Egregio

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e-grè-gio

SignInsigne, eccellente, fuori dal comune

dal latino: egregius composto di e fuori e grex gregge. Che esce dal gregge.

Si tratta di una parola che avrebbe un gran bel connotato. Non è banalmente lo straordinario, ma ciò o chi, per pregi o onore, si discosta dal gregge livellato sul medio - con tutte le sfaccettature di coraggio, di salda individualità, di libertà. Ironicamente, viene usata come titolo di cortesia in fiumane di lettere, riducendola ad una formula esausta che non dice nulla, utile solo all'adulazione e al sussiego.

Ma anche allontanandosi dalle liturgie dell'etichetta, l'egregio deve essere ben calcolato - perché esistono più greggi di quanto l'occhio veda di primo acchito. L'egregio professore, se è pecora nel gregge dei professori che ritrasmettono e ricapitolano una conoscenza sempre uguale a sé stessa, non ha ragione di essere detto egregio - seppur forte di una conoscenza che lo diparte dal medio sapere; non sarà egregio il pittore senza cifra, perfettamente immerso nel flusso oliato delle volontà dei galleristi, nei capricci bizzosi dei committenti - per quanto sia con mano d'angelo che tira sulla tela le sue creazioni; sarà d'animo egregio, invece, chi spiega la cortesia allo scortese con modi bennati, di egregio esempio chi si china a raccogliere la carta caduta e solleva da terra anche quella non sua, ed egregio, in cultura, sarà chi esce dal circolo dei colti per proporre una virgola, democraticamente, a tutti.

Parola pubblicata il 13 Agosto 2012

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