Emendare

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e-men-dà-re (io e-mèn-do)

SignCorreggere, ripulire da imperfezioni

dal latino: emendare, composto da ex fuori e menda menda, errore. Togliere gli errori.

Di solito associamo questa parola alla correzione e integrazione di testi normativi, e certamente il suo registro elevato si attaglia bene alla dignità delle aule e delle assemblee legislative; ma l'atto aggraziato del ripulire dagli errori può essere riconosciuto anche in altri ambiti - in effetti, in ogni ambito in cui si voglia parlare di un correggere. Però rispetto a questo l'emendare sembra meno spigoloso, più liscio, meno entrante: l'emendamento perfeziona senza snaturare, con una discrezione che il "dirigere insieme" del correggere (con-regere) spesso non conosce.

Si potrà parlare della volontà di emendare una posizione morale, mondandola dalle incoerenze; si potrà parlare dell'emendamento di un modo di esprimersi aspro; in filologia si parlerà di emendamento di un testo quando si rende necessaria un'ipotesi correttiva di errori di trascrizione; in agraria, si parlerà di emendare un terreno privo di certi elementi chimici con degli apporti ben calibrati. E ovviamente si parlerà degli emendamenti della Costituzione statunitense, e dell'ostruzionismo opposto ad una legge con la proposta di centinaia di emendamenti.

Parola pubblicata il 04 Novembre 2013

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