Astronomia

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a-stro-no-mì-a

SignScienza che studia i corpi celesti e i loro moti

dal greco: astronomia, composto di astron astro e nomos legge.

È una parola poderosa. Il suffisso [-nomia], per indicare una scienza, non è usuale: di solito uno studio, una scienza, è indicato col suffisso [-logia], che significando un discorso pare molto accomodante e possibilista. Ma l'astronomia no. Ciò a cui ambisce fin dal nome è il discernimento delle leggi che reggono i corpi celesti, e che li muovono. Poche chiacchiere. In questo senso notiamo il fortissimo iato che si viene a creare con l'astrologia, la pseudoscienza che cerca di vedere influssi improbabili nei moti apparenti del sole, dei pianeti e nelle proiezioni di stelle infinitamente lontane che al nostro occhio compongono delle forme fantasiose, che invece è puro discorso privo di riscontri.

L'indagine dell'astronomia è densa di stupore intelligente - anche se col naso all'insù sotto il cielo stellato sia lo stupido sia lo stupito hanno in viso la stessa espressione. Purtroppo all'occhio dell'ottuso il sentimento di meraviglia sopraffatta e l'analisi calcolata paiono in contraddizione; secondo lui il caldo sentimento e la scienza fredda sono incompatibili. Ma è proprio il sondare a fondo e con intelligenza il cielo che ne schiude le meraviglie: le più importanti esclamazioni sono preparate dalle più profonde interrogazioni. Sotto il cielo stellato - che sia quello che si vede nel deserto o in mezzo al mare o che sia il tremolìo di poche luci nella notte aranciata della città - sapere che cosa è che si vede apre le porte ad una comunione profonda con l'universo, e ad una più corretta considerazione di sé: non siamo che un microscopico granello di polvere, ma di una polvere capace di conoscere, di sentire, di vedere la bellezza.

L'astronomia è lo studio commosso di un corpo che si vede e che si sa tutto intorno a noi ma non si può toccare; è il tentativo di scoprire a livello macroscopico quella legge unica ed eterna a cui obbediscono insieme le pulsar, le comete, le supergiganti rosse, gli interminati spazi siderali che separano intere galassie, le lenti gravitazionali e il bel sole di luglio.

Parola pubblicata il 30 Giugno 2013

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