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Geniale

ge-nià-le

SignDotato di ingegno eccezionale; che denota un ingegno eccezionale

voce dotta recuperata dal latino genialis, derivato di genius.

Come si traduce in inglese L’amica geniale di Elena Ferrante? Facile: The Genial Friend, giusto? Sbagliato: My Brilliant Friend. E “letto geniale”? Ehm... forse “genial bed”? Sì, qua ci siamo. Ma come? Quindi in inglese posso definire “genial” un letto ma non una persona? Sì che puoi, ma non vuol dire “geniale”. Ah. E comunque, che diavolo sarebbe un letto geniale, in qualsiasi lingua? Un letto matrimoniale. Cosa? E che c’è di geniale nel matrimonio? Capiremo tutto strada facendo. Il...

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Impellere

im-pèl-le-re

SignSpingere avanti con forza

voce dotta recuperata dal latino impèllere, derivato di pèllere 'spingere', con prefisso in-.

È perfino difficile dire che questo verbo ci sia, in italiano. Vi è comparso in modo episodico e non come verbo completo, ma solo in precise forme (participio passato e presente, passato remoto): non sembra esserci mai stato un "io impello". Insomma, è un latinismo pesante che non ha trovato spazio di rinnovamento in italiano (al contrario di suoi omologhi etimologici, come il verbo speculare 'espellere'). Ciò nondimeno, è un verbo basilare, attraverso cui possiamo comprendere le immagini...

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Covone

co-vó-ne

SignFascio di spighe (specie di grano) recise e legate insieme

etimo incerto; forse è un accrescitivo del latino covus, variante arcaica di cavus 'cavo'.

Che cos'è un covone? Non sono in molti a saper rispondere con precisione a questa domanda: sì, è un termine che alla grossa si riesce a collocare, tutti ce lo figuriamo nell'orbita dei campi, e in particolare delle falciature, qualcuno potrebbe perfino spingersi a dire che è un cumulo di qualcosa, magari paglia, fieno, forse spighe - di quelli sorretti dallo stollo. Ma non saremmo proprio sulla giusta strada. Il covone non è il pagliaio, non è un ammasso confuso di steli messi a mucchio...

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Peregrino

pe-re-grì-no

SignSingolare, strano; raro, straniero

voce dotta recuperata dal latino peregrinus 'forestiero, straniero', derivato dell'avverbio peregre 'fuori della città', composto di per- 'attraverso' e ager 'campo'.

Siamo davanti all'allotropo, al fratello di 'pellegrino': in questo la prima 'r' è stata dissimilata in 'l' e raddoppiata per via popolare. 'Peregrino' viene invece recuperato per via dotta direttamente dal latino, conservandosi più vicino all'originale (secondo alcuni nel Cinquecento, ma altri ne annotano l'ingresso in italiano già nel Trecento). E mentre 'pellegrino' vive essenzialmente come sostantivo descrivendo il viandante, 'peregrino' è un aggettivo, e piuttosto sottile. L'immagine...

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Ariano

a-rià-no

SignRelativo all’eresia cristiana il cui eresiarca fu il teologo Ario; secondo la concezione razzista e antisemita, chi appartiene alla razza nordica (o bianca in generale)

Nel primo caso dal latino ariànus ‘relativo ad Ario’; nel secondo dal sanscrito आर्य (Ārya) ‘Ario, rispettabile, onorevole’.

Innanzitutto, togliamo di mezzo uno dei due significati (la cui derivazione non ha niente a che fare con quella dell’altro significato): ariano era il seguace dell’arianesimo, eresia derivante dalle concezioni di Ario, teologo cristiano berbero che visse a cavallo tra il terzo e il quarto secolo, secondo cui il Figlio, all’interno della Trinità, sarebbe stato subordinato al Padre (negava, in somma, la consustanzialità della Trinità). Detto ciò, facciamo un lungo salto nel tempo per arrivare...

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Digradare

di-gra-dà-re (io di-grà-do)

SignDiscendere, abbassarsi a poco a poco, smorzarsi

dal latino tardo degradare, derivato di gradus 'passo, scalino, grado'.

Sorte strana di due gemelli. 'Digradare' e 'degradare' hanno lo stesso identico patrimonio genetico linguistico (sono allotropi, due varianti); nascono dal degradare latino, eppure la selezione di un'alterazione minuscola (una 'i' per una 'e'), anzi diciamo in genere le vie prese per affermarsi in italiano (dotta il degradare, addirittura con un passaggio attraverso il dégrader francese, popolare il digradare), hanno scavato fra le due e i loro significati una voragine. Tanto è svilente, ...

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Estirpare

e-stir-pà-re (io e-stìr-po)

SignSradicare, eliminare alla radice, distruggere

voce dotta recuperata dal latino extirpare, composto parasintetico di stirps 'tronco, radice, parte inferiore dell'albero', ma anche 'getto, pollone, ributto', e figuratamente 'stirpe', con prefisso ex-.

Questo verbo descrive un'azione che richiede una forza davvero intensa, e in buona parte bruta. Quando dell'albero seccato che vogliamo rimpiazzare abbiamo tagliato tutti i rami e resta solo mezzo tronco, inizia il difficile. Le radici lo tengono profondamente stretto alla stessa terra compatta su cui devi fare leva per smuoverlo, si estendono in ogni direzione; e anche facendo un lavoro certosino con la lama di una vanga, cercando di spezzare dintorno tutte radici che puoi, la riuscita non...

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Livrea

li-vrè-a

SignVeste con stemma e colori del casato che i nobili donavano ai familiari e al proprio seguito; divisa della servitù; insieme dei colori e disegni di pelle, pelo, piumaggio, che vaira in base al ciclo riproduttivo o stagionale

dal francese livrée, che propriamente è il femminile del participio passato di livrer 'consegnare, fornire', dal latino liberare.

Quando si mutua una parola da una lingua straniera, possono accadere cose curiose. Ad esempio, se si introduce in italiano dopo un secolo e mezzo dalla sua attestazione in francese, possono essere cambiate le mode a cui si attagliava, e può quindi arrivare già un po' diversa da quel che era in origine. La livrée francese (attestata alla fine de Ducento) era la veste che il nobile, magari il sovrano stesso, forniva ai familiari, ai dignitari della sua corte, al suo seguito e ai suoi...

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Rappattumare

rap-pat-tu-mà-re (io rap-pat-tù-mo)

SignRiconciliare, spesso in maniera provvisoria; come riflessivo reciproco, riconciliarsi

composto parasintetico di patto.

Questa parola è una risorsa formidabile, e ci mette sul tavolo contemporaneamente una quantità sorprendente di sfumature. Guardandola senza conoscerla qualcuno ci potrebbe vedere dentro il 'pattume', e non sarebbe proprio un errore, anche se non si sta parlando di quel pattume. Infatti il centro del rappattumare è il patto, voce dotta recuperata in italiano nel XIII secolo dal pactum latino: a questo nome si aggiungono degli affissi - un vagone in testa e due in coda - con una complessità...

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Schifiltoso

schi-fil-tó-so

SignDi gusti difficili, esigente, pretenzioso

da schifiltà, derivato di schifo.

Come accade spesso, per quanto sia chiaro ed evidente che l'aggettivo 'schifiltoso' deriva da 'schifo', ciò che manca alla conoscenza comune è il passaggio intermedio - quello che nasconde il segreto della forme e della sfumatura dello schifiltoso. L'anello mancante è la schifiltà, che oggi potremmo descrivere a ritroso come l'essere schifiltoso, la qualità dello schifiltoso, ma che piuttosto ne sarebbe la base - un insieme di avversione, sprezzo, ritrosia, digusto sussiegoso, ripugnanza,...

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