Esaustivo

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e-sau-stì-vo

SignCompleto, che dice tutto ciò che c'è da dire su un certo argomento

dal latino exhaustus, participio passato del verbo exhaurire esaurire - secondo il modello inglese exhaustive.

Questa parola di ascendenza latina, normale e simpatica, viene spesso malvista per via dei suoi trascorsi anglosassoni. Ma il suo uso è rigoglioso, e la critica resta confinata nell'empireo un po' parruccone di chi grida volentieri "all'inglese! all'inglese!". Nell'osservazione delle parole serve l'occhio del botanico che ricerca la differenza più minuta, la striatura più sottile, il profumo più particolare - non l'occhio del doganiere che controlla i documenti, cerca merce non dichiarata o chiede il dazio allo straniero. Proprio per questo, cerchiamo di mettere questa parola a paragone col suo sinonimo "esauriente", comunemente richiamato come alternativa preferibile in quanto più nostrana.

Be', più sinonimi di così non sembra proprio che se ne possano immaginare: sono gemelli omozigoti. Hanno origine nel medesimo verbo latino - uno nel participio passato (exhaustus), uno nel participio presente (exhauriens, exhaurientis). Serve uno sforzo di notevole raffinatezza per discernere le sfumature di significato che differenziano questi due gemelli: già è breve la distanza che separa l'esausto e l'esaurito, figurarsi quella che c'è fra esaustivo ed esauriente. L'unica ipotesi che si può fare è che l'esaustivo sia più statico e compiuto, mentre l'esauriente sia più dinamico e graduale; ma è una discriminazione bizantina.

Più seriamente, si può osservare che in inglese ha attecchito il solo filone di parole derivante dal participio passato exhaustus, e che quindi l'uso di "esaustivo" celi un richiamo alla cultura anglosassone. Ma il suo uso è talmente generalizzato e immediato che, anche se tale richiamo fosse reale, sarebbe obliato, inconsistente. Infine c'è da fare una notazione: sorprendentemente, l'aggettivo "esauriente" è attestato in italiano a partire dal 1900. Esaustivo è recepito nei dizionari dal 1942. E non si tratta di un lasso di tempo così vasto da permettere di dipingere il dramma di una parola della tradizione insidiata dal trucido barbarismo.

Quindi si parla dell'esaustiva spiegazione del professore, del saggio che tratta una tesi in maniera esaustiva, dell'articolo esaustivo che ripercorre una vicenda giudiziaria.

Parola pubblicata il 30 Novembre 2014

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