Gigioneggiare

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gi-gio-neg-già-re (io gi-gio-nég-gio)

SignRiferito agli attori, tendere a una recitazione esagerata; ostentare atteggiamenti disinvolti, esagerati, teatrali

derivato di gigione.

Il termine gigione nasce nell'ambiente teatrale milanese per descrivere un tipo di attore tanto pretenzioso e pieno di sé quanto di scarso talento. È uno di quei termini che scaturisce misteriosamente da un nome proprio - accrescitivo di Gigi, ipocoristico di Luigi -, senza che sia possibile ricondurlo a una persona in particolare. (È un fenomeno che nel vernacolo fiorentino, che conosco meglio, è piuttosto comune: bartolomeo per tonto, michelone per vispo...)

Ad ogni modo, gigioneggiare significa quindi comportarsi da gigione, ostentando una disinvoltura esagerata, con un piglio teatrale - e non senza superbia. Gigioneggia il calciatore che si produce in evoluzioni spettacolari in solitaria e senza andare a rete; gigioneggia l'amico durante la cena per calamitare le attenzioni delle commensali; gigioneggia l'avvocato in dibattimento sfoggiando una pretesa superiorità.

Bell'esempio di parola ricercata ma non aulica, che col suo registro quasi gergale e il suo colore buffo descrive bene un certo pavoneggiarsi.

Parola pubblicata il 16 Settembre 2016

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