Cachinno

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ca-chìn-no

SignRisata sguaiata

dal latino: cachinnus, affine al greco: kakhazein sghignazzare, forse di origine onomatopeica.

È una parola fine, un vero arcaismo. Insomma, la usa giusto Umberto Eco. Però è una parola di valore, che riesce a vestire di grazia il riferimento alla risata sguaiata, allo schiamazzo: usandola ci si pone palesemente a un livello superiore - il che apre sia ad uno sguardo ironico e simpatico, sia ad uno censorio e bacchettone. Perché il cachinno non è solo una risata spiacevole e di bassa lega; se ne può anche apprezzare la vitalità, e il suo essere divertente. Il giudizio sul suo carattere beffardo dipende dall'intenzione di chi la pronuncia.

All'uscita da lavoro si può essere investiti dai cachinni dei branchi di ragazzi che affollano la piazza; il giorno dopo si ripensa piacevolmente ai cachinni della sera prima; e la battuta detta al momento giusto può sciogliere le tensioni in un cachinno condiviso. Usare questa parola non è facile: pochi la conoscono, e la situazione in cui può essere pronunciata con efficacia è davvero rara. Ma magari una volta, una, capita di poterlo fare. Ed è una soddisfazione enorme.

Parola pubblicata il 29 Marzo 2014

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