Boicottaggio

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boi-cot-tàg-gio

SignOstacolare un'attività isolandola

dal nome del capitano inglese Boycott, vissuto nel XIX secolo.

Boycott era amministratore terriero di una contea irlandese appartenente a tale lord Erne. Questo Boycott era uno stronzo: pagava i suoi lavoratori meno del pattuito e vessava come poteva i suoi dipendenti. Inutile dire che era odiato da tutti, ma la risposta collettiva ai suoi comportamenti fu delle migliori: i braccianti iniziarono a rifiutarsi di lavorare le terre che gestiva.

Così in poco tempo le tenute andarono in malora e Boycott fu licenziato.

Oggi per boicottaggio si intende soprattutto un'azione di mercato organizzata, volta ad evitare l'acquisto dei prodotti di una certa azienda al fine di far pressione perché modifichi le sue politiche ritenute scorrette: si può boicottare un'azienda per le condizioni inumane dei suoi lavoratori, perché impiega sostanze nocive, perché si disinteressa alle istanze ambientalistiche. Il boicottaggio non è più quindi quello del bracciante di Boycott, ma del consumatore: con l'acquisto il consumatore finanzia e vota, e attraverso il boicottaggio, più o meno concertato, esercita il suo potere per indurre un cambiamento in un agente del mercato.

Parola pubblicata il 10 Settembre 2012

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