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Kit

chìt

SignL’insieme dei pezzi necessari per montare da soli un qualsiasi manufatto; confezione contenente la completa attrezzatura utile per un determinato scopo

voce inglese, 'corredo, attrezzatura'.

Certamente, tra i tanti anglicismi accolti nella lingua italiana, il kit è uno di quelli che ha subìto minori variazioni e che si presenta pressoché integrale nei suoi vari aspetti. I significati corrispondono in maniera quasi perfetta nelle due lingue, così come la struttura monosillabica del termine non permette eccessive variazioni che riguardino la pronuncia. È probabile che sia proprio la brevità del termine a richiamare immediatamente l’essenzialità di ciò che indica: il kit è infatti...

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Invaghire

in-va-ghì-re (io in-va-ghì-sco)

SignFar nascere in qualcuno un sentimento d'amore, attrarre

composto parasintetico di vago, dal latino vagus, con prefisso in- 'dentro'.

Anche nell'invaghire e nell'invaghirsi troviamo il 'vago' nel suo significato più raro e aggraziato: i profili dell'errante, dell'instabile e dell'incerto con cui di solito lo conosciamo qui sconfinano nel desideroso — quasi a disegnare una ricerca costante nella sua volubilità, un movimento libero e indeciso verso qualcosa. Si può essere vaghi di rinnovamento, vaghi di sentimenti appassionati, vaghi di qualcosa da sgranocchiare. L'invaghire aziona e direziona in un in questo sentimento...

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Periglioso

pe-ri-glió-so

SignPericoloso

da periglio, che viene dal provenzale perilh (péril in francese), derivato del latino perìculum.

Non si deve pensare che le parole classificate come 'letterarie' o 'poetiche' siano anche oggi caratteristiche della letteratura o della poesia: quando si parla di registro letterario di una parola, cioè del fatto che appartenga a una varietà letteraria, molto elevata e ricercata, tendenzialmente si parla di parole letterarie (o poetiche) vecchie. Questo però non significa che siano astruse e polverose: esse vivono con una vivacità brillante. Certo nella letteratura passata (rispetto a cui...

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Glorioso

glo-rió-so

SignChe ha o dà gloria, degno di venerazione

voce dotta recuperata dal latino gloriosus, derivato di gloria.

Sic transit gloria mundi: così passa la gloria del mondo. Quante volte l’abbiamo sentita e letta, questa frase latina, magari come epigrafe su una tomba, a ricordarci il carattere effimero di ogni grandezza umana. Un tempo, il cerimoniere la ripeteva tre volte al neoeletto papa, mentre – per rendere più icastico il concetto – gli bruciava davanti un batuffolo di stoppa. Ma davvero la gloria è sempre e solo passeggera? Indubbiamente, a livello semantico la parola gloria ha sempre recato lo ...

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Frumento

fru-mén-to

SignGrano

voce dotta recuperata dal latino frumentum 'grano', derivato dal verbo frui 'godere, fruire di'.

In parole come questa la nostra lingua conserva un discernimento antico e fondamentale: è buffo che il termine 'frumento' ci paia soltato un nome più ricercato per indicare il grano. Ora, proprio 'grano' era il termine popolarmente più in uso in Italia durante il medioevo (non lo è ancora oggi?), a partire dal granum latino. E granum è un termine eccezionalmente interessante, perché scaturisce da una radice antica che ritroviamo in quasi tutte le lingue d'Europa: una radice che significa...

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Lemme

lèm-me

SignNella locuzione 'lemme lemme', adagio, con flemma.

forse dal latino solèmnis 'solenne'.

È all'inizio del Seicento che il lemme, anzi il lemme lemme fa la sua comparsa sulla scena dell'italiano, nell'amena opera di Girolamo Leopardi Capitoli e canzoni piacevoli (in particolare, nella descrizione di un idillio da taverna). Il lemme lemme ha un passo lento, procede adagio adagio; non per pigrizia o svogliatezza, non per impedimento o sfiancamento. È determinato da una serenità che esilia la fretta, da una mente tranquilla: l'assenza di frenesia nello spirito si ripercuote nella ...

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Putativo

pu-ta-tì-vo

SignChe è creduto tale pur senza esserlo, apparente; in diritto, di situazione giuridica che non sussiste ma è creduta sussistente dall'interessato

voce dotta recuperata dal latino tardo putativus 'apparente, supposto', da putatus, participio passato di putare 'credere'.

Il putare latino risuona in una quantità di parole italiane molto diverse fra loro: dall'imputato alla disputa, dalla reputazione alla computazione al deputato. Pur se in sfaccettutature delle più diverse, ci parla sempre di una valutazione, di un conto, di una considerazione — infatti il putare non è un verbo dallo smisurato bacino di significati: sono fertili ma piuttosto circoscritti, ed è in base al prefisso che cambiano volto. Qui però, col putativo, siamo davanti a un derivato diretto...

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Bahuvrīhi

ba-hu-vrì-hi

SignIn linguistica, composto che denota un referente specificando una certa caratteristica o qualità che il referente possiede

dal sanscrito बहुव्रीहि (bahuvrīhi), 'che possiede molto riso', quindi 'ricco'.

Ecco, ci risiamo. Si parla di parole comuni, tipo riso, zucchero, lillà... e poi spunta la linguistica a complicare le cose. Abbiamo già affrontato la questione della composizione in sanscrito quando abbiamo scoperto la parola dvandva (che indica i composti copulativi, come “cassapanca”, che è una cassa ed è anche una panca): tirando in ballo un po’ di numeri, in sanscrito i composti sono il 22% delle forme linguistiche attestate, contro il 6.1% del greco e il 2.5% del latino (lingua...

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Rada

rà-da

SignInsenatura naturale o artificiale, adatta al riparo delle navi; rifugio

attraverso il francese rade, dall'inglese antico rade.

Non solo le persone, ma anche le parole possono essere omonime, e quello stupore smarrito, divertito e passeggero dell'incontrare una persona che si chiama come qualcuno che conosciamo bene, lo vivamo anche con le parole. Nell'avvicinarci a 'rada', parola squisita e pacifica che ci parla di navigazione, non si può scostare dal pensiero che è rada è anche una capigliatura non folta, una boscaglia troppo sfruttata, né l'immagine di un uomo che si rada la barba. E per quanto queste...

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Repentaglio

re-pen-tà-glio

SignGrande rischio o pericolo

probabilmente dal francese antico repentaille, derivato di repentir 'pentirsi'.

A volte si può notare, con sopracciglio alzato e sorriso olimpico, che la pigrizia insacca certe parole in espressioni cristallizzate da cui poi non riescono più a uscire. Si sa, oggigiorno, la decadenza. Ebbene, in realtà è un fenomeno che conoscevano benissimo anche i nostri antichi nonni: 'mettere a repentaglio' è una locuzione attestata nel Trecento, mentre per avere un'attestazione di 'repentaglio' fuori da espressioni del genere (in un dizionario, peraltro) si deve aspettare...

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