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Croscio

crò-scio

SignFragore d'acqua che cade abbondante e violenta

da crosciare, di origine onomatopeica.

Riassaggiare un cibo senza il sale né le spezie che usiamo di solito permette di recuperarne un sapore inusuale e autentico. Talvolta, anche riassaggiare una parola con un prefisso in meno ha lo stesso effetto. Si parla spessissimamente di 'scrosci', fragorosi rovesci d'acque: mamma mia che scroscio, è tutto bagnato perché c'è stato uno scroscio improvviso, e se poi ci impelaghiamo negli usi figurati fra scrosci di applausi e di articolazioni sbilenche non la finiamo più; ma scomponendo lo...

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Rudimentale

ru-di-men-tà-le

SignElementare, che riguarda una fase iniziale di apprendimento; rozzo, approssimativo, abbozzato

da rudimento, voce dotta recuperata dal latino rudimentum 'primo ammaestramento', derivato di rudis 'rozzo'.

Siamo davanti a una parola (a una famigliola di parole) che dà l'impressione di essere molto adulta. Infatti il profilo del rudimentum è già nel primo latino imperiale quello che riconosciamo nel nostro 'rudimento' - che viene ripreso in italiano nel Seicento. Esso partecipa allo stesso gioco dell'erudito: anche se ci pare dotto, d'ingegno alto e pulito, letteralmente l'erudito sarebbe il dirozzato, chi si è tratto fuori da un essere rude, rozzo. Evoca lo stadio primitivo abbandonato....

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Bordeggiare

bor-deg-già-re (io bor-dég-gio)

SignNavigare di bolina; destreggiarsi fra le difficoltà; sfiorare un argomento

derivato di bordo, di origine germanica.

Complesso e splendido, questo verbo richiede un paio di note. La bordata è ciascun tratto dritto della traiettoria a zig-zag percorsa dalla nave a vela che risale un vento contrario: così come nella bordata più nota, quella balistica, che conosciamo come salva esplosa dai cannoni di uno stesso lato della nave, in questa bordata il veliero offre al vento uno stesso bordo. Perché va ricordato, il termine 'bordo', così ampio e generico, a tratti perfino astratto, è in primis ciascuno dei due...

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Rimpinguare

rim-pin-guà-re (io rim-pìn-guo)

SignImpinguare di più o di nuovo; arricchire

derivato, col prefisso ri-, di impinguare 'far ingrassare, riempire, arricchire', che è dal latino tardo impinguare, derivato di pinguis 'pingue, grasso'.

Siamo davanti al personaggio di maggior successo dell'intera famiglia del 'pingue'; il che è curioso, perché subisce più derivazioni, e anche se magari lo usiamo con scioltezza intuitiva, il sentiero che porta dal pingue al rimpinguare è articolato, e ci lascia qualche bella ambiguità. Se l'amica mi dice che mi vede pingue, il registro aulico del termine attenua appena il fatto che mi veda grasso - anche perché è improbabile intendesse pingue nel senso di ricco, di opulento. Impinguare,...

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Ingarbugliare

in-gar-bu-glià-re (io in-gar-bù-glio)

SignMescolare più cose insieme in modo da confonderle, intricare; confondere

da garbuglio, di etimo incerto.

Per quanto i dizionari facciano uno sforzo notevole di astrazione, non si può girare intorno al fatto che l'ingarbugliare, oggi, ha come oggetto ciò che, figuratamente o concretamente, ha forma di filo, è ordinato e continuo come un filo. Ovviamente se non sono attento finisco per ingarbugliare i cavi sotto alla televisione, ho smesso di seguire la serie perché la trama si è ingarbugliata troppo, non ho riarrotolato subito la catena e ora è irrimediabilmente ingarbugliata, ti faccio un...

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Copyright

copiràit/còpirait

SignTitolarità del diritto di riproduzione di un’opera d’ingegno

voce inglese, composto di copy ‘riproduzione, copia’ e right ‘diritto’.

Copyright o diritto d’autore. La necessità di tutelare la proprietà intellettuale di autori e artisti viene sentita già in tempi ormai piuttosto remoti, e non stupisce quindi che questo anglicismo abbia cominciato a circolare nel nostro lessico già a fine Ottocento. L’equivalente italiano è senza dubbio diffusissimo, e le due espressioni si affiancano e si sovrappongono ormai molto comunemente, anche se letteralmente c’è una sfumatura che le differenzia leggermente: nel termine inglese viene...

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Feretro

fè-re-tro

SignBara coperta dal drappo funebre; bara

voce dotta recuperata dal latino feretrum, che è dal greco phéretron, derivato di phérein 'portare'.

L'origine di un termine, col suo nocciolo di significato, non ci sta sempre ritta davanti agli occhi; questo è vero anche quando l'etimologia è piuttosto trasparente, per esempio anche quando all'orecchio di molte persone il suono 'fero' evoca il senso di un 'portare'. Insomma, non capita spesso di considerare come elemento essenziale del feretro il fatto che si porti. In latino feretrum aveva dei significati un po' più aperti: non era solo la cassa da morto, ma anche la portantina su cui...

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Conculcare

con-cul-cà-re

SignSchiacciare, calpestare con forza; opprimere, oltraggiare

voce dotta, recuperata dal latino conculcare, coi medesimi significati, composto di cum- e calcare 'calpestare'.

Lo riconosciamo subito come verbo fratello (il solo, e certo meno noto) dell'inculcare. Differiscono solo per il prefisso, no? Eppure il significato, potere dei prefissi, partendo da una radice uguale prende due dimensioni profondamente diverse. Partono entrambi dal calcare latino, un premere, un calpestare. L'inculcare preme dentro, infilando, introducendo, e perciò persuadendo in maniera praticamente irreversibile (pensiamo a un pregiudizio fin da piccoli), in virtù...

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Corista

co-rì-sta

SignChi canta in un coro; chi canta accompagnando un cantante di musica leggera; direttore del coro di una chiesa; diapason, strumento che dà l'intonazione

da coro, che attraverso il latino chorus viene dal greco chorós.

Questa parola ha delle complessità che nella registrazione semplice che tutti ne abbiamo fatto sono quasi sicuramente sfuggite. Se dico che un corista è parte di un coro, nessuno si stupisce; ma questo dato va a parare in direzioni diverse (non dico tanto da diventare un'enantiosemia, ma però...). Il corista ci pare invariabilmente una figura secondaria: addirittura certi dizionari accolgono come significato figurato comune di 'corista' quello di 'non protagonista', o di 'elemento di un...

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Cascame

ca-scà-me

SignResiduo, scarto della lavorazione di un materiale, spesso riutilizzabile; produzione in eccesso; parte peggiore di un pensiero, di un'ideologia, della produzione di un autore

derivato di cascare, che viene dal latino casus 'caduta', attraverso l'ipotetica voce del parlato casicare.

L'attestazione di questa parola è di poco successiva all'unità d'Italia, e anche se ha il sapore di un termine tecnico, in certi usi ricercato, è una parola umile e semplice. Parte dall'osservazione naïf di come la lavorazione di certi materiali produca un continuo cascare di trucioli, residui di cimature, ritagli, fibre, viluppi di filacce - perché ciò che interessa, il materiale che si lavora, è tenuto alto su tavoli, telai, torni. Il cascame o i cascami sono scarti che poi possono essere...

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