Compunto

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com-pùn-to

SignAfflitto, tormentato

dal latino compungere 'punzecchiare', composto di con e pungere 'pungere'.

Una risorsa davvero importante, se nell'esprimersi si vuole riuscire a usare la giusta gradazione di sfumatura di concetti.

Ci sono tanti modi di essere afflitti. Si può essere afflitti (appunto), angosciati, tormentati, preoccupati, crucciati, turbati. Quella del compunto è un'afflizione intima, riservata, che si può notare in piccole espressioni del volto: qualcosa lo punge. Ben diverso dalla tempesta del tormento, dall'angoscia che stringe il respiro, dalle proiezioni della preoccupazione, dall'intensità dell'afflizione, dall'ossessione del cruccio. Nella compunzione c'è qualcosa che emerge: un rimorso che affiora alle labbra, un dolore per qualcosa che si è fatto o che è passato, un pentimento serio, un pensiero malinconico, a volte il peso dell'umiltà.

Si può essere compunti nel leggere un libro che ci ha regalato una persona che non c'è più, si possono ricevere delle scuse compunte (anche se le sospettiamo ipocrite), e la severità di chi comprende una situazione difficile può trasformarsi in compunzione.

È una parola poco usata, ma ricca, versatile, eloquente, capace di cogliere e trasmettere un atteggiamento esteriore e un sentimento interiore che non è strepitoso, ma ha radici profonde.

Parola pubblicata il 14 Dicembre 2015

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