Firmamento

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fir-ma-mén-to

SignVolta celeste

dal latino: firmamentum appoggio, sostegno, che nel latino ecclesiastico assunse il significato di cielo; derivato di firmare rendere stabile.

L'idea che l'universo fosse strutturato in sfere concentriche aventi come fulcro la Terra è estremamente antica: solitamente viene attribuita a Eudosso di Cnido (studioso che operò nella prima metà del IV secolo a.C.), ma fu rafforzata da Aristotele e Tolomeo - tanto che il sistema geocentrico così individuato è anche noto come sistema aristotelico-tolemaico.

Questa ipotesi astronomica tentava di dare spiegazione ad una serie di fenomeni celesti che rimanevano particolarmente oscuri - in primis, il moto dei pianeti. Infatti, ruotando questi intorno al sole così come fa la Terra, dal nostro punto di vista tracciano in cielo traiettorie insolite: possiamo solo immaginare lo stupore degli antichi che notavano il moto retrogrado dei pianeti - per cui, dopo aver percorso un certo tratto di cielo in un verso, tornano indietro. Non per nulla in greco [planétes] significa errante, vagabondo. Ad ogni modo, gli antichi notarono che non tutti i corpi celesti si muovevano così: perciò descrissero un ottavo cielo, posto al di là dei cieli dei pianeti e che li racchiudeva, il cielo delle stelle fisse, il cui assetto rimaneva sempre invariato. Questo era il cielo su cui poggiavano tutti gli altri, che sosteneva il cosmo intero: perciò fu chiamato "firmamento".

Successivamente filosofi medievali cristiani come Tommaso d'Aquino, dato il loro diverso paradigma, negarono che la struttura dell'universo si riducesse a questo, introducendo un cielo ulteriore, il Primo Mobile, e l'Empireo, in cui è Dio. Inoltre, fra il '400 e il '600, generazioni di scienziati del calibro di Copernico, Keplero e Brahe, gettarono le basi per la rivoluzione eliocentrica, giungendo a scardinare la credibilità del sistema tolemaico e, quindi, anche la sussistenza delle sfere celesti - oltre alla stessa fissità delle stelle, che in effetti, ora sappiamo, compiono una lentissima precessione. Ad esempio, fra 13.000 anni sarà Vega a segnare il nord sulla sfera celeste, prendendo il posto della Stella Polare.

Oggi il firmamento continua a significare il cielo notturno, la volta celeste, anche in senso figurato (in effetti, con connotati più profani ma non troppo dissimili da "empireo"): si può parlare di una nuova stella nel firmamento della musica quando un giovane compositore rivela universalmente il suo talento; uno scandalo di doping può far tremare il firmamento di una disciplina sportiva; e, lontano dai bagliori aranciati della città, si riscoprirà lo splendore soverchiante e netto del firmamento.

Parola pubblicata il 13 Marzo 2014

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