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Congrasso

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con-gràs-so

SignIncontro conviviale, basato sul consumo di cibo ad alto valore energetico. Ritrovo serale, tipico dei territori pre-appenninici, frequentato abitualmente da personaggi dal girovita importante.

Parola composta da “con”, preposizione semplice che allude ad una gioviale compagnia, e “grasso”, dal latino gras-us, e quindi grosso, denso, spesso, riferito soprattutto al cibo: carne grassa, formaggio grasso, dolci.

Parola rumorosa, che ruzzola in bocca con la vibrante “gr” e che riempie le guance con la bella doppia esse cacuminale, da pronunciare piena, sorda e allegra.

Capita in quelle sere di inizio estate, appena prima o dopo il solstizio, quando la luce del sole indugia sul calar del giorno e si insinua nella notte, regalando colori e profumi che risvegliano rimembranze lontane, adolescenziali.

Il passaparola è girato in settimana, veicolato dagli impulsi digitali della comunicazione moderna: “Ci troviamo per il congrasso venerdì sera. Alle nove”. Non c’è formalità, non esistono convenzioni. Unico requisito è la fiducia nella sapienza ospitale e culinaria dell’oste e la disponibilità di un foro in più nello sviluppo della cintura. Perché sulle dolci pendici dell’Appennino, lungo quei versanti che degradano armoniosi verso occidente, carezzati dagli ultimi raggi di un astro spio e invidioso che incendia l’orizzonte, si ritrovano una volta all’anno dei giovani adulti di mezza età, gruppi disomogenei per cultura, posizione sociale o provenienza. Solo amici. E riuniti allegramente ad una tavola apparecchiata, ricca di chiacchiere e allegria, animata da battute gagliarde e allusioni che si perdono nel ricordo di giovani passioni amorose, queste voci di uomini e donne si alternano a portate generose di cibo locale, salumi, pasta fresca, carni, contorni, fritti, bolliti, grigliate, dolci. Non mancano del buon vino e l’amaro finale.

Il congrasso si conclude verso mezzanotte, mai troppo tardi e nemmeno troppo presto, non è stato opulento, ma nemmeno sobrio. Occhi lustri, strette di mano, abbracci. Grazie amici. Alla prossima. Domani è sabato. È stato un bel congrasso.


Questa è la parola inventata vincitrice del concorso del 1° aprile, inviata da Sergio! A lui i nostri migliori complimenti, bravo!

Parola pubblicata il 01 Aprile 2016

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