Debosciato

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de-bo-scià-to

SignDissoluto, sregolato e fiacco

adattamento del francese: débauché, da débaucher traviare, licenziare, di etimologia incerta, ma probabilmente da ricollegare a bau trave.

L'etimo di questa parola non è cristallino, ma all'interno del quadro complesso fornito dai dizionari etimologici una cosa appare chiara: il debosciato, propriamente, è chi sta lontano dal lavoro; da questo dato derivano poi tutte le accezioni di dissolutezza e sregolatezza che oggi sono collegate a questa parola.

Ciò che è rilevante da notare è che la sregolatezza e la dissolutezza del debosciato non sono quelle del poeta maledetto: sono fiacche, pigre. L'inerzia dello stare lontano dal lavoro invita un vizio senza fascino, un disordine trasandato: mentre il prototipo del poeta maledetto ricerca la sregolatezza dei sensi in maniera totalizzante, studiosa, e fa di dissolutezza e corruzione un'arte, il debosciato si sveglia a mezzogiorno perché non ha nulla da fare, beve così, per non stare con le mani in mano: è inconcludente perfino nell'ozio, la sua morale degenera per incuria.

Si tratta del preciso opposto di quel cittadino che viene dipinto nei principi fondamentali della nostra Costituzione: nella vita del debosciato non c'è progresso né materiale né spirituale, manca l'entusiasmo e la consapevolezza del concorrere, con la propria attività, a fondare la civiltà; nonostante la deboscia in qualche maniera il debosciato campa, e si avvicina, così, al parassita.

Parola pubblicata il 19 Ottobre 2013

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