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Dandy

dèndi

SignPersona che nel vestire e nel comportarsi sfoggia un'eleganza raffinata, eccentrica e compiaciuta

voce inglese di etimo incerto, forse è un diminutivo del nome proprio Andrew.

Se si pensa al dandy si pensa ad Oscar Wilde, ma il dandy si è messo per via quando la strada non era nemmeno in vista del decadentismo, del successo di Wilde; figuriamoci, questa parola è attestata in inglese ai tempi della Rivoluzione americana, e il suo successo internazionale è coevo al Congresso di Vienna - uno sviluppo dal 1780 al 1815, grossomodo. Ne doveva passare di acqua sotto ai ponti, prima che si arrivasse al tramonto dell'Ottocento. Piuttosto il dandismo si trova spesso...

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Pietanza

pie-tàn-za

SignPietà, compassione; vivanda che si mangia a tavola, specie come secondo

derivato di pietà.

Figuriamoci, se si parla di pietanze ci si apparecchiano davanti agli occhi tavole opulente, ricettari sterminati, programmi condotti da chef raffinati. Ma non serve un orecchio allenato per sentire che dentro ci suona la pietà - ed è proprio lì che ci porta l'etimologia. 'Pietanza' emerge nell'italiano degli albori giusto significando 'pietà, compassione', e per secoli ha avuto questo significato, per quanto sia già duecentesco l'uso di questo termine per indicare un tipo specifico di...

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Epulone

e-pu-ló-ne

SignAntico sacerdote romano; mangione, crapulone, ghiottone

dal latino èpulo, derivato di èpulum 'banchetto'.

Volendo ipotizzare la continuità fra i significati di questa parola, si potrebbe indovinare che ai tempi dell'antica Roma gli alti sacerdoti fossero fra i pochi che si potevano permettere di essere dei ghiottoni, ma saremmo fuori strada. Per seguirla dobbiamo scantonare fra qualche vicolo cieco in una medina un po' intricata. Nel 196 a.C. fu istituito a Roma un nuovo collegio sacerdotale, quello degli epulones (all'inizio erano tre sacerdoti, poi aumentarono e diminuirono fino ad attestarsi...

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Leggings

lèghings

SignPantaloni aderenti, di solito di tessuto elasticizzato

voce inglese, da leg 'gamba'.

I leggings, a fantasia multicolore o più sobriamente neri, sono uno dei simboli della moda di questi ultimi anni. Ma in realtà non è il loro uso ad essere così recente, quanto piuttosto questa denominazione. Il termine entra nella nostra lingua, infatti, negli anni Novanta, alla fine del Ventesimo secolo, quando in effetti abbiamo cominciato ad utilizzarli più frequentemente ed a sfoggiarli con un pizzico di vanteria, mentre precedentemente si tendeva magari a tenerli coperti o a limitarne...

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Epurare

e-pu-rà-re

SignLiberare dall'impurità, rimuovere persone da un ufficio per questioni politiche o di affidabilità

dal francese épurer, derivato di pur 'puro'.

A vederla spogliata dall'etimologia pare una parola normale, solita; ma la piega che ha preso sa essere raggelante. Si tratta di un francesismo. A dire il vero il verbo epurer (con varianti come espurer) è attestato fin dagli inizi del Duecento, ma è solo alla fine del Settecento che prende i caratteri che conosciamo - e a quel punto l'italiano lo recepisce quasi subito, nel giro di pochi anni. Ma via, potrà mai essere così diversa dal purificare o dal depurare? Ebbene sì, e in modo...

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Aio

à-io

SignPrecettore, educatore

dallo spagnolo ayo, di origine incerta, forse dall'ipotetica voce gotica hagia 'custode'.

Se confrontandoci con una parola desueta mandiamo avanti il giudizio pragmatico del 'Non la userò mai', nonostante il giudizio sia assennato rischiamo di escludere dal nostro sguardo tanta parte di un orizzonte molto interessante: quando ammirando un panorama vediamo luoghi lontani non lo facciamo solo per escogitare una via per raggiungerli - piuttosto, ne godiamo mentre ci fanno intendere la meraviglia di un territorio. A leggere i dizionari, qui non ci sono significati difficili, l'aio è...

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Scaricabarile

sca-ri-ca-ba-rì-le

SignGioco che consiste nello stare schiena a schiena, intrecciare le braccia e sollevarsi a vicenda sul dorso; pratica di chi scarica su altri responsabilità, doveri, incombenze, e chi lo fa

composto di scaricare e barile.

È splendida la malizia con cui i gesti intensi di un gioco di bambini diventano una pratica di palleggiamento delle responsabilità. Ci si mette schiena contro schiena, si mettono le braccia indietro, e nel cavo dei gomiti si prendono i cavi dei gomiti dell'altro, le braccia s'intrecciano e si stringe. A quel punto con sforzo efficace ci si può sollevare a vicenda, uno alza l'altro sul dorso (le gambe che mulinano per aria), e quando ritocca terra l'altro solleva l'uno, e via e via. C'è...

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Troll

tròl

SignNelle credenze popolari nordiche, creatura maligna in forma di gigante o di gnomo che vive in luoghi solitari; online, persona che disturba, sabota le discussioni

voce norvegese, dall'antico nordico troll.

Dalle creature ambigue che s'incontrano nelle foreste della Scandinavia a quelle che s'incontrano nelle foreste della rete il passo non è breve né univoco, ma è affascinante. Si trova spesso detto che i troll sono figure della mitologia norrena, ma si deve convenire su che cosa si intende per 'mitologia': in questo caso, forse, le narrazioni fantastiche che riguardano queste creature vanno piuttosto inquadrate come folclore, come credenze popolari. Infatti non hanno un significato religioso...

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Mistero

mi-stè-ro

SignFatto, aspetto, fenomeno che non può essere spiegato chiaramente o che non si può penetrare, o che è tenuto nascosto; nella teologia cristiana, verità di fede rivelata inconoscibile con i mezzi dell'intelligenza; nell'antichità greco-romana, culto esoterico

attraverso il latino mystèrium, dal greco mystérion, derivato di mýstes 'iniziato'; da collegare al verbo mýein 'chiudere, serrare'.

'Mistero' è un termine domestico, facile, da prima pagina di rivista, eppure è nato con una caratura religiosa delle più esoteriche. Il racconto del termine inizia coi culti iniziatici greci, romani, mediorientali: il mistero era il rito per iniziati, il mistero era il culto - ricordiamo i misteri eleusini, i misteri orfici, i misteri dionisiaci, adorazioni e celebrazioni ancora avvolte da un'affascinante aura di mistero (!). Questo loro nome (si usa di solito al plurale) ci parla sì di un...

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Crociera

cro-ciè-ra

SignDisposizione di assi, sbarre o elementi architettonici in forma di croce, e punto della loro intersezione; navigazione di un certo tratto di mare per motivi bellici, di sorveglianza o ricerca, navigazione con rotta prestabilita a fini di turismo su navi lussuose

nel primo significato, derivato di croce; nei secondi, dal francese croisière, derivato di croiser 'incrociare', nel significato marittimo di pattugliare un tratto di mare.

L'immagine fondamentale di queste due parole, che convergono nella stessa forma, è la croce. E se per quanto riguarda la prima questo non stupisce, invece può non essere immediato intendere che cosa c'entri la croce col bel viaggio senza pensieri passato a navigare sul Nilo. Ma è presto detto. La crociera può essere una disposizione a croce di aste, assi, sbarre e simili, e il punto in cui queste si intersecano. Si legano a crociera le canne per far da sostegno alle piante di pomodori, il...

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