Dimesso

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di-més-so

SignUmile, modesto, sobrio; congedato

nei primi significati, dal latino demissus, da demittere 'abbassare, calare'; nel secondo, da dimittere 'mandare qua e là, congedare'.

Nella stessa forma confluiscono due diverse parole.

Il dimesso può essere l'umile, il modesto: questo aggettivo, di grande grazia, deriva dal verbo latino demittere, che significa 'abbassare'. Il prefisso 'de-' indica un movimento dall'alto verso il basso, e 'mittere' significa 'mandare'. Può essere dimesso un modo di vestire tutt'altro che appariscente, dimesso lo stile sobrio con cui scrive il giornalista, dimesso l'atteggiamento del cliente che accetta il prezzo senza contrattare. Il dimesso, però, non è il sottomesso; è un attributo autentico, che non scaturisce da pressioni.

Ben più usato è 'dimesso' nel senso di congedato, participio passato del verbo 'dimettere'. In questo caso deriva dal latino dimittere, composto da un 'dis-' che indica separazione e dal suddetto 'mittere'. Si dimette il politico invischiato in guai giudiziari, dall'ospedale viene dimesso il paziente, il detenuto viene dimesso quando ha scontato la sua pena.

Per una questione di economia vestono la stessa forma, ma sono concetti ben diversi. Specie il dimesso-umile, meno consueto, è da tenere a mente, perché ha una delicatezza che spesso i suoi sinonimi non hanno.

Parola pubblicata il 21 Marzo 2016

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