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Altrove

al-tró-ve

SignIn un altro luogo

dal latino aliter ubi propriamente 'diversamente dove'.

Se 'ove' ci suona davvero ricercato, di un tono poetico o aulico che sconfina spesso nell'affettazione, 'altrove' ci suona invece come una parola delle più consuete e amichevoli. Eppure, anche se è usata universalmente in maniera disinvolta, ha le sue cifre sottili. Innanzitutto è una parola senza parole sinonime — almeno attualmente: in antico è esistito un 'altronde' che oggi troviamo nel d'altronde come si trova la conchiglia sulle Dolomiti. È quindi una freccia unica al nostro arco...

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Trangugiare

tran-gu-già-re (io tran-gù-gio)

SignInghiottire in fretta, avidamente; inghiottire con difficoltà, a forza; reprimere, soffocare

probabilmente derivato dal lucchese gogio, adattamento del settentrionale gos 'gozzo', che a sua volta viene dal gallico geusiae 'fauci', con prefisso tra- 'attraverso'.

L'evoluzione di alcune parole è tutt'altro che netta, e spesso capita che una costruzione dionisiaca, disinvolta, con mutazioni e intrusioni germinate lungo percorsi geografici inattesi, generi un carisma stupefacente. L'unica porzione trasparente del trangugiare è il prefisso, un 'tra-' che inizia a parlarci di un 'attraverso' che entra in bocca: ma se la testa della parola si riconosce ancora, il resto è già masticato e scomparso nella gola. Quella 'n' non è facile intendere da dove salti...

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Gratulazione

gra-tu-la-zió-ne

SignRallegramento, congratulazione

voce dotta, recuperata dal latino gratulatio 'congratulazione, rallegramento', da gratus 'grato'.

A volte è togliendo un prefisso che da una parola comunissima se ne fa una letteraria — senza neppure stravolgere il significato. Questo può sembrare strano, ma vediamo il nostro caso. Gratulazione: a guardarla si capisce subito che si parla di rallegramenti, di congratulazioni. Anzi, è evidente che si tratta di un più trasparente 'congratulazione' senza il prefisso 'con-'. Sia la gratulazione sia la congratulazione ci parlano di un'espressione verbale di gioia, gradimento, ammirazione,...

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Capitare

ca-pi-tà-re (io cà-pi-to)

SignArrivare, specie per caso; accadere; presentarsi per caso

attraverso l'ipotetica forma del latino parlato capitare, dal latino caput 'capo'.

Il capitare sa subito di caso inatteso. Si vede bene che dentro c'è il caput latino, e quindi magari ciò che capita dev'essere ciò che arriva fra capo e collo, o anche solo sul capo. No? In effetti le cose sono un po' diverse. Il capo, nel capitare, ha un valore figurato che ce lo racconta come un punto, un fine. Tant'è che quando emerge in italiano (ai suoi albori, per via popolare), ha i significati di giungere, di far capo, di finire — fin da subito con una certa sfumatura di casuale, di...

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Slide

slàid

SignDiapositiva; l’immagine proiettata della stessa

voce inglese, dal verbo to slide ‘scivolare, scorrere’, di origine germanica.

A ciascuna epoca i propri termini. Quello della slide è un tipico esempio di come, da qualche tempo a questa parte, alcune importazioni inglesi si stiano facendo spazio nella lingua italiana per coprire un ambito semantico relativamente recente ed in costante evoluzione, quello della tecnologia e dell’informatica, in maniera spesso ristretta e precisa. A differenza della lingua madre, in cui la parola slide è ricchissima di significati, per noi il riferimento è pressoché univoco: basta...

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Capiente

ca-pièn-te

SignChe può contenere molte cose o persone; di bene, che può coprire una certa passività

voce dotta, recuperata dal latino capiens, participio presente di càpere 'prendere, contenere'.

Vista la chiara matrice latina può stupire che questa parola sia invalsa relativamente di recente: è attestata alla metà dell'Ottocento, e ancora all'inizio del Novecento in tanti dizionari non compare. Eppure ha un'aria così consueta, come solo le parole di uso sbrigativo e quotidiano sanno avere — e pochi concetti sono sbrigativi e quotidiani come le indicazioni di misura. Essa recupera il latino capiens, participio presente di càpere. Il significato primo di questo verbo è 'prendere', ma...

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Zaffo

zàf-fo

SignTappo conico di legno ricoperto di tessuto usato per turare la spina di botti e tini; tampone di garza usato per medicazioni o per fermare emorragie

dall'ipotetica voce longobarda zappo o zapfo.

Capita spesso che parole che non si conoscono, o che restano al margine della nostra esperienza, si rivelino tasselli importanti e inattesi nelle storie di parole molto più a buon mercato. Questo è il nostro caso. Il nostro 'tappo' viene dal fràncone, dal gruppo occidentale dei dialetti germanici; e ha la stessa radice germanica che attraverso il longobardo (lingua germanica orientale) ci porta lo 'zaffo'. Curiosamente, notano certi studiosi, 'tappo' è rimasto un termine generico, mentre...

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Artista

ar-tì-sta

SignChi esercita un'arte, specie eccellendo

dal latino medievale artista 'maestro d'arte', derivato di ars 'arte, abilità'.

In una toccante scena de Il cielo sopra Berlino di Wenders, la trapezista Marion ha appena saputo che il circo deve chiudere perché non è più in grado di pagare le spese. Riflettendo amaramente sulla precarietà della sua esistenza, soggiunge: “Ich weiß nur, keine Artistin mehr”, che nella versione italiana suona “so solo che non farò più la trapezista”. In tedesco, infatti, Artisten sono gli acrobati e i giocolieri, non coloro che noi chiamiamo solitamente artisti, ovvero pittori, scultori,...

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Fantasma

fan-tà-sma

SignSpettro, ombra, immagine di persona defunta; essere malridotto; essere senza autorità; immagine illusoria creata dalla fantasia, pensiero angoscioso e ossessivo, proiezione di desideri inconsci; come aggettivo, abbandonato

voce dotta, recuperata dal latino phántasma, che è dal greco phántasma, derivato di phantázein 'apparire'.

Ovviamente c'è da parlare di lenzuoli bianchi e catene che sferragliano, ma visto che questa parola è colossale, è importante cercare di scoprirne la vena primaria: ci sono alcune sfumature sottili da cogliere. 'Fantasma' è una parola che viene recuperata in italiano alla fine del Duecento, e si manifesta al femminile. 'La fantasma', all'orecchio inusuale e bellissima. E inizia la sua carriera raccontando l'immagine spettrale della persona defunta - un significato piuttosto specifico. Ci...

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Trastullare

tra-stul-là-re (io tra-stùl-lo)

SignAllietare, divertire, distrarre con giochi e passatempi; illudere, ingannare

da trastullo, di etimo incerto: forse da trastrum 'banco', forse dal latino medievale se transtollere 'trastullarsi'.

Una parola che potrebbe parere di delicatezza infantile mostra invece dei bei tratti di malizia. L'etimologia è incerta e dibattuta: per quanto nel latino medievale sia attestato un se transtollere che ha proprio la silhouette del nostro 'trastullarsi', non è chiaro da dove questo salti fuori - non è il latino classico, è una lingua che anche rispetto al latino imperiale e tardo ha subito mutamenti sensibili, quindi anche rilevare che si potrebbe trattare di un composto del ramificatissimo...

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