Galleggiare

gal-leg-già-re (io gal-lég-gio)

Significato Mantenersi alla superficie di un fluido

Etimologia derivato di galla, uguale in latino.

Di rado ci si pongono domande sui termini più consueti e innocui della lingua. Li usiamo senza problemi e tanto basta. Ma il più delle volte i termini di questo genere celano dei riferimenti materiali capaci di dare corpo alla parola, di suscitare quella meraviglia che scaturisce dalla poesia della genesi dei concetti.

Galleggiare, come sappiamo, significa mantenersi alla superficie di un fluido, solo parzialmente immersi, forti di quel principio per cui in un fluido si riceve una spinta verso l’alto pari al peso dello stesso fluido spostato. L’atto del galleggiare è una normalità evidente, e per significarlo i nostri antenati si sono riferiti a qualcosa che galleggia molto bene: la galla.

Oggi impieghiamo comunemente questo termine per descrivere una vescica della pelle - che già sarebbe un’immagine eloquente - ma in latino (e ancora in botanica), la galla è il cecidio, un rigonfiamento sulla pianta causato da un parassita. Da alcune di queste galle, o ‘noci di galla’, specie da quelle delle querce, può essere estratta una tinta - e ciò ha reso le galle utili, elementi ben presenti nella quotidianità antica. Dal fatto che le galle, in acqua, restano in superficie, scaturisce l’immagine prima del galleggiamento.

Un segno evidente di come, con la più anonima della parole, portiamo in bocca osservazioni vecchie di millenni.

Parola pubblicata il 28 Luglio 2016