Gap

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gàp/ ghèp

SignScarto, divario

voce inglese, propriamente 'breccia, crepaccio'.

La lingua italiana non stravede per i monosillabi, tanto più se questi terminano in consonante. Ma a volte concisione, tecnicità ed esoticità creano una combinazione irresistibile per molti, soprattutto nell’era di internet e della comunicazione rapida e fugace, in cui l’analisi soccombe spesso alla sintesi. Quello che generalmente non è ridotto, al contrario dell’estensione del termine, è invece proprio il distacco che questo descrive. Il gap è un divario, una frattura molto spesso vista come incolmabile, o che si fa molta fatica a compensare.

L’etimologia della parola ci trascina attraverso un affascinante percorso: dall’antico norvegese gap, che indicava un crepaccio, arriva in inglese tra il Trecento ed il Quattrocento ad indicare più genericamente una breccia, una fenditura in un qualsiasi oggetto, non soltanto in territori naturali. E dalla concretezza di luoghi e materia, a partire dal Seicento il significato si sposta verso ambiti più figurati, riferendosi a qualsiasi spazio vuoto o intervallo che interrompa una certa continuità. La stessa radice la ritroviamo anche nel verbo inglese gape, che letteralmente significa “fissare a bocca aperta”, in cui evidentemente lo stupore o lo sgomento producono uno squarcio tra le labbra ad esprimere ciò che le parole, inibite, non possono raccontare.

In italiano l’ingresso è datato 1960 e si limita ai significati figurati, soprattutto in settori piuttosto specifici, tant’è che troviamo il sostantivo spesso accompagnato da aggettivi a formare co-occorrenze piuttosto fisse: due esempi significativi sono il gap tecnologico, che individua il dislivello esistente tra paesi più o meno sviluppati dal punto di vista tecnico, ed il gap generazionale, che invece si riferisce alla diffusa difficoltà di comunicazione che separa due diverse generazioni. Ma, allo stesso modo, il progetto può mirare a colmare i gap socioculturali nel quartiere difficile, l’attrice impegnata porta avanti la battaglia per la riduzione dei gap salariali esistenti tra sessi, e la squadra scende in campo determinata ad allungare il gap con le proprie inseguitrici e sentirsi più sicura in cima alla vetta. Che ci si affanni per allargarlo o ci si prodighi per ridimensionarlo, il gap indica fondamentalmente una frattura, una differenza, e si è affiancato ai suoi numerosi corrispondenti italiani in maniera piuttosto pacifica ed equilibrata.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 16 Marzo 2018

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