Bulimia

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bu-li-mì-a

SignAffetto da uno smisurato desiderio di cibo

dal greco boulimìa grande fame, composto da bous bue e limós fame. Propriamente, fame da bue.

La vitalità di questa parola è adombrata da un significato di particolare gravità: infatti, spesso, per bulimia tout-court si intende la bulimia nervosa, un disturbo del comportamento alimentare.

Di per sé la bulimia sarebbe soltanto una fame poderosa, pantagruelica - anche figurata. Quindi si può parlare di questo desiderio smodato raccontando del lettore bulimico che divora librerie su librerie, delle patate al forno che suscitano un'incontrollata bulimia nei commensali (chi ne ha mai viste avanzare?), della bulimica corsa al potere dell'arrivista.

Ma in termini medici, la bulimia nervosa diventa il comportamento patologico per cui qualcuno si ingozza compulsivamente di quantità esagerate di cibo, per poi eliminarlo (ad esempio vomitando) o ricorrere a pratiche compensatorie quali il digiuno o l'esercizio fisico. È un comportamento che sfugge al controllo del bulimico nervoso, e che può avere seri riflessi sulla sua salute. Un'ombra vasta e attuale, che pesa anche sulla serenità d'uso del significato profano del termine.

Parola pubblicata il 01 Febbraio 2015

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