Castigare

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ca-sti-gà-re (io ca-stì-go)

SignInfliggere una punizione correttiva; correggere, emendare

dal latino castigare punire, correggere, composto di castus puro e agere rendere. Rendere puro.

Il significato di questa parola è spesso percepito in modo frettoloso, ma l'etimo ci permette di comprenderne la tornita profondità.

Castigare, in latino, significa rendere puro. Solo accidentalmente implica quella punizione che noi intendiamo come base del castigo. Infatti, in ambiti meno comuni, castigare mantiene i significati più posati di correggere, emendare: a esempio, si può castigare una dimostrazione imperfetta, l'eccentrico al funerale adotta uno stile castigato, e parlando a dei bambini è opportuno castigare la lingua. In questi casi, a dispetto di ciò che ci dice l'orecchio, non ci sono fruste né saette divine: castigato diventa sinonimo di corretto.

Solo in secondo luogo castigare acquista il significato di punire al fine di ricondurre sulla retta via: si castigano i discoli, i criminali, i furbi. Si tratta di un'azione valutata e disposta da chi si trova in una supposta superiorità morale. E se da piccoli castigo è anche solo essere messi faccia al muro per un quarto d'ora, in tale significato questa parola sfoggia colori di una violenza durissima - buona per dèi biblici e superiori gerarchici. Il castigo altro non è che una tattica comportamentista - stante l'impenetrabile intimità dell'espiazione -, naturalmente buona per divinità e genitori.

Parola pubblicata il 03 Agosto 2014

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