Corridoio

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cor-ri-dó-io

SignStanza di forma allungata su cui si affacciano vari locali

derivato di correre.

Nella semplicità di questa parola troviamo un concetto molto suggestivo, che si presta a un gran numero di usi figurati.

Innanzitutto va detto che, nonostante il corridoio sia un ambiente che oggi si può trovare in ogni genere di edificio, non è una presenza scontata. Quanti dei grandi palazzi storici del nostro patrimonio culturale sono completamente sprovvisti di corridoi...! Infatti questo tipo di stanza si afferma rispondendo all'esigenza di rendere indipendenti locali che altrimenti si ritroverebbero inevitabilmente collegati.

Proprio dal suo essere luogo di passaggio, su cui si affacciano stanze e aule, scaturisce il concetto di "voce di corridoio": mentre è nelle singole stanze che si discute e si decide, il corridoio resta il luogo dell'indiscrezione, dell'intervista, delle parole colte dalle persone che vi passano entrando o uscendo da quelle. E sempre questa funzione, unita alla forma allungata, ha suggerito di chiamare corridoio lo spazio centrale di passaggio dei mezzi di trasporto - dal treno all'aereo; e visti questi caratteri astratti, è poi facile intendere perché siano chiamati corridoi (spesso detti umanitari) le zone di guerra in cui le ostilità vengono sospese per permettere di portare aiuto ai civili coinvolti.

Ma anche sull'etimologia c'è qualcosa da dire: non se ne può non cogliere l'ironia. Il corridoio sarebbe il luogo in cui si corre, ma... è severamente vietato correre nei corridoi.

Parola pubblicata il 26 Gennaio 2015

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