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Metamorfosi

me-ta-mòr-fo-si

SignTrasformazione, passaggio di stato; in zoologia e botanica, evoluzione da uno stadio a un altro

Dal latino metamorphòsis ‘trasformazione’, a sua volta dal greco metamòrphosis ‘trasformazione’, derivato da metamorphòo ‘trasformare’, composto di meta- ‘oltre’ e morphé ‘forma’

Capita che noi Italiani, in pseudo-latino, diciamo: dulcis in fundo. Ora, come il dolce, alla fine del pasto, fa risintonizzare le papille gustative, allo stesso modo questa metamorfosi di oggi non è una figura retorica vera e propria, ma per un paio di motivi possiamo inserirla in questo ciclo di parole. Se poi, tornando al cibo, ricordiamo che primo di mare e tiramisù, in momenti diversi, finiscono comunque nello stomaco, tutto va bene. Ovviamente, per non tralasciare niente, vediamo i...

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Iattura

iàt-tù-ra

SignIl gettare via; disgrazia, sventura, danno

voce dotta recuperata dal latino iactura 'ciò che viene gettato, danno, perdita', der. di iàcere 'gettare'.

Vista l'affinità semantica, oltre a quella morfologica, si può pensare che la iattura sia parente stretta della iettatura, perfino una semplice variante; e in effetti c'è più di una mera affinità semantica: la scaturigine etimologica è la stessa, cioè il verbo latino iàcere 'gettare'. Ma convergono sulla disgrazia, sulla sventura, solo dopo aver tracciato due archi ampi e diversi - due storie che nascono insieme e s'incontrano solo alla fine. La iattura emerge in italiano come l'atto del...

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Adombrare

a-dom-brà-re (io a-dóm-bro)

SignCoprire d'ombra; velare, offuscare; simboleggiare, fare immaginare, rappresentare velatamente; come intransitivo pronominale turbarsi, irritarsi, o spaventarsi davanti a un'ombra

voce dotta recuperata dal latino adumbrare 'fare un abbozzo, uno schizzo', composto parasintetico di umbra 'ombra'.

È in parole come questa che forse si nascondono le raffinatezze più sottili della nostra lingua. Non sembra sia costituita da elementi difficili da intendere, eppure schiude dei significati così intelligenti. Il primo significato che riconosciamo, il più semplice, è quello di coprire d'ombra. Le nuvole temporalesche adombrano la campagna, l'infittirsi dei rami adombra il sentiero, la stanza è adombrata da tendaggi pesanti. Da un significato del genere è facile arrivare all'offuscare: la...

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Birignao

bi-ri-gnà-o

SignDizione leziosa e artificiosa, con pronuncia nasale e vocali finali allungate

voce onomatopeica, con probabile allusione al miagolio.

È sempre difficile descrivere i suoni astraendoli per iscritto, e se poi si parla di pronunce particolari la via si fa aspra. Infatti questo caso stupisce perché la semplice descrizione dizionaristica, invece, è in grado di renderci un quadro d'immediatezza solare: di che suoni si parla si capisce subito. Il birignao è una dizione leziosa fino al ridicolo, affettata, malamente teatrale, resa con una pronuncia nasale e vocali finali allungate. Basta provare. Peraltro la sua origine ...

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Gala

gà-la

SignLusso, sfarzo; festa solenne ed elegante; ornamento di tessuto

nei primi significati dal francese antico gale 'piacere, divertimento'; nell'ultimo da galone, dal francese galon, che è dal verbo galonner 'ornare il capo con una benda'.

Questa non è una sola parola, sono almeno tre. Possiamo acchiapparle tutte chiedendoci se la gala, ossia l'ornamento di tessuto, c'entri qualcosa con la sera di gala. Be', è dibattuto se siano imparentate etimologicamente: la prima compare in italiano del XIII secolo, la seconda a metà del Cinquecento, ma certo dove c'è gala è più probabile la presenza di gale. Per il galà, alla francese, invece si devono aspettare gli anni Ottanta del Novecento. La gala è innanzitutto il lusso, l'eleganza...

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Borire

bo-rì-re

SignFar levare in volo la selvaggina

etimo incerto, forse di origine longobarda.

Voilà, una parola poco conosciuta e poco interessante, si potrebbe pensare d'acchito. Se poi anche l'etimologia è incerta e sui pochi dizionari che la registrano si parla solo di una plausibile derivazione dall'ipotetica voce longobarda burrjan, dovremmo essere pronti a passare oltre. Ma guardiamo meglio. Questa parola, ovviamente del lessico venatorio, è molto precisa. E descrive un'azione che è ben radicata nel nostro immaginario: l'azione di far levare in volo gli uccelli quietamente...

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Rigattiere

ri-gat-tiè-re

SignChi di mestiere compra e rivende roba usata, vecchia, di scarso valore

probabilmente dall'ipotetica voce latina recaptare 'comprare e rivendere'.

Alcuni dizionari vogliono che il rigattiere sia d'ascendenza francese: verrebbe dal regrattier, il venditore al dettaglio, nome di origine francone, più precisamente dall'ipotetica voce krattōn, che curiosamente è alla base del nostro 'grattare', e in effetti l'associazione fra la vendita al minuto e il grattare è affascinante, di sottigliezza poetica. Ma ipotesi più recenti, piuttosto che cugino del grattare, vedono nel rigattiere un parente della regata e del ricatto, che per diversissime...

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Hub

hab

SignAeroporto scelto da una compagnia aerea come scalo di collegamento da e per destinazioni secondarie; in informatica, dispositivo che in una rete funge da nodo di smistamento dei dati

voce inglese, propriamente 'snodo', figuratamente 'punto centrale'.

Un ingresso piuttosto recente, risalente agli anni ’90 del Ventesimo secolo, dato che modernissimo è anche il significato di questo monosillabo, almeno per quanto riguarda gli usi diffusi nella nostra lingua. L’hub, che sia un porto o un aeroporto, è un centro di raccolta di gran parte del traffico in un determinato paese, un fulcro che unisce anche solo per brevi momenti arrivi e partenze da e per ogni dove. È quindi fondamentalmente un punto di snodo, in cui persone e merci sostano giusto...

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Calamaio

ca-la-mà-io

SignBoccetta che contiene inchiostro per scrivere

dal latino tardo calamarius, derivato di calamus 'penna'.

Non sarà proprio quel termine che, compreso meglio, rivoluziona la capacità espressiva, ma un paio di carte interessanti ce le ha anche lui. Come sappiamo, il calamaio è una boccetta, un vasetto: contiene sciolto l'inchiostro che di solito vediamo intrappolato nelle anime delle penne (che paura), e si usa intingendovi continuamente la punta di un semplice pennino - perché in pochi tratti l'inchiostro finisce e il segno s'interrompe. Il nome è desueto perché è desueto l'oggetto: al massimo...

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Falansterio

fa-lan-stè-rio

SignNell'utopia di Fourier, città-edificio destinata ad accogliere le abitazioni e le attività produttive di un'intera comunità; in senso spregiativo, grande edificio densamente abitato

da phalanstère termine coniato dal filosofo francese Charles Fourier all'inizio del XIX secolo, composto dal phálagks 'falange' e dal suffisso di monastère 'monastero'.

L'alba della civiltà industriale è stata ricca di utopie sociali. Quella di Charles Fourier non è eccezionale, piuttosto ha il pregio di inserirsi con idee molto chiare, per certi tratti, in un filone architettonico, urbanistico, sociale che durava da secoli e che per secoli sarebbe durato. Il falansterio, come il conio ci suggerisce, subisce la suggestione del monastero quale comunità sociale, spirituale ed economica autonoma e separata. In questo genere di mastodontica struttura (da...

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