Basta

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bà-sta

SignEsclamazione, il cui intento è chiedere o porre fine a qualcosa. È forma impersonale del verbo bastare.

Sconosciuto. Forse dal greco: bastàzein sopportare.

È un'esclamazione forte, quasi performativa: la sua pronuncia vorrebbe segnare la fine di qualcosa - anche se quel che fa effettivamente è imporla, richiederla o proporla, tracciando il limite dell'opportunità o della sopportazione. Così verranno ad esistere tante diverse sfumature di "basta", che variano a seconda della posizione di chi parla rispetto a ciò che dovrebbe finire: basta, devo proprio andare; basta violenza, non te lo permetto più; basta pioggia, ti prego. La bellezza e la potenza di questa parola sta proprio nella sua generale aspirazione a generare una cesura, uno iato fra presente e futuro.

Un'implorazione o un ordine di smettere (rivolta a chi?) ma anche una valutazione che (di terremoto) ce ne è ormai stato a sufficienza. Basta lo si è pensato e detto fin dai primi giorni, ma il terremoto è proseguito. Si è visto allora che eravamo in grado di affrontarlo meglio di come avremmo immaginato. Il confine della sopportazione che pensavamo ormai raggiunto si è rivelato mobile e modificabile. E noi con lui.

Questa è una "parola terremotata", frutto di una collaborazione con l'associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.

Parola pubblicata il 22 Marzo 2013

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