Abdicare

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ab-di-cà-re (io àb-di-co)

SignCome transitivo, rifiutare; come intransitivo, rinunciare al potere sovrano, rinunciare a qualcosa

dal latino abdicare 'respingere, ripudiare, rinunciare a una carica', composto di 'ab' da e dicare 'consacrare, proclamare', intensivo di dicere 'dire'.

Questa parola ha un gusto aulico, ma è tutt'altro che rara. Come le sue parenti 'dedicare' e (in un certo modo) 'indicare', scaturisce da una variante intensiva del verbo latino dicere, cioè dicare, che aveva i significari di 'consacrare, annunciare solennemente'.

In italiano il verbo abdicare viene recuperato come voce dotta dal latino nel Trecento, e dapprima - come transitivo - ha avuto i significati di ripudiare, rifiutare. Un uso che oggi non è dei più comuni, ma potremmo comunque parlare di come abbiamo abdicato l'offerta di lavoro, di come abdichiamo l'avance. Solo nel Settecento questa parola prende i tratti con cui oggi ci è più consueta, acquistando così anche da noi il profilo del rinunciare, in particolare al potere sovrano (senso in cui è comunemente usata come intransitivo). Anche da noi, perché questo uso ci torna per le combinate influenze di francese e inglese, lingue in cui gli omologhi di 'abdicare' avevano questo senso già dal Trecento e dal Cinquecento, rispettivamente.

Resta una parola molto intensa: fra il rifiutare e il rinunciare il passo è breve, specie se lo consideriamo nel grave, originale colore di una sconsacrazione, di una proclamazione contraria. Leggiamo quindi della data in cui l'imperatore del Giappone abdicherà formalmente, si vocifera della volontà di abdicare della regina Elisabetta II del Regno Unito; e al di là dei poteri sovrani, parlando comunque di cariche e posizioni di prestigio e responsabilità, o anche solo di diritti, si racconta di come l'imprenditore abdichi all'amministrazione della società in favore del nipote, della sorpresa che suscita l'abdicare a un'eredità o a un credito, di come la mamma abdichi alla cucina per il pranzo di Natale ora che i figli hanno imparato a cucinare a regola d'arte - standosene con le zie in salotto a bere prosecco.

Una parola così ricca, e in cui il colore della sovranità è così versatile, che è davvero bello tirarla fuori dai soliti sentieri delle monarchie.

Parola pubblicata il 07 Dicembre 2017

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