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Virgulto

vir-gùl-to

SignArbusto, pianta giovane; germoglio; rampollo

dal latino virgultum, derivato di virgultus 'pieno di ramoscelli', a sua volta derivato di vìrgula 'ramoscello', diminutivo di virga 'verga, ramo'.

Una parola alta e fine, che si rivela adatta tanto all'aulico quanto all'ironico. Il virgulto è propriamente la pianta giovane, teneramente descritta dall'etimo come un insieme di ramoscelli. Quindi la capra cercherà i più teneri virgulti da brucare, e si deve fare attenzione che ai virgulti non manchi acqua. Un'immagine semplice, che però ha un certo carisma, che si traduce in ricchi usi figurati. Così il virgulto diventa un ideale germoglio: il virgulto della speranza non secca, l'idea...

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Virtuale

vir-tu-à-le

SignPotenziale, che non esiste in atto; possibile; simulato

dal latino virtus virtù, eccellenza, forza, facoltà.

Questa parola è una di quelle presenze linguistiche che diamo per scontate senza comprendere bene che cosa significhino, da dove traggano origine. Tutti abbiamo una mezza idea di che cosa sia la realtà virtuale, ma che cosa c'entra con la virtù? In latino, virtus, fra i suoi molti significati, ha quello di forza, facoltà. Una qualità interiore, non necessariamente espressa. La filosofia medievale trova così nel virtuale una parola che indichi il concetto aristotelico di "in potenza", cioè...

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Visibilio

vi-si-bì-lio

SignGrande quantità; nell'espressione 'andare in visibilio', estasi

dalle parole del Credo cattolico visibilium omnium et invisibilium.

Questo è uno dei più celebri esempi di parola nata come storpiatura popolare di una formula latina. Nel Credo, preghiera cattolica di professione di fede, si parla di Dio creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose visibili e invisibili (visibilium omnium et invisibilium). La ripetizione della preghiera latina da parte di un pubblico non colto di fedeli - che spesso non comprendeva affatto ciò che ripeteva - ha invitato questa stortura, col semplice significato di 'grande quantità',...

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Visionario

vi-sio-nà-rio

SignChe ha visioni, allucinazioni; che crede vere o possibili cose irreali o irrealizzabili; creativo, profetico

derivato di visione, dal latino visio, da vidère.

Fino a non molti anni fa il termine 'visionario', sia come aggettivo sia come sostantivo, aveva significati strettamente coerenti, e spesso poco lusinghieri. Ma su di esso ha pesato il significato dell'inglese 'visionary', con l'esito inatteso che ora vediamo. Innanzitutto si dice visionario chi ha visioni - come apparizioni religiose o soprannaturali (un terreno già molto scivoloso), o allucinazioni visive. Per estensione, diventa visionario chi ritiene possibili o vere costruzioni della...

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Vita

vì-ta

dal latino: vita, da un arcaico vivita; parallelo al greco bios e al sanscrito givathas.

Si dice che la vita sia l'unica bolla di resistenza contro il caos, l'unico sistema capace di mantenere costante il livello di entropia al proprio interno. È probabile che la parola nasca da un'astrazione di [vivus] vivo, una qualità di un corpo intuitiva, semplice, immediata. Una qualità che accomuna un'intera classe dell'essere, che abbraccia un ciclo armonico - dal vegetale all'animale al vegetale. Ai sensi significa crescita, volontà di presenza, capacità di eternarsi nell'avvicendarsi...

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Vituperare

vi-tu-pe-rà-re

SignInsultare, infamare, biasimare duramente.

dal latino: vituperare, composto da vitium vizio e parare preparare, stabilire, fare.

Parola adattissima a sostituire, in contesti sostenuti e magari caldi, parole più aggressive e rugginose pur continuando ad esprimere qualcosa di estremamente duro ed incisivo. "Ti sarei molto grato se la smettessi di vituperarmi" (in luogo di "offendermi") "Le tue parole sono un vituperio" (in luogo di "oltraggio").

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Vivagno

vi-và-gno

SignCimosa, margine laterale delle pezze di stoffa; prima o ultima maglia del lavoro ai ferri o all'uncinetto; riva; margine del libro

da vivo, nella locuzione orlo vivo, ma secondo alcuni dal latino medievale vivagnum, dall'analoga espressione orum vivum.

Curiosamente questa parola, per quanto viva e vitale nei suoi significati tecnici, ha dei significati figurati tanto suggestivi e incisivi quanto poco percorsi. La sua immagine fondamentale ha perso un po' di quotidianità ma resta familiare: il margine della pezza di stoffa. Questo margine, la cimosa, è spesso rinforzato, perché non si sfilacci, perché non si sciupi: il risultato è un bordo corneo, quasi un tegumento bidimensionale che protegge un tessuto vivo. Questa suggestione del...

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Vizietto

vi-ziét-to

SignPiccolo vizio; inclinazione omosessuale

diminutivo di vizio; nel secondo significato, dal nome italiano del film del 1978 La cage aux folles, di Edouard Molinaro, trasposizione cinematografica dell'omonima commedia del 1973 di Jean Poiret.

Naturalmente, si tratta di un diminutivo di 'vizio'. Quindi si può usare per indicare qualunque vizio minore e, in senso ironico, qualunque cattiva abitudine, magari anche grave ("il vecchio vicino di casa ha il vizietto di cercare di sparare ai cinghiali dal balcone"). Però, l'uso di questa parola ha conosciuto una certa fortuna in un senso decisamente specifico: il vizietto, infatti, può indicare l'inclinazione omosessuale. Sarebbe un uso di poco rilievo, anzi si ricollegherebbe a un...

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Vizio

vì-zio

SignCattiva abitudine; imperfezione; tendenza al male

dal latino: vitium, che da difetto fisico è passato ad indicare un difetto generico, estendendosi ai significati più complessi.

Il vizio è una parola di significato nebuloso, sfuggente, su cui però tutti, appoggiandosi a modi di dire e pensieri classici, si trovano vagamente d'accordo. Il passaggio dal difetto fisico al difetto astratto che ci racconta l'etimo, ci disegna un vizio che è un allontanarsi da un qualche modello di perfezione o di retto vivere. L'impalpabilità del concetto di vizio sta nell'impalpabilità del concetto di virtù a cui si oppone: ambedue cambiano di persona in persona, di luogo in luogo, di...

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Volare

vo-là-re (io vó-lo)

SignSostenersi e muoversi nell'aria; muoversi o trascorrere rapidamente

dal latino volare.

Delle parole più semplici e note vanno compresi i caratteri, vanno comprese le suggestioni millenarie che sono alla base dei loro usi consueti. Altrimenti resteranno sempre delle coinquiline estranee. Come facilmente si può immaginare, il volare latino nasce per descrivere il moto nell'aria degli uccelli. Ed è un moto articolato, di qualcuno che si libra nell'aria sostenendovisi e trascorrendola con rapidità. Così viene esteso a ciò che si muove al di sopra della terra, per propria virtù, ...

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