Eburneo

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e-bùr-ne-o

SignD'avorio

voce dotta recuperata dal latino eburneus 'di avorio, bianco come avorio', derivato di ebur 'avorio'.

Anche stavolta possiamo vedere come un termine usato attraverso i secoli senza soluzione di continuità si sia alterato, mentre una voce dotta affine - il relativo aggettivo -, recuperata nel medioevo, sia fedele all'originale latino: dall'ebur latino si giunge all'avorio, mentre dall'eburneus si passa direttamente al dotto eburneo.

Certo è una parola alta, che appartiene a un registro aulico. Contro l'intuizione sonora, che parlando di materiali e del loro colore ci accosterebbe volentieri l'eburneo al nero ebano, si dice eburneo ciò che è d'avorio: si può parlare della collezione di oggetti sacri in cui spicca un crocifisso eburneo, della torre eburnea in cui figuratamente si rinserra l'artista disinteressato al mondo. Ma più facilmente si dice eburneo ciò che dell'avorio ha le caratteristiche. Quali caratteristiche? Certo il candore, anche se a ben vedere l'avorio non è proprio candido, è di un bianco un po' sporco, come qualunque dente fuor di pubblicità. Inoltre è liscio, e brillante, e in certo modo prezioso: dalla pelle eburnea dell'amico capiamo che non ha passato molto tempo al mare, quest'anno; sulla mano eburnea la pietra scura dell'anello risalta; e il cielo eburneo del mattino mette a neve.

Facendo un passo ulteriore possiamo notare come l'eburneo comporti una cifra organica, vitale: dopotutto l'avorio è un materiale biologico.

Parola pubblicata il 06 Agosto 2017

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