazioni. Etimologicamente sarebbe folgorante: 'in verità uno solo'. E se significasse rigorosamente questo sarebbe una risorsa limpidissima. Ma sistematicamente questo aggettivo è stato impiegato in costruzioni negative: non ho motivo veruno di venire alla festa, non veruna delle tue...

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Verve

vèrv

SignBrio, estro, spirito

voce francese che probabilmente deriva dal latino verba 'parole', attraverso l'ipotetica forma popolare verva.

È una parola che sentiamo e sappiamo usare, ma magari se ci chiedono che cosa vuol dire 'verve' abbiamo un momento d'incertezza, e diciamo solo che è un certo tipo di spirito. Il che è del tutto corretto, ma si può scoprire qualcosa di più. La più probabile etimologia è sorprendente: si tratterebbe di un'alterazione popolare (qualcuno chiosa: popolare gallo-romana) del latino verba. Una rapida suggestione ci bisbiglia all'orecchio che 'avere verve' significherebbe quindi letteralmente...

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Vessare

ves-sà-re (io vès-so)

SignTormentare, maltrattare, opprimere

voce dotta, dal latino vexare 'agitare, tormentare', forse collegato a vehere trasportare.

È il caso di chiarire che cosa significhi, in etimologia, la dicitura 'voce dotta' (abbiamo tralasciato di notarlo in passato ma è un'informazione notevole, quindi introduciamola una volta per tutte). Certe parole latine hanno attraversato i secoli e sono giunte a noi senza soluzione di continuità, continuamente usate - il che ha contribuito a modificarle, a trasformarle: l'uso usura. Ma altre, invece, sono state recuperate dal latino quando una lingua italiana già esisteva. Si dicono 'voci...

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Vestigio

ve-stì-gio

SignOrma, traccia; resto, ricordo

dal latino vestigium orma, ma anche traccia, esempio, rovina e momento.

Questa parola, molto comune specie al plurale ('le vestigia'), appartiene a un registro aulico: l'etimologia dispiega un gran numero di significati propri del vestigium latino, che in italiano sono sfoltiti e sussunti sotto quello di 'ricordo'. Infatti il vestigio è innanzitutto una traccia, un'orma, sia in senso concreto, sia in senso figurato. Un'impronta lasciata da un piede sul terreno è idealmente vicina alle rovine di un'antica civiltà, a un elemento anatomico che ha perso ogni...

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Veterinario

ve-te-ri-nà-rio

dal basso latino: (animalia) vehiterìna animali da trasporto. Identica radice di "veicolo".

E' strano ritrovarsi a considerare che una professione come il veterinario, che oggi sembra tanto propria di società evolute in cui sia ben radicata la concezione di animali d'affezione, a cui può sembrare che si dedichi esclusivamente, nasca invece in relazione alla cura degli animali da soma - ai tempi, d'importanza cardinale per economia e sostentamento.

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Vettovaglia

vet-to-và-glia

SignQuanto è necessario al sostentamento di una comunità di persone

dal latino tardo victualia, propriamente neutro plurale del classico victualis 'che riguarda il vitto', derivato di victus 'vitto', derivato di vivere.

Questa gustosissima parola, che riempie a lungo la bocca solo a pronunciarla, descrive ciò che è necessario per il sostentamento alimentare di una comunità di persone - difatti è nipote del 'vitto', nutrimento necessario per vivere. Va notato subito che di solito se ne parla al plurale, 'vettovaglie', curiosa reiterazione di quella forma propriamente plurale che aveva già in latino. Le comunità che consideriamo sono delle più svariate: spesso e anzi classicamente si tratta di comunità...

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Vetusto

ve-tù-sto

SignAntico, vecchio

dal latino: vetustus, da vetus vecchio.

Si tratta di un aggettivo letterario, aulico - quindi è una parola che si presta bene ad essere usata in riferimento a monumenti, eredità di civiltà antiche, o comunque ad oggetti che si vogliono ammantare di onori memorabili - magari anche in un'ottica progressista critica. Si potrà parlare quindi di vetuste tradizioni che custodiscono un'identità di gruppo, di edifici vetusti che oggi nessuno sarebbe più in grado di costruire - come anche di pregiudizi vetusti che vanno spalati via come si...

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Viaggiare

viag-già-re (io viàg-gio)

SignSpostarsi da un luogo a un altro, anche figuratamente

da viaggio, derivato dal provenzale viatge, a sua volta dal latino viaticum 'viatico, viaggio'.

La grazia dell'origine di questa parola - così importante e comune - è davvero inaspettata. Infatti certo, la vena etimologica che porta al 'viaggiare' scaturisce ovviamente da 'via', ma il viaggio non nasce quale definizione geografica o geometrica di un percorso: il concetto di viaggio gemma dal viatico, cioè da ciò che occorre per il viaggio stesso. L'idea del viaggiare è quindi in origine misurata da ciò che portiamo con noi per il viaggio: non tutti gli spostarsi sono dei viaggiare. E...

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Viandante

vian-dàn-te

SignChi va per via, specie a piedi, fuori città e coprendo lunghe distanze

composto di via e andante.

Non è raro che una parola sopravviva a ciò che descrive, ed è il caso del viandante. Ma i viaggiatori non mancano, i pellegrini nemmeno, e figuriamoci i turisti: in che cosa si distingueva il viandante? Questo termine indica colui che, fuori dalle città, muove per lunghe distanze a piedi o con mezzi similmente lenti (e già questo, se prima era una necessità, oggi è un estro). Ma soprattutto, è una figura che viene solo colta nell'atto attuale dell'andare per via: propositi e scopi - come il...

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Viatico

vi-à-ti-co

SignPer i Latini, quanto occorreva per il viaggio; estensivamente, ciò che serve a sostegno di una nuova opera, conforto e propulsione morale

dal latino: viaticus ciò che serve per il viaggio, da via cammino, strada.

È una parola dolcissima e potente. Sul treno, allontanandosi da casa, ecco un breve sussulto del telefono: un messaggio di viatico da qualcuno di caro. Oppure si sfila dallo zaino quel pacchetto che ci hanno dato proprio prima di salire, ed è un libro, e leggi qualche pagina di quel viatico. È la benedizione al principio dell'impresa, quella che non ti fa sentire solo, l'alfiere che ti accompagna quasi avesse un vessillo, che gonfia il cuore e tiene alto il perché del primo...

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