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Altrove

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al-tró-ve

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dal latino aliter ubi propriamente 'diversamente dove'.

Se 'ove' ci suona davvero ricercato, di un tono poetico o aulico che sconfina spesso nell'affettazione, 'altrove' ci suona invece come una parola delle più consuete e amichevoli. Eppure, anche se è usata universalmente in maniera disinvolta, ha le sue cifre sottili.

Innanzitutto è una parola senza parole sinonime — almeno attualmente: in antico è esistito un 'altronde' che oggi troviamo nel d'altronde come si trova la conchiglia sulle Dolomiti. È quindi una freccia unica al nostro arco (pure se si può sostituire con qualche perifrasi), sia che si stia chiacchierando del negozio che si è trasferito, sia che si discuta delle fonti in cui si può reperire un'informazione per pochi. E non solo questa comunanza di contesti si adegua a un tono di grande eleganza (pensiamoci bene: è letteralmente 'un altrimenti ove'), ma manifesta sempre una nota positiva — peraltro in una maniera che con la nostra sensibilità attuale è particolarmente simpatica.

Infatti la locuzione latina aliter ubi si può propriamente tradurre né più né meno che con 'diversamente dove'. Ora, nel nostro orecchio l'avverbio diversamente si è modellato sul garbo penetrante del diversamente abile: spesso in espressioni analoghe viene abbracciato in ironia o autoironia, ma se adesso vogliamo fare i conti con questo 'diversamente dove' ci torna parecchio comodo. L'altrove non pone l'accento sul non qui, sulla mancanza; chi o ciò che è altrove è nel suo dove diverso, che ora è individuato, ora ignoto, ora generico, ora fantasmatico.

Insomma, l'altrove sfoggia una certa grazia per la fine ascendenza latina, per la sospensione di quell'ove che non chiede ragioni geometriche come il dove (che apre con l'incisività della dentale e che viene da de ubi, cioè paradossalmente 'da dove'), ma anche per la sua innata, garbata positività: carattere che peraltro ci fa intendere come certe premure di correttezza, spesso sprezzate e irrise, abbiano radici grosse e più profonde di dove arrivi a graffiare il sarcasmo. Se c'è una certa semplice sbrigatività in questo diverso, in questo altro dove, è perché certe ricchezze, per quanto preziose, restano ben accessibili.

Parola pubblicata il 28 Maggio 2019

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