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Brullo

brùl-lo

SignNudo, spoglio, privo di vegetazione o di fogliame

etimo sconosciuto. Forse collegato a brulla 'giunco'.

Ci balza subito davanti agli occhi come una parola paesaggistica - già vediamo rotolare nel vento le sfere secche delle rose di Gerico. La colleghiamo ad ambienti aridi, spogli, privi di vegetazione - o meglio in cui la vegetazione stenta, dove le piante hanno un fogliame sparuto. Perché ciò che è brullo non è deserto: non è brulla la piana di roccia morta, la landa sabbiosa, la banchisa ghiacciata. Nel brullo l'esistenza è dura, ma la vita è pervicace. Per intendere meglio questa sfumatura...

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Inguacchio

in-guàc-chio

SignCosa sporca, pastrocchio; imbroglio, situazione intricata, confusa

dal napoletano 'nguacchià 'sporcare, lordare', forse affine a guazzo.

Anche questa è una parola che pur con un'incubazione regionale emerge in italiano di recente, solo verso la metà del secolo scorso - e comunque paiono più affermati sulla scena nazionale il nome 'inguacchio' e l'aggettivo 'inguacchiato' piuttosto che il vivido verbo 'inguacchiare', da cui derivano. Sull'origine molte fonti non si sbilanciano, c'è però chi lo vuole parente di guazzo, dal latino aquatio, quantità di liquido sparso - che in effeti può ben essere un inguacchio. Ad ogni modo...

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Trolley

tròllei

SignOrgano di presa di corrente delle motrici tranviarie e dei filobus costituito da un'asta con rotella; valigia con ruote e manico estraibile per poter essere trascinata senza sforzo

voce inglese, probabilmente derivato di (to) troll ‘muoversi (rotando)’.

Estate, tempo di ferie. E se i più fortunati tra noi sono già alle prese con la preparazione delle valigie, un po’ tutti, quando ci tocca, troviamo ormai indispensabile muoverci col comodissimo trolley: fatica dimezzata e spazio duplicato. Ecco, per noi il trolley oggi è prevalentemente, se non esclusivamente, la valigia con le ruote, ma in realtà questo prestito ha una storia lunga e articolata. Il primo significato che troviamo sul dizionario è infatti quello più antico e parallelamente...

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Sconfinferare

scon-fin-fe rà-re (io scon-fìn-fe-ro)

SignPiacere, andare a genio

etimo sconosciuto.

Ci potremmo impuntare e dire "No, voglio avere un'idea di da dove diamine può saltar fuori questo verbo" e allora si potrebbe dire "Forse, magari si tratta di un'alterazione di 'confarsi', magari attraverso un 'confinferare', come dicono alcuni" ma difficilmente si può affermare qualcosa di certo. Peraltro non si tratta di una parola la cui nascita si perde nella notte dei tempi: è attestata nel 1990. Diciamo che in merito non sono state diffuse ricerche etimologiche determinanti, e così ci...

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Traudire

trau-dì-re (io tra-ò-do)

SignUdire una cosa per un'altra; udire a tratti, confusamente

composto di tra- e udire.

Come vale per il travedere, il suffisso tra- qui ci indica una fallacia percettiva: spesso significa un 'attraverso', qui suggerisce la presenza di un velame che impaccia e confonde l'udire. Questo nocciolo si declina in due significati, che vanno tenuti distinti anche se volentieri coesistono: l'udire una cosa per un'altra, l'ingannarsi in un abbaglio uditivo che non corrisponde al vero; e l'udire a tratti, discontinuamente, in maniera confusa. Insomma, è facile che udendo in modo appena...

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Nenia

SignAntico canto funebre; canto monotono; lamento insistente, discorso noioso

dal latino nenia, di origine onomatopeica.

La nenia ci mette davanti all'intreccio di due caratteri che pur essendo spesso associati non vanno considerati tutt'uno: monotonia e noia. Originariamente la nenia era il canto funebre che nell'antica Roma accompagnava il feretro e la sua sepoltura, intonato su un suono lugubre di tibia - un flauto d'osso. Gli schemi ricorsivi e l'intonazione conferiscono alla nenia il carattere della monotonia. Peraltro Nenia fu anche nome proprio di una dea, che giusto presiedeva a questo rituale. In...

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Spirare

spi-rà-re (io spì-ro)

SignDel vento, soffiare; essere percepibile, diffondersi; infondere, ispirare. Morire, finire, scadere

nei primi significati, dal latino spirare 'soffiare, emanare, respirare'; negli ultimi, da expirare, derivato di spirare col prefisso ex- 'fuori'.

Il verbo latino spirare ci fa capire benissimo quanto vasta sia la parola di cui parliamo. Cercando una definizione che ne comprenda tutti i significati, possiamo dire che lo spirare era (ed è) principalmente un muoversi d'aria - dal vento all'effluvio al respiro. Ancora oggi diciamo che spira una brezza fresca, che spira un puzzo atroce. Questo movimento d'aria è percepito non tanto dall'occhio, non tanto dall'orecchio; ma soprattutto dai sensi della pelle e del naso, con una maggiore...

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Stralunato

stra-lu-nà-to

SignIn riferimento agli occhi, sbarrarli e stravolgerli; stravolto, fuori di sé

participio passato di stralunare, derivato di luna col prefisso stra-.

He-he-he. Che con lo stralunato c'entri la luna è chiaro. Ma con quale senso? E quel prefisso 'stra-' che mi significa? Qui una vaga intuizione può essere sostenuta da ipotesi autorevolmente condivise, e per afferrarle si deve guardare l'occhio. Lo sguardo è concentrato nel foro della pupilla, regolato dal diaframma dell'iride. Ma queste rappresentano una parte minore della superficie del bulbo oculare: non sono che un piccolo cerchio colorato nell'apertura delle palpebre - il resto è il...

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Anamnesi

a-nam-nè-si o a-nàm-ne-si

SignNella filosofia platonica, conoscenza che consiste nel ricordo delle idee eterne contemplate dall'anima prima della nascita; in medicina, raccolta di notizie sullo stato di salute passato e sulle abitudini del paziente e dei suoi familiari a fini diagnostici; parte della messa che segue la consacrazione, in cui si ricordano la passione, la risurrezione e l'ascensione di Cristo

voce dotta recuperata dal latino tardo anamnèsis, dal greco anàmnesis 'ricordo', derivato di anamimnéskein 'ricordare'.

Forse è uno dei passaggi più suggestivi della dottrina di Platone, altro che metà della mela: la conoscenza non costruisce via via qualcosa di nuovo, ma ricostruisce via via qualcosa di dimenticato. Durante la sua esistenza precedente alla nascita, l'anima contempla e conosce direttamente le idee dell'iperuranio - le forme prime, archetipiche, di ogni ente terreno reale o concettuale - dall'albero al teorema alla virtù. Le idee non sono solamente il fondamento dell'esistente (la loro...

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Apostrofe

a-pó-stro-fe

SignFigura retorica secondo la quale la voce narrante si rivolge a un uditore ideale

dal greco apostrophè, ‘deviazione’, dal verbo apostrèpho, ‘volgersi altrove’.

Immaginate di essere a Roma nel 63 a.C. Di prima mattina vi arriva un avviso: c’è da correre al tempio di Giove Statore, sul Palatino, perché è stata convocata una riunione straordinaria del Senato. Forse ha a che fare con la congiura di cui si sussurra in giro. Tutti hanno preso posto. La retorica classica prevede che l’orazione inizi in maniera soft per poi conquistare tutti con una climax ascendente culminante nell’estremo patetismo, ma Cicerone, oggi, stravolge le cose: Quo usque tandem...

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