Calvario

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cal-và-rio

SignMonte su cui fu crocifisso Cristo; santuario o salita in cui si snodano le stazioni della Via Crucis; patimento, sofferenza

dal latino Calvariae locus luogo del cranio, successivamente divenuto Calvarium; traduzione dell'aramaico gūlgūtā cranio, teschio, che in greco diventa Golgotha.

Da uno dei toponimi più celebri e suggestivi della Bibbia - il nome del monte su cui Cristo fu crocifisso - sgorgano diversi significati. Col primo, più concretamente collegato alla narrazione biblica, si intende indicare un certo tipo di percorso approntato, spesso sul fianco di un monte o presso un santuario, per simulare la salita al Calvario di Cristo, lungo cui sono sistemate le stazioni della Via Crucis.

Ma il significato più interessante che questa parola acquista è quello figurato di sofferenza, di intenso patimento, specie declinato nella forma di percorso: si può dire che Tizio sta affrontando il calvario della riabilitazione, che la gita fuori porta si è trasformata in un calvario, che il calvario degli esami non finisce mai. In questo senso si rivela una parola tanto alta quanto semplice, come solo quelle di una tradizione religiosa popolare sanno essere: infatti, pur rifacendosi a un'antonomasia di grande dignità, nella nostra cultura rimane di prontissima comprensione - versata nell'aulico quanto nell'ironico.

Parola pubblicata il 31 Luglio 2014

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