Emaciato

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e-ma-cià-to

SignSmagrito, smunto

participio passato di emaciare, uguale in latino col significato di 'smagrire, svigorire', composto di macies 'magrezza', derivato di macer 'magro'.

Siamo davanti a un termine piuttosto raffinato, non solo perché appartiene a un registro alto, ma anche perché descrive una qualità nel suo divenire.

L'emaciato non è semplicemente il magro: è lo smagrito - chi o ciò che è diventato magro. Per questo è un carattere associato alla malattia, al disagio: oggi quando vediamo un amico dimagrito gli facciamo i complimenti, il suo impegno con dieta e palestra va alla grande, ma storicamente il dimagrire era segno di povertà, cattiva salute, dolore - un allontanamento da una prospera floridezza. Così l'emaciato non sarà mai chi ha riacquistato vigore perdendo peso: addirittura in latino il verbo 'emaciare' era collegato allo svigorimento delle piante, all'impoverimento della terra, alla sofferenza degli animali. Va però detto che questo immaginario che vede nella magrezza un disagio può essere volto in ironia.

Così certo ci preoccupiamo vedendo l'amica emaciata dopo la brutta rottura col suo ragazzo, e sicuramente ci fermiamo a comprare un panino per il mendicante emaciato; ma allarmata dai nipoti che tornano emaciati dopo le vacanze (passate al mare a giocare a racchettoni da mattina a sera), la nonna preparerà una parmigiana di melanzane mastodontica e centinaia di polpette.

Parola pubblicata il 31 Agosto 2016

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