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Ecumenico

e-cu-mè-ni-co

SignGenerale, diffuso; universale

voce dotta recuperata dal latino tardo oecumenicus, dal greco oikoumenikòs, aggettivo di oikouméne (gê) 'terra abitata'.

Questa parola è una risorsa splendida e raffinata, e purtroppo però è nota solo per frequentare espressioni ingessate come 'concilio ecumenico' - che per inciso è il genere di concilio ecclesiastico a cui sono convocati tutti i vescovi cristiani per risolvere questioni dogmatiche o per definire orientamenti futuri. Grande dignità, versatilità poca. Si dice ecumenico il generale, il sommamente diffuso, addirittura l'universale. Approda a questo significato da un'immagine splendida: la terra...

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Ambulacro

am-bu-là-cro

SignCorridoio, portico per il passeggio; settore del dermoscheletro dei ricci di mare che ne è organo locomotore

voce dotta recuperata dal latino ambulacrum, derivato di ambulare 'camminare' con suffisso -crum che indica mezzo o strumento.

Questa parola è piuttosto affascinante, ma specie nei suoi significati architettonici ha un carattere ambiguo. Compare in italiano come voce dotta in tempi recenti - si parla dell'inizio dell'Ottocento - e viene usata in maniera versatile per indicare spazi molto diversi fra loro. Infatti 'ambulacro' viene impiegato in archeologia per descrivere gli ampi portici romani sotto i quali si poteva passeggiare dilettevolmente, ma troviamo gli ambulacri anche nei templi antichi e nelle chiese...

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Perequare

pe-re-quà-re (io pe-rè-quo)

SignPareggiare, distribuire, ripartire equamente;

voce dotta recuperata dal latino tardo peraequare, composto di per- 'fino in fondo' e aequare 'pareggiare', che è da aequus 'pari'.

Questa è una parola che sa subito di ricercato, e per diversi motivi. Innanzitutto è etimologicamente una voce dotta, cioè recuperata di sana pianta dal latino e infilata in italiano dai dotti (in questo caso nel Cinquecento) senza che nei secoli fosse stata usata e usurata popolarmente con continuità. Quindi ha un certo pedigree. Ma soprattutto unisce due elementi che anche separati hanno, al nostro orecchio, un'aura fine. Il prefisso 'per-' qui ha il significato di 'fino in fondo', e ha...

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Cucco

cùc-co

SignBeniamino, favorito, in senso spregiativo; cuculo; babbeo

voce onomatopeica.

È vero: 'cucco' non è un termine su cui ci si interroga molto, ma è in buona parte imperscrutabile, e per un verso o per un altro ce lo abbiamo pronto sulla lingua. Ebbene, non è un termine solo: in questa forma, molto familiare, convergono parole diverse, e il fatto curioso è che in massima parte sono onomatopeiche. Innanzitutto è un equivalente di 'cocco', non quello della noce ma il giovane beniamino, il prediletto, il favorito - il cocco della mamma, della maestra e via cliché dicendo....

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Incespicare

in-ce-spi-cà-re (io in-cé-spi-co)

SignInciampare, mettere il piede in fallo

composto di in- 'dentro, contro' e cespicare dal latino tardo caespitare 'inciampare in una zolla di terra'.

Questa parola ci mette davanti a una curiosa opzione della lingua: per descrivere l'atto involontario del mettere il piede in fallo, si richiama volentieri ciò contro cui il piede sbatte. Vale per l'intoppare, che si riferisce al ceppo, e vale per l'incespicare, che si riferisce alle zolle di terra - anche se i riferimenti nell'uso si diluiscono fino a non essere più percepiti. (L'inciampare, invece, si riferisce alla gamba, alla zampa stessa che falla.) Quando pensiamo al cespo ci viene in...

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Striminzito

stri-min-zì-to

SignMagro, gracile; stretto, piccolo; scarso, esiguo, misero

participio passato di striminzire, voce toscana di etimo incerto, forse alterazione di stremare, forse accostamento fra stremare e mencio.

Questa parola è un trionfo di 'i', la vocale del minuto, dello stretto, dell'asfittico. Ed è un trionfo recente: in certe varianti (come stremenzire) è attestata solo nel Settecento, e ancora all'alba del Novecento 'striminzire' era percepita come toscanismo. Non è una parola aulica, ma ha la blanda ricercatezza dei termini coloriti, altamente espressivi. L'origine è tutt'altro che trasparente: gli studiosi convergono sull'ipotesi di un incrocio poco ortodosso, di formazione torbida ma...

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Anastrofe

a-nà-stro-fe

SignFigura retorica che consiste nell’inversione dell’ordine «normale» o «abituale» delle parole

dal greco anastrophé ‘inversione’.

Come da definizione, l’anastrofe è l’inversione dell’ordine normale o abituale delle parole. Ma che differenza c’è tra l’ordine normale e quello abituale? Come fa notare Bice Mortara Garavelli (cruscante esperta di retorica) nel suo Manuale di retorica, la distinzione c’è ed è molto importante. L’ordine abituale, infatti, è quello che più tipicamente si riscontra nell’uso, mentre quello normale fa riferimento alla norma linguistica, e cioè a quello standard astratto di lingua che rappresenta...

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Appurare

ap-pu-rà-re (io ap-pù-ro)

SignAccertare, verificare, controllare, riconoscere la verità di qualcosa; depurare

dallo spagnolo apurar, composto parasintetico di puro 'puro'.

Il passaggio semantico che porta il 'depurare' fino al 'verificare' avviene già nello spagnolo del XIII secolo: l'italiano recepisce questo verbo a giochi fatti, nel Seicento. Sappiamo che appurare vuol dire accertare, chiarire, controllare la verità di qualcosa, in un registro piuttosto curato. Appuro che non stia passando nessuno e faccio una rapida inversione, andando giusto incontro ai vigili della municipale che non avevo notato e mi fermano; nella ricerca clandestina di squisitezze...

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Perfuntorio

per-fun-tò-rio

SignSuperficiale, trascurato, poco approfondito

dal latino perfunctorius 'superficiale, negligente, leggero', da perfungi 'adempiere pienamente, portare a termine', derivato di fungi 'compiere, eseguire' con prefisso per- intensivo.

Questo aggettivo non è sulla cresta dell'onda, anzi è piuttosto desueto, nemmeno si trova su tutti i dizionari. Curiosamente il suo omologo inglese 'perfunctory', invece, è molto più vitale, e chissà che rimbalzando nelle traduzioni non contribuisca a rinfondergli linfa. Anche perché è un termine davvero splendido. Il significato è semplice: si dice perfuntorio il superficiale, il trascurato, il poco approfondito - giusto i medesimi significati che aveva l'aggettivo latino perfuntorius. Qui...

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Spilungone

spi-lun-gó-ne

SignPersona molto alta e magra

probabilmente dal latino perlongus 'lunghissimo', da longus, con prefisso per- superlativo.

Questa parola non ha un respiro colossale. Però nella circoscrizione del suo significato permette ai nostri discorsi un colore tanto piacevole quanto preciso: denota una persona alta e magra, e lo fa da un lato con una sfumatura di blanda ricercatezza, perfino con gusto rétro, dall'altro con una spiccata inclinazione all'ironia bonaria. I termini che significano caratteri fisici esagerati spesso sono poco lusinghieri, ma qui difficilmente troviamo malizia (anche perché è un carattere in...

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