Dimissione

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di-mis-sió-ne

SignAtto con cui si rimette un mandato o si abbandona una carica; atto con cui i medici permettono al paziente di lasciare l'ospedale

dal latino: dimissio, da dimittere mandar via.

Anche se l'etimologia, a cui l'accezione ospedaliera resta fedele, parla di un mandar via, di un licenziare, l'uso comune di questa parola ci racconta invece una rinuncia di propria volontà: mentre il paziente viene dimesso dai medici, il ministro, l'incaricato, il funzionario rassegna egli stesso le proprie dimissioni (da notare che in questo senso la parola è sempre usata al plurale).

La delicatezza di questo tipo di abbandono, la sua responsabilità, viene dipinta bene dalla grazia di questa parola; si accosta bene al dimesso nel senso di modesto (pur derivando questo dal latino [demittere] abbassare): lo rende un gesto umile, onorevole. L'allontanamento della dimissione è una presa di coscienza, un render conto - e se pure non sempre è compassatissimo, l'immagine radicale è soave.

Parola pubblicata il 12 Febbraio 2013

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