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Cancro

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càn-cro

SignGranchio; quarto segno zodiacale; tumore maligno; male endemico

dal latino cancer 'granchio', calco del greco karkínos.

Abbiamo sempre avuto il vizio maledetto di proiettare sugli animali le nostre miserie e nefandezze. Il vecchio morbidamente lascivo lo chiamiamo porco, di un pessimo attore diciamo che è un cane, una donna bella e fatua è un’oca, lo stupido ha un cervello da gallina, allo scolaro scadente diamo del somaro. Per non parlare, poi, del fatto che definiamo bestiali gli atti più perversi che compiamo, dimenticando che la perversione è una peculiarità tutta umana.

Al povero granchio, però, abbiamo riservato forse la sorte peggiore. A lui, infatti, è toccato dare il nome alla malattia più temuta di tutte, quella che abbiamo paura persino di nominare, e perciò la chiamiamo “brutto male”, “male incurabile” e via esorcizzando. Almeno, comunque, in questo caso il granchio c’entra qualcosa col nuovo referente: è per via della somiglianza tra le ramificazioni del tumore e le zampe del crostaceo che il cancer latino indicava (come il greco karkínos, di cui è un calco) sia il granchio che il cancro. Anche in italiano, peraltro, anticamente cancro significava pure granchio; oggi quest’accezione sopravvive solo nel segno zodiacale e nel tropico del Cancro, così chiamato perché in passato il Sole, nel solstizio d'estate, si trovava appunto in quella costellazione.

Non stupisce che la parola cancro, quasi ineffabile nel suo senso letterale, abbia sempre ispirato, invece, un abbondante uso figurato, specie nel linguaggio virulento della retorica politica: ecco, allora, che il moralizzatore visionario vuole estirpare il cancro della corruzione dalla società, dichiara che le idee contrarie alle sue sono un cancro e infine, inevitabilmente, proclama che tutti coloro che le professano sono essi stessi un cancro. Perciò, di primo acchito può parere inquietante che in francese sia lo studente poco capace ad essere chiamato cancre. Niente paura, però: la definizione non è frutto di un folle sogno professorale di estirpazione violenta dell’ignoranza dalla scuola. Il cancro nel senso di tumore, infatti, in francese si dice cancer (pronunciato grosso modo kansèr, con la a nasale), mentre cancre, che significava in origine granchio (in francese moderno crabe), oggi viene usato esclusivamente con lo stesso significato dell’italiano somaro.

A chi si stesse chiedendo “ma che c’entra?” si potrebbe facilmente obiettare che anche l’incolpevole ciuco ha, con lo scarso rendimento scolastico, ben poco a che vedere, ma volendo dare una risposta più precisa diremo che il legame sta nell’analogia tra il procedere sghembo del granchio, che allo sguardo umano appare stentato e goffo, e l’arrancare penoso dello studente scarsamente dotato. Probabilmente avrà influito anche il pregiudizio per cui i granchi, come i gamberi, “camminano all’indietro”. In realtà, né i granchi né i gamberi vanno normalmente “all’indietro”, se non quando si sentono in pericolo e arretrano – e il pericolo che avvertono, quando ci avviciniamo ad osservarli, siamo appunto noi! Ma questo è solo l’ennesimo granchio preso da un essere che, da una parte, proprio non ce la fa a non mettere sé stesso al centro di tutto, e dall’altra neppure capisce la portata di quest’atto. E allora chi è il granchio, anzi il somaro?

Con Salvatore Congiu, insegnante e poliglotta, un martedì su due osserveremo una strana coppia: una parola italiana e una sua sorella che in inglese, francese, spagnolo o tedesco prende tutta un'altra piega.

Parola pubblicata il 07 Maggio 2019

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